Letteratura al sapore di dado

Letteratura al sapore di dado

Intorno alla Scrittura, alla Critica

Iannozzi Giuseppe

letteratura al sapore di dado

letteratura al sapore di dado

1. La differenza fra storico e scrittore, quella fra storia e finzione, troppo grande per essere affrontata dalla finta letteratura di oggi. Può permettersi Umberto Eco d’essere romanziere e storico allo stesso tempo, oggi; per tutti gli altri s’è disegnato e consumato inesorabile fallimento che è già storia che nessuno mai ricorderà.

2. La Storia cerca rigore. Non le si addice una finzione commista a una realtà che è stata. “Novantatré” di Victor Hugo: si dovrebbe raccontare la verità e non il modo diverso, perché quest’ultimo appartiene alla finzione e trova ragione d’essere se inteso come tale e non come Storia, realtà passata. Finzione e realtà, due rivoluzioni diverse che non si sposano, anche se poi c’è chi tenta almeno un amore per procura. Una cosa è la finzione, un’altra il rigore che è la Storia. Uno zibaldone di finzione e storia non fa – e non farà – la letteratura di oggi, di domani.

3. La Storia è narrazione sistematica, studio e interpretazione critica delle vicende dei popoli e delle nazioni; la Cronaca è una forma di narrazione storica consistente in una registrazione dei fatti nella quale ci si attiene a un criterio rigidamente cronologico senza interpretare gli avvenimenti o individuarne le cause. Fra Storia e Cronaca la differenza è grande, anche se entrambe abbisognano di qualcuno che le scriva. Problema è che c’è confusione generalizzata e spesse volte si confonde la Storia con la Cronaca e viceversa; e più spesso ancora si fa di entrambe una sola forma espressiva generando il Caos. La Letteratura dovrebbe proporre dei fini estetici che abbiano comunque, in ragione della loro concezione e del loro stile, un valore nella storia intellettuale. Oggi si tende ad amalgamare tutto, Storia, Letteratura e Cronaca: il risultato, nella maggior parte dei casi, è deludente e privo di significato intellettuale, ma non per questo scevro di un altro valore intrinseco nel mero intrattenimento. Se la Letteratura vuol essere intrattenimento e solo questo, allora diventa Finzione. Se voglio scrivere per intrattenere il pubblico con della Finzione faccio intrattenimento, ma non la Storia né la Letteratura. La commistione di generi ha fallito nel momento in cui si è detta Letteratura. Avesse almeno taciuto, forse sarebbe stato diversamente. E’ nato questo altro modo di dire storia sì, ma ad eterna morte.

4. Si può raccontare anche stando seduti al bar o dietro al suo bancone: ma raccontare tanto per raccontare non fa di me né uno scrittore né un romanziere. Forse solo un chiacchierone un po’ avvinazzato.

5. Non rinnego l’utilizzo d’una grammatica nuova e la possibilità di dare significati nuovi alle parole per inventare costrutti narrativi diversi ed originali. Ma un minestrone che è solo il risultato di un dado Liebig o Star non vale né la pentola che lo cuoce né il piatto dove verrà accolto dopo previa cottura. Un minestrone è Arte, e la sua essenza è negli ingredienti mescolati con sopraffina arte: i sapori devono essere ben distinguibili al palato, tutti i sapori, nessuno escluso. Un minestrone che è solo sapore di dado o di confusione è essenzialmente sbobba.

6. Di scrittori che valgono e che meritano la “S” maiuscola, pochi in Italia, e neanche si contano sulla punta delle dita d’una sola mano: Umberto Eco, Aldo Busi, Sebastiano Vassalli, e forse altri due o tre nomi.

7. La mia posizione è che pochi nomi entrano a pieno diritto nella Letteratura: ho fatto tre nomi, e quei tre nomi, per me, sono già nella Letteratura. Posizione condivisibile e criticabile quanto si vuole la mia.

8. Preferisco l’“Ars Poetica” di Orazio alla posizione aristotelica. Come Bertrand Russell, credo che Aristotele abbia arrecato molti danni al pensiero moderno nel corso dei secoli.

9. La soluzione – se di soluzione è giusto parlare – al rapporto fra letteratura e realtà non la troveremo di certo oggi: ma il tempo saprà dire.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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