Mi sgridi i piedi – Luca Gamberini (Youcanprint) – La semplice voce di un uomo libero – recensione di Iannozzi Giuseppe

Mi sgridi i piedi – Luca Gamberini

La semplice voce di un uomo libero

Iannozzi Giuseppe

Mi sgridi i piedi - Luca Gamberin

Mi sgridi i piedi è l’ultima silloge di Luca Gamberini per Youcanprint.
Luca Gamberini non guarda a Virgilio, Catullo, Omero, Ovidio, Orazio, Saffo: i suoi riferimenti sono altri, molto più immediati e popolari ma non per questo meno validi.
Mi sgridi i piedi canta la libertà libera da regole e costrizioni, canta il vivere quotidiano con i suoi drammi, piccoli o grandi che siano. La poesia di Gamberini, in versi liberi, non s’aggroviglia, non si mangia la coda né si perde dietro all’Ouroboros.
Per il poeta è più importante e fondamentale essere vagabondo, secondo quella declinazione che dettarono negli anni Settanta Alberto Salerno e Damiano Dattoli attraverso una canzone, “Io vagabondo”, canzone portata al successo dalla band dei Nomadi e che ancor oggi è inno mai passato di moda. Gamberini poeta riconosce i suoi propri limiti, non pretende di essere un novello Walt Whitman pur ricalcandone – in maniera consapevole o no – i passi.

In Mi sgridi i piedi il poeta canta l’amore, il vivere quotidiano e non da ultimo un Ego molto umile – mai inflazionato o enfiato a favore della stupidità borghese -, senza nascondere né a sé né ai suoi lettori che è il poeta prigioniero di un sogno, di una realtà che non poche volte sfocia e si ritrova immersa nel mare magnum di un idealismo arcadico.

Per voce di Prospero, il Sommo Bardo ci rassicurava o quasi: «Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita». E’ fuor di dubbio che Luca Gamberini conferisce anima e corpo ai suoi sogni, e poco davvero importa che siano questi (soltanto) su carta. Gamberini ama e ama forte, non si nasconde dunque dietro a delle false ombre e nemmeno si rifugia nella bieca intimità di certe maschere di comodo: sa di essere un sognatore e che mai niente cambierà la sua natura, anche se per questo non gli saranno risparmiate ambasce e delusioni.

Luca Gamberini

Luca Gamberini

“Il vento non poteva sapere dell’inganno nelle tue parole,/ non le avrebbe mai fatte respirare a me. […] Il fuoco, forse, poteva sapere dell’inganno nelle tue parole,/ lui ha bruciato tutto il tempo passato ad aspettare te.”: in questi semplici versi il cantore esplica appieno quella che è la sua naturale condizione di uomo prigioniero di uno spietato solipsismo, filosofia di vita che il poeta suggella in ogni sua lirica, perché la personalissima realtà di Gamberini può risolversi e compiersi soltanto nel pensiero poetico.

Luca Gamberini è un irriducibile sognatore, ma, a ben vedere, la poesia la crea chi sa sognare e non rinuncia al sogno né a quel sognare che fa dei poeti una sorta di bambini, cresciuti sì ma a modo loro.

Perché leggere Mi sgridi i piedi? Perché, in un panorama poetico perlopiù assente, Luca Gamberini è una voce genuina, sposata alla semplice eppur significativa bellezza di Paolo Conte, Sergio Endrigo, Fred Buscaglione.

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Disponibile in formato cartaceo:

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Mi sgridi i piediLuca GamberiniYoucanprint – prima edizione: 2016 – pagine: 66 – ISBN: 9788892607033 – Prezzo: 10 Euro

Luca Gamberini su Facebook:

https://www.facebook.com/luca.gamberini.7

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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