Dovere del critico letterario

Dovere del critico letterario

Iannozzi Giuseppe

critico letterario

C’è chi sa scrivere e chi invece no. Sia poi la rete o la carta il mezzo per diffondere critica o altro, è la premessa che conta: saper scrivere. Tanta è la spazzatura su carta, tanta quella in rete. E’ però chiaro che l’editoria, il mondo editoriale e i giornali stessi hanno paura della rete, perché tutti possono dire la loro, anche se malamente, anche se non sono dei critici di professione. Si ha paura di chi parla, di chi dice la sua propria opinione, perché tutte le informazioni si vorrebbe fossero “filtrate”, o meglio, “manipolate” per andare incontro ad esigenze commerciali o d’amicizia. Se si pubblica una critica su un giornale cartaceo, questa prima viene “tagliata” da chi dovere o dal critico stesso; in rete, per fortuna, ciò non é ancora possibile e accade di rado che sia il critico stesso a desiderare di tagliarsi “le parole” di bocca. Anche se…

E poi, anche se d’un libro ne parla uno che non è un critico e ne parla male, sempre rimane “pubblicizzazione” gratuita. Che se ne parli, o (in) bene o (in) male! Se non se ne parla, allora l’indifferenza: l’indifferenza, questa sì che è critica spietata, terribile, ma in alcuni casi assolutamente necessaria.

Se un libro non m’è piaciuto, preferisco non parlarne: il “non parlarne” per me costituisce già critica di per sé.

Il critico ha il “dovere” deontologico di dire il vero nei limiti della sua conoscenza che è “umana”, ma anche lo scrittore ha il “dovere” artistico di scrivere bene. Se non ne è capace, se non ha nulla da dire, meglio è che non pubblichi per il bene suo e quello dei lettori, e non da ultimo per il bene delle foreste. Troppe volte si pubblicano libri che non valgono la carta su cui sono stampati.

Lo scrittore, quando è tale, non si deprime per una recensione negativa: però non la prende bene e se la lega al dito. I più si legano al dito nome e cognome di chi ha osato esprimere parere negativo.
Prima era il silenzio, oggi non più, dopo i blog, dopo l’avvento e la diffusione delle notizie in rete ad opera di liberi pensatori: e la paura, almeno un po’, comincia a serpeggiare.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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