Ricordi zoppi e assassinati – Antologico e una poesia inedita

Ricordi zoppi e assassinati

Iannozzi Giuseppe

Valeria-Chatterly Rosenkreutz

Valeria Chatterly Rosenkreutz su DeviantArt

Balla!

a Chatterly.
sempre spirito libero

Balla, come strega balla
Balla, come angelo balla
Balla e non chiedere
dove dio e il suo gemello
Fino alla fine del mondo
balla, spezza il girotondo

Balla, balla bella mia
Balla, balla stella bella

Questo siamo,
movimento di serpenti
che di sé mai una scia
Questo siamo,
stelle danzanti
dai rimpianti mai oscurate

Balla, balla stella bella,
fino alla fine dell’infinito,
fino alla fine
delle assurdità di dio

Ricordo zoppo

Le pentole e i coperchi,
l’acqua bollente
e il mio violino zoppo su una corda:
te l’avevo detto che vivevo per questo,
non mi hai creduto
quando tutti i miei rossi petali
li ho persi nel vento della Piazza Rossa

Non mi guarderò indietro,
crollano i palazzi e i muri
e io voglio di più
Lo sapevi che vivevo per questo
E io voglio qualcosa di più,
non queste tristi copeche fra le mani
mentre mi penetra le ossa il freddo

Angela, guarda il mondo,
fissa poi i tuoi occhi dentro ai miei:
se ci vedrai falsità
allora abbandonami sulla strada;
suonerò il violino di città in città,
sarò straniero a ogni mio passo
e mai avrò una laurea ad honorem

Angela, chiudi la porta!
Fa freddo,
più di quanto osi immaginare,
e sempre qualcuno busserà
dicendoti sono io il migliore;
tu non gli credere
quando accanto al fuoco,
tra le sue colte fiamme,
vedrai il ricordo
che alimenti a mia immagine
e somiglianza

Non mi guarderò indietro
Tutto crolla,
la vita giusto un soffio
Lo sapevi che vivevo per questo
Lo sapevi che altro non avevo da offrirti
Ti dico, chiudi la porta
Ti dico, apri il cuore alla vita
con un ricordo che sia sincero
Non fare come me
che lontano vado di città in città
Non fare il mio ricordo zoppo
più di quanto non lo sia già

Bellezza assassinata

Quando la bellezza assassinata,
quante e quante coltellate alle spalle?
Non le so contare, libro mai libero
Ma questa mattina tu sfogliami,
aprimi le pagine, dille belle
anche se non è vero

Quando la bellezza assassinata
al suolo cadde senza un lamento
al mondo immondo distribuendo
i fogli suoi inchiostrati

Deflorata bellezza, mia sola bellezza,
così non ti posso più vedere,
non ti posso più sopportare:
in un angolo costretta a darti via
al primo di passaggio…

Deflorata bellezza, mia sola bellezza,
così non vale, così fa troppo male:
come merce venduta…
Eppur nel tuo alfabeto avevo fede
e vocali e consonanti coglievo

Questa sera ti sfoglierò un’ultima volta,
aprirò le tue pagine, le dirò tutte belle
anche se non è vero, anche se non è tenero
quando la bellezza assassinata alle spalle

Infinito spavento

Angeli, Angeli, il mio animo è al vento
Angeli, Angeli, il corpo mio è quello del tempo
Angeli, Angeli, sono vento, sembro il mio spavento

Non so, non so quanti dimenticati baci, non si contano:
sarei morto in una follia infinita per un Vostro bacio,
avrei fatto torto al mondo per cader nel Vostro strazio

I respirati bramati affanni non come me si affannano,
non stanno dietro al vento, al tempo; eppur si concedono
ad altri angeli. E Voi, Angeli miei, dove e come? A chi,
[ora, il mio strazio?

E’ questa la delusa mia follia? non comprendere il mio dire,
non vivere né morire? e solo nelle mie contraddizioni finire?
E’ questa la mia malattia? non trovar risposta all’Amore?

Angeli, Angeli, siete in un altro vento a cercare un altro tempo.
Angeli, Angeli, si sciupano le lacrime in questo mio canto.
Angeli, Angeli, sono vento, sol più sono l’infinito mio spavento

Petali

Prendi, prendili
una volta
o due
questi petali
stesi al sole:
hanno il colore
del pallore,
hanno l’odore
dell’amore.

Lo sanno tutti
che non potrai
resistere
per sempre.

Prendi, prendili
una volta
o due
questi petali,
e strappali…

Nessun rossore

una andrà via col cuore spezzato
un’altra solo sarà impacciata
quando l’amore finito o iniziato

e nessun rossore per le mie rose

Inchiostro

non c’è romanzo
non c’è inchiostro
da versare invano

ma conserva la sua penna
polso rotto
e sangue freddo caldo sente

e tutte le stagioni da qui
all’eternità 
per una puttana
o una donna, la vita se…
qualcuno ad eterna morte

Libera Nos Domine

“Sapevo che m’avresti risposto solo dopo averci pensato su, non una, ma due volte almeno. Sapevo fin dall’inizio che sarebbe stato un no. Ma ci ho provato lo stesso: era in me sopravvissuta una pallida scintilla d’illusione che non fossi cambiato.”
“Ti ho dunque deluso…?”
“No, non troppo. Più di me hai deluso te stesso. E se vuoi saper tutta la verità, questa consapevolezza, or come ora, non mi fa né caldo né freddo. Anche il pallore che credi di leggermi in viso s’è spento, caro amico d’un tempo remoto.”
“Così crudele sei!”
“No, ti sbagli. Non lo sono. Solo sono libero di difendermi da te… ignorandoti.”

Sacrificio

Lui le fece scudo col suo corpo: tutti i proiettili l’accolse nel suo maschio cuore come fossero baci della donna amata. Ma quando si voltò, la trovò cadavere a terra: le turgide rosse labbra di lei sprigionavano esiziale sapore, quello della polvere da sparo; lui però la baciò lo stesso, un’ultima volta.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Ricordi zoppi e assassinati – Antologico e una poesia inedita

  1. Lord Ninni ha detto:

    Una vera e autentica preziosità.
    Bella sul serio.
    Buona domenica

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Un giudizio così, detto da te, caro Lord Ninni, vale di certo più di un premio Strega.

    Grazie infinite. Buona serata, buna calda serata. ^_^

    Beppe

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