Sulla Via della Seta

Sulla Via della Seta

Iannozzi Giuseppe

Via della Seta

I.

Mai hai capito
del jazz le note,
per questo non scrivo
di passioni e coglioni

Mai hai capito
d’un falegname lo spessore,
la forza sua
di segar via dai cieli
certe incèrte nuvole
nel rococò versate

Mai hai scoperto
di Hendrix l’alta tensione

Quando poi s’incrina
del poeta il cristallo
resta il poco che resta,
un giorno di pioggia,
la gobba bella
d’un Leopardi qualunque
in un postribolo nascosta

II.

Dove adesso i vostri miti?
Stelle comete
da schizofrenici spazi
prima disprezzate e rigettate
poi a malincuore inghiottite
E chiedete a me
d’imitare la loro fine,
di prendere
sulle spalle la scimmia

Nei secoli dei secoli idolo
e non passeggero ideale
per un momento soltanto perfetto
Dove adesso i vostri trionfi?
Non lungo la Via della Seta,
non nella culla degli incunaboli

A sangue freddo
sul nido del cuculo si sta,
perché infine
uno a uno
cadano quei tronfi Re
che sol compresero
dell’ombra loro
l’altezza meschina

III.

Cercava Giovanna d’Arco
una passione di lei più grande,
un processo a porte chiuse

Cercava la Pulzella il supplizio
perché fossero le braccia di Dio
a raccogliere quella sua anima
da inglesi e francesi detta eretica;
o forse solo cercava di stare
in mezzo a tanta gente strana

O forse solo cercava di stare
come tutti si sta: male

IV.

Le cose che fai le stesse,
quelle che no uguali all’uguale
Sempre la schiena morde
la nuda carezza del diavolo

Non cambiano le scadenze,
i sogni cagliati e quelli incagliati,
storie morte e nei bistrot bevute
in un sorriso di vuota sorpresa

V.

Meglio volare alto e casomai cadere che volare basso e accusare del mondo il puzzo. Chi di poesia vive di poesia muore. Il Re si diverte sol quando pedoni e fanti, regine cavalieri e torri, da ambo gli schieramenti, dalla scacchiera cadono. Il confronto finale non può che essere fra Re.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Sulla Via della Seta

  1. Lord Ninni ha detto:

    Ecco cosa avviene quando voglio rinfrancarmi in una lettura o un passaggio che mi rilassi.
    Abbandonandomi alla lettura e anzi facendomene cullare.
    Vengo a leggerti. Dismetto i miei panni e ti leggo semplicemente.
    Quasi dimenticandomi della presenza, inquietante, di una tastiera.

    Versi sempre belli, sentiti, elastici e vivi.

    Ninni

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Poesie queste che hanno un piglio completamente diverso da quello che negli anni passati adottai. E ne sono soddisfatto, cosa rara per me quando scrivo poesia.

    Grazie infinite, caro amico.

    beppe

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