I nostri puntini di sospensione (in memoria di Dino Campana e Sibilla Aleramo)

I NOSTRI PUNTINI DI SOSPENSIONE

(in memoria di Dino Campana e Sibilla Aleramo)

Dino Campana - Sibilla Aleramo

…abbiamo visto nascere l’amore e l’abbiamo lasciato morire in noi e intorno a noi… cominciammo quasi per scherzo… carezze su carezze… lagrime quasi mai… ma il mare del tempo ci ha travolti, dandoci in pasto alla sua violenza… alla dimenticanza ci siamo addomesticati come animali… eppure, quand’eravamo insieme sapevamo sconfiggere ogni vaticinio e… sì, amore, coi nostri sorrisi nasceva la rivoluzione… tra le lenzuola c’era la nostra bandiera, c’era il tuo vergine sangue, tutta la bellezza che mi desti… di rosso si tingevano le nostre lagrime… era la felicità che sgorgava dalle cateratte dei nostri occhi così belli, così simili ad insulti contro la vastità del mondo fatto di troppe ragioni e torti… restavamo in posa ma storti davanti alla macchina da presa… registravamo ogni momento della nostra vita insieme… poi giù al bar con gli amici, tu prendevi un vino forte e io m’accompagnavo alla tua fresca risata, scherzavamo seriamente perché il mondo non ci piaceva e un po’ ci faceva paura, ma insieme… insieme ci faceva quasi ridere… già, amore, eravamo così, eravamo proprio noi… e adesso chi e che cosa siamo? chi siamo oggi, oggi che viviamo vite masticate dentro a date di scadenza? …lontane e divise?

siamo il nostro rimpianto… una foschia e una tormenta di nebbia che è memoria in dissolvenza… siamo meno di niente… e di questo dovremmo accontentarci? …come cani che si leccano le ferite, come delfini il cui unico desio è quello di cercare una spiaggia per morire lentamente, in silenzio… le mie rose, le tue rose, le nostre rose, sfogliavamo Dino Campana e un po’ ci commuoveva la sua poesia e un po’ ci faceva ridere: eravamo distratti, troppo presi in noi stessi per capire che presto sarebbe finito anche il nostro amore, il nostro rosso… eravamo troppo felici per comprendere che il primo angolo buio avrebbe risucchiato le nostre candide anime innamorate… ricordi tu com’eravamo belli insieme? ricordi tu com’eravamo immortali nel delirio dei nostri baci strappati? …strappati come lettere d’amore mai inviate… eppur per noi…! tu facevi il caffè, io leggevo il giornale, e nudi restavamo per delle ore senza dire una parola… la televisione borbottava disgrazie e ferali distrazioni, campi di sterminio e altre cose così… c’eravamo solo noi e il nostro cuore che era il mio, che era il tuo… era uno… abbiamo visto nascere l’amore e l’abbiamo lasciato morire intorno a noi… e non c’è un perché e non c’è chi è dalla parte del torto e chi invece ha in mano il peso della ragione… e c’è solo quell’angolo buio… singhiozzi che non sanno venire… lagrime da tempo prosciugate… ma non può essere solo questa la diagnostica del nostro essere insieme… non può essere semplicemente così… eppure mi sa che… mi sa che siamo complicatamente, difficilmente, un inutile affogare in un mare di puntini di sospensione… in un mare di confusione… in un mare di tempo che ci ha travolti… che ci ha sconvolti, dandoci in pasto alla sua violenza, alla sua confusione… sono troppo infelice per comprendere proprio ora, ora che il giorno è un punto nero, una macchia d’inchiostro inchiodata su questo foglio prima tanto bianco… per questo, amore che più non sei amore ma che non posso non chiamarti amore, scrivo che siamo i nostri puntini di sospensione… almeno questo, almeno questo in nostra memoria…

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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