La poesia e il suo bastone

La poesia e il suo bastone

Iannozzi Giuseppe

Frances Farmer

ASPETTAVO TE

Ti aspettavo, aspettavo te
e non un’altra tempesta
Aspettavo come un uomo
che non ha più nulla da perdere
Ho ricevuto il tuo messaggio
Me l’ha dato quella tua amica,
quella che da una vita
mi tallona le costole

T’incontro sulla porta
Subito mi dici che non è giusto:
Hitler aveva le bave alla bocca
come Gesù in Croce,
e allora perché, perché morire?
Scoppi poi in un pianto
che non so fermare
M’inviti a mantenere la calma
Non ho quelle risposte
che vorresti sentirti dire
Non ho quelle scuse
che vorrei sparare a salve

Tengo viva una fame del diavolo
Invano la tua bocca cerco, donna
Mi respingi come un uomo
che ti ha aspettata troppo a lungo
Come bomba inesplosa
in una risata di echi e corridoi
scoppi tu all’improvviso

Sei un amore della madonna
che non sa da che parte stare
E affonda lo sguardo tuo la lancia;
in fronte a te nudo mi resta il petto

Te lo dissi che sarei venuto
Te lo dissi a chiare lettere
che non ero l’uomo adatto a te
Sempre però sul cuore ti ho tenuta
come una bava da asciugare

Ti aspettavo, aspettavo te
e non un altro gioco di pazzia
Aspettavo come un uomo
che soltanto ha la cattiva abitudine
di dare pane al pane e vino al vino

TENTAMMO POESIA

Tentammo di dio la poesia
ch’era già Guerra infinita
Ma non più bocche
per parlare e mangiare
E tu mi ricordi com’era ieri:
se sarà mia volontà
domani un domani ci sarà
E ti saprò invecchiata
E mi saprò lontano,
lontano in una pioggia
incessante, in un mare
ancor tutto da attraversare

Tentammo paradiso e inferno
in un giorno di gabbiani
nel volo incontro al sole persi
Si son fatti malattia, leggenda
oltre il silenzio – argento
in un proiettile sparato
quasi bene
Ma giocano ancora le tue mani
per farmi amante, lupo affamato
E soltanto riposano le mie invece
Perché più non scrivo
per bisogno di prigione o no

Tentammo almeno
E fu tanto, quasi amore
L’ho fatta e finita la vita mia
anche se ancor tutta da capire

TUTTO FUGGE

Avrò un frustino di seta rosa
e uno di rosso amore
per meglio sui fianchi goderti

Vedi come tutto fugge
Vedi come tutto ritorna
Posso solo dirti amore
se nell’anima e nel cuore ti so
Non mi sarebbe
diversamente possibile

Son brevi le notti sempre
quando il sorriso tuo
dal bianco delle lenzuola
s’affaccia
Così lo capisci da te
che non posso far a meno
di frustarti con un po’ di rosa
e una punta appena di rosso
Così lo capisci da te
che son giovane e perso

Poi tutto fugge
e non c’è un perché
per me, per te

Avrò un frustino
per goderti meglio,
per amarti meglio,
ma sempre in me accusando
la dolce curva dei tuoi fianchi
Ma sempre spiando
il lucore che è negl’occhi di te,
giovane vergine
Perché la bellezza della carne tua,
perché la tenerezza del tuo cuore
m’appartengono oramai

Poi tutto fugge
e non c’è un perché
per me, per te

Avrò per me tutte le notti,
di tenere grida e risate le tingerò
Avrai per te tutte le notti
e sempre in rosa le vorrai
E sempre in rosso le saprai
mentre sotto al bianco
delle lenzuola ti nascondo
per adorarti meglio

Poi tutto fugge
e c’è un perché,
c’è che bella
mai è la poesia
e il suo bastone

CICISBEO INNAMORATO

Tutti l’abbiamo abbandonata
Tale e quale era a una campana stonata
a sé stessa arresa
Tutte le donne che ho amato
m’han dato via
per un amore nuovo – celestiale,
meno bestiale
Così ora credo di non esser nel torto
se dico che il bianco che va in sposa
nel letto prende certa dose di morte
Così ora credo di non essere il peggiore
se dico che l’azzurro che al cielo punta,
fra le nuvole,
apparecchia ombre di tempesta

Tutti noi l’abbiamo suonata
Era la nostra sorellina, per un niente felice
Amava inciampare nella terrena passione
Tutte le donne che di lacrime ho bagnato,
prima o poi, m’han deriso
per un vecchio cuore di denaro e fama pieno

Tutti noi l’abbiamo abbandonata
E tutti, allo stesso modo, l’abbiamo suonata
quando le notti in solitudine
ci davano per spacciati
Tutti noi fra le nuvole abbiamo perso la testa
mettendo radici in una nuda promessa
che sapevamo mai sarebbe arrivata

Tutti – ma proprio tutti –
alla nostra tromba abbiamo dato fiato
leggendo l’epitaffio inciso sulla nuda pietra,
nuda e fredda come le nostre mani
a raccogliere vento e morte foglie

Come allora squilla il telefono
E non hanno smesso le campane
di suonare a festa, o a morto,
ma sempre arrese al suono loro
perché, davvero, nessuno di noi
l’ha mai dimenticata
Perché nessuno di noi
ha dimenticato il biancore suo nudo
e i profondi suoi occhi,
tutta la bellezza dell’Infinito

LOLITA

Non m’hai ancor tu detta la verità
In sogno lo sguardo tuo lo dipingo,
nella curva del tuo petto l’affondo

M’assicuri che sei tenera,
che ancor sei lolita,
che non ti posso sfiorare
con un dito o un bacio
E la colpa è tua,
non m’hai detto l’età

Non sai tu quanti giorni
a pesarmi fra le mani la testa
Non sai tu quante notti
a sognar di te
cercando un affondo infinito
Di colori ti vesti,
in un’impossibile malinconia
d’amori sognati ti svesti
Mi lasci poi da solo
coi pensieri miei
E non so davvero che fare io
ché, dentro di me, comincio
a capir che troppo tenera sei,
che ancor inviolata lolita sei
Fuggo così io via
fra cieli al tramonto,
fra sogni che piovono
Fra papaveri in fiore fuggo
di Van Gogh
imitando la follia

Non m’hai ancor tu detto
quanto mi ami
e quanto detesti l’argento
che le tempie m’avvolge
Non m’hai tu detto se vero è
che di rosso si tinge l’alba
quando gl’occhi tuoi
nella nascita sua affondano

Resto così io ad aspettare
piumaggi di pazzia carezzando
Fuggo così io via
fra cieli al tramonto,
fra sogni che piovono
Fra papaveri in fiore
fuggo lo sguardo tuo,
ma sempre lo dipingo
e nella curva del tuo petto
l’affondo
Quel che è il tuo dispetto,
lo sogno o no?

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a La poesia e il suo bastone

  1. Rosy ha detto:

    Tentammo poesia, e Tutto fugge le migliori per i miei gusti. 🙂

    Mi piace

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Immaginavo che queste due sarebbero state quelle di tuo maggior gradimento. 😉 Non nego però che a rileggerle oggi, tutte, con i dovuti accorgimenti apportati, suonano belle, perlomeno a me. 🙂

    Grazie, Rosy

    Beppe

    Mi piace

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