oltre l’apparenza e amen

oltre l’apparenza e amen

Iannozzi Giuseppe

homeless

…quando è estate fa sempre freddo anche se in realtà fa caldo Io so che è così perché so quello che provo quando la strada davanti a me è un deserto di persone che mi sfiorano indifferenti con bocche piene di parole A volte ho la sensazione di non appartenere a questo mondo, ma so che così non è perché ogni giorno mi sveglio e i miei occhi posano lo sguardo sul solito vecchio mondo sempre troppo occupato per prestare attenzione a uno come me Ma un giorno tutto questo cesserà, non so quando, ma ogni cosa ha un inizio e una fine & anche io avrò ciò che il destino ha riservato a tutte le cose mortali e a quelle eterne che eterne non sono come le pietre che domani saranno sabbia o come la luce del sole che domani sarà il buio che allagherà le terre che i miei piedi hanno calpestato C’è stato un tempo che anche io ero giovane e nutrivo speranze eterne per il futuro, che la mia mente delirava ideali e altre sciocchezze simili, ma ora non sono più, sono solo vecchio e stanco… vado in giro trascinando la carcassa del mio corpo e sento la pesantezza di questo inutile esistere

Quando si è giovani a certe cose non ci si pensa mai troppo seriamente, arriva però il momento in cui uno è costretto a fare i conti con la realtà & la realtà è sempre la più crudele espressione dell’animo dell’umanità Voi non potete immaginare, io sì Ed è questo immaginare a rendermi diverso, perché io so distinguere il vero dall’apparenza anche quando il delirio tormenta la mente e le membra si distendono al freddo dentro il cartone e i giornali, la barba arruffata, i denti coltelli senza filo che riposano nella bocca, gli occhi orbite vuote eppur tanto aperti capaci di vedere ogni singolo pensiero degli indifferenti che mi passano accanto sputando bestemmie e pietà addosso al mio corpo addormentato in una via anonima d’una anonima città Voi non potete immaginare quanto dolore si prova, perché il dolore non è mai stato parte della Vostra realtà Quand’ero giovane ero come Voi poi qualcosa è cambiato e ha cambiato pure me Vi domanderete cosa, & io Vi rispondo che non è successo nulla di speciale, però io non sono stato più capace di essere quel che ero & oggi sono quel che sono Sembra strano, ma è vero E’ l’unica cosa di cui vado fiero questa mia diversità nel sentire cose che Voi mai potrete sentire insensibili come siete C’è stato un tempo che anche io ho amato, un tempo in cui anche io ho avuto un lavoro, una famiglia e tutti quegli accessori che per Voi sono così tanto importanti e che costituiscono la ragione della Vostra esistenza, perché Voi sareste incapaci di vivere senza gli accessori & soprattutto sareste incapaci di smettere di sentirvi accessori degli accessori Avete bisogno d’una chiesa e d’un prete e di altre cazzate del genere per scaricarvi la coscienza, io invece da tempo ormai non ho più idea di cosa significhi cacciarsi dentro a un confessionale e sputare addosso a un nero corvo le vergogne commesse, forse perché l’unica vergogna che riconosco è quella di ostinarmi a esistere nonostante Voi facciate di tutto per non farmi esistere più Forse sarebbe il caso che ci dessi un taglio netto, ma non è mai il momento giusto quello che credo essere il momento giusto per incravattare il mio collo con l’eterno cappio, perché mi fareste pagare anche quello in un modo o nell’altro, quindi non Vi darò la soddisfazione di vedermi morto Saprò attendere che la morte prima rapisca Voi e faccia così giustizia, quella giustizia che un singolo non può fare & che andrebbe fatta nonostante tutto La mia smania di grandezza tutta sta nel saper aspettare Voi questo non lo potete capire così come non vi riesce di comprendere chi sono io in realtà Eppure è tanto semplice davvero, tanto semplice che se Ve lo dicessi sicuramente restereste esterrefatti Io danzo nella luce della Luna e del Sole allo stesso tempo Ho una musica diabolica che scorre nel sangue, nelle vene Credersi pazzi comporta avere una grande considerazione di sé stessi, perché… Il sangue che oggi scorre nelle vene domani sarà quello della terra che andrete a fertilizzare Di tombe ne ho viste tante e molte le ho scavate io, senza che Voi ve ne accorgeste & qualche volta mi è capitato pure di piangere Ciononostante oggi non spendo più le mie lacrime per Voi che non avete mai speso uno sguardo sulla mia figura E oggi non butto via più niente & i nomi li ho dimenticati quasi tutti, gli stessi che un tempo accompagnarono la mia bocca Ricordo però le Vostre bocche aperte sempre pronte al dileggio Così dovete capirmi quando dico che proprio mi è impossibile perdonarVi o provare anche solo pietà per quello che presto sarete E’ una questione di volontà di potenza I corpi bianchi delle donne, morbidi… bionde e brune, tremendamente belle nella loro nudità le donne, affascinanti miracoli di vita, giovani fiori… Voi che Vi dite umanità, sapete che domani non saranno più? Eppure quante donne vedo ignorare la verità e continuare per la loro strada come se nulla fosse! E gli uomini, i più detestabili, che cosa sono gli uomini se non carne che se ne va a spasso dietro alle gonne delle donne? Animali sono gli uomini, animali in cerca d’una facile preda per ingravidare la terra già ricca di cadaveri! Ah, fate finta di non capire, questa per me non è una sorpresa, io sapevo che non avreste capito perché siete ciechi e non usate guardare l’intorno così come faccio io, io che spio ogni angolo ascoso & che da ogni buio riesco a disseppellire un fiore che Voi non avete considerato Ma sono più le volte che scopro un cadavere che Voi, nella Vostra ignoranza, credevate d’aver occultato per sempre nel sepolcro dell’Eternità La mia sensibilità è troppo superiore perché possa occuparsi della piccineria che la Vostra smania d’essere nutre, per questo motivo la sensibilità insensibile che Voi palesate è per me cosa degna solo della più alta indifferenza Voi credete che questo mondo Vi appartenga e anche il futuro, è soltanto un grossolano errore & quando finalmente Ve ne renderete conto sarà troppo tardi E’ sempre troppo tardi per queste cose della vita e della morte, perché, forse Voi non Ve ne siete accorti, ma morte & vita sono la stessa precisa identica cosa Allora perché mi ostino ad essere ancora? Perché non c’è differenza, solo per questo Direte che questo è il delirio d’un pazzo, ma come ho già spiegato la pazzia è un grado di coscienza ai più precluso Non crediate che io sia il solo, tanti sono come me & tanti portano avanti il mio stesso ideale Prima o poi vedrò coi miei compagni la fine Vostra e il mondo sarà finalmente libero da Voi carogne che lo infestate E state pur certi che io… No, Noi, nella nostra pazzia, non ci riprodurremo perché è giusto che l’umanità lasci il posto ad altre forme di vita, è giusto che la vita muoia, quella che noi conosciamo… è giusto che una nuova primavera sia per forme di vita che non osate immaginare e che io conosco solo in sogno Il tempo… la nuova vita, quando dell’uomo ogni memoria si sarà persa, verrà & sarà migliore o peggiore Poi anche questa farà il suo corso e si consumerà perché è giusto che così sia E questo è davvero tutto per un uomo che tanto ha camminato avvolto dalla Vostra indifferenza E anche io, finalmente, non sarò più, perché così è giusto che sia

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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