Preghiera delle mani e lacrime

Preghiera delle mani e lacrime

Iannozzi Giuseppe

The blind blond halo by Chatterly

The blind blond halo by Chatterly

The blind blond halo by Chatterly

Preghiera delle mani 

Questa volta penso sia la fine
Non posso però credere sia vero
Questa volta non voglio credere
Vivere un déjà vu

Hanno l’anima spezzata le arpe
e ogni corda toccata è malata
L’ebbrezza del bicchiere la sento scivolare
in una nota di nostalgia, quella di restare
Il vino nel vuoto dello stomaco sento scivolare
e mi prende male, ma non sono andato ubriaco
Si son rotte le ali, e le candele quasi tutte spente
a questo tavolo spagnolo: rimane solo il niente?

Ho avuto paura, questa volta
Te l’ho confessato, questa volta
Ho sbagliato, non avrei dovuto
E ti sei spaventata, non avresti dovuto

Dolcemente hai raccolto nelle tue le mie mani,
soffiandomi un bacio spegnendo l’ultima mia candela,
perché fosse il buio totale come il peccato e la mela:
in un bacio mi hai forgiato, ma piangevi tu la mia lue
Ti dissi che non era vero, che non era vero
Cercai di convincerti che il nero non è solo di nero
Mi mostrasti allora un’arpa scolpita in foggia d’angelo
M’invitasti a suonare una nota che non fosse di gelo
Pizzicai e pizzicai ancora e ancora
e solo il sordo dolore veniva
Più di me triste hai raccolto nelle tue le mie mani,
asciugandomi una lacrima accendendo l’ultima tua candela
perché non fosse totale la morte, perché non fosse totale

Mi offristi poi da bere, e scomparisti per il mio bene
Mi offristi poi da bere, e scomparisti per il mio bene

Oh Amica! Non l’avevo capito ch’eri zingara
e che dalla tua giara di sangue mi lasciavi bere
Oh Amica! Non l’avevo previsto ch’eri amara,
dolce come l’Amore, dolce come il Dolore

E torno a provare una carezza di luce
sulle arpe malate e nell’Anima spezzate
L’Anima tento di curare: sulle arpe
una nota di luce ancora
per amare l’Angelo, più di prima
Ho avuto paura questa volta, è finita così
Adesso lo so che la paura è un momento
Adesso lo so che l’Amore è un crescendo

Il Sole alta leva la sua luce; la notte non è più,
ma non il tuo Amore, non il tuo Amore,
non la preghiera delle mie mani nelle tue,
non la preghiera delle tue mani nelle mie

Prendi questa mano

Prendi questa mano,
soffiale un bacio
Non badare al nano
che fa il verso
all’ombra sua
credendola gigante

Prendi,
prendi questa carezza
Sia il tuo cuscino
Sopportala,
ha su il peso d’una piuma,
e vorrebbe volarsene via
Ma tu,
sul cuore reggila
e peserà lei
il battito della vita
che t’appartiene
E s’arrenderà
Sì, s’arrenderà
e in te volerà,
felice prigioniera
del cuore tuo
e del tempo che tiene

Inciampato è
il nano
nell’ombra sua:
rotola ora via,
e mille volti lo ridono

Ma tu,
ricevi tu questa carezza,
la piuma che è,
l’amore che sa dare
Prendi,
prendi questa piuma
e al caldo conservala
con un bacio
E le ombre nane
che si pensano giganti
scompariranno
e il passato tutto con loro
E la domenica sera
sarà luce che,
che solo frantuma luce
in infrangibile connubio,
in esplosione d’amore

Prendi questa mano,
soffiale un bacio
O tienila vicino al cuore
donandole una carezza
Sempre ti amerà,
così, senza altra pretesa

La solinga lagrima,
che il volto ti rigava
per farti bella e triste,
l’ho asciugata
E’ rimasta adesso
la bellezza tua solamente

Prendi così questa mano
Le lagrime asciugherà,
le ombre scaccerà,
la fronte tua benedirà
E mai ti chiederà
perché con te l’hai tenuta
A lei basterà esser lì

Prendi questa mano,
soffiale un bacio
A lei basterà esser lì,
lì con te a pregar
per la tua felicità,
per la tua eternità

Di noi scie

Lasciamo di noi scie,
e le diciamo parole:
le pizzichiamo
e son ali di farfalle.
Manca loro l’aria,
uno spazio per volare,
libere di seguire
nelle sue scie
della vita il richiamo.

Lasciamole libere!
Che possano volare
le parole, e prendere
il volo per incantare
e farsi vere,
battiti di cuori
nel mondo di fuori.

Kronos

L’essenza vorrei comprare
e non la bontà:
sarà per sempre la prima ricordo,
la seconda sarei invece costretto a
rinnovarla tempo dopo tempo,
con un bacio o due,
e, forse, anche
con una scheletrica carezza
strappata allo scheletro nell’armadio
che in ostaggio tiene le nostre anime.

E tu, tu mi assicuri che,
che questi bianchi tasti,
fra intervalli di nero,
potrebbero suonare in eterno
un jazz o un tango?

Oh, dolce è la notte.
Stramazzano al suolo
due bianchi cavalli
per troppa stanchezza sconvolti.
L’ultimo loro nitrito
nel nero cavo della notte,
speranza della bianca luce
d’un’alba che non vivranno.

Così il morire,
vivere il tempo
che di Kronos
non aspetta
la ferale pazienza.

Lo spettro di Dio

C’è chi in città resta a sgobbare
per la pagnotta,
a sudarsi un amore.

La pietraia, la legnaia, la croce:
solita storia. Ne uscii ratto fuori,
e non ero che lo spettro di Dio.

Oh Ancilla, nel tuo letto ero!

Chissà perché
se me ne vengo fuori
con una battuta innocente,
in chiave ancillare, si pensa
stia io facendo
chissà quali riferimenti.
Maliziosi siete!
Son io animo candido,
novello illuso Voltaire,
non un vile locandiere
che va per Goldoni!

Solitario

Ed eccolo, il Solitario!
Stanco cammino intraprende
e seco lo porta al più vicino
fumante camino.

In cielo le nuvole mira
e il fumo stillare il suo velo:
preoccupato alita un fumetto,
ma tosto lo fa suo diletto
e prende risata rilassata,
che oltre i confini del mondo
e dei suoi bassi fini s’invola.

E leggero il cammino riprende
dal passo che sa accompagnato.
E a Dio l’avvicina ogni miglio,
fino al suo destino!

Luce

Luce mi donasti, il suo favore,
tremando il cuore, respingendo il dolore,
accusando delle spalle la stanchezza:
e così t’amai per la tua franchezza.

M’eri lì, accanto nella notte:
t’abbracciai molte e molte volte.
T’addormentasti poi al mio fianco.
E più non accusai d’esser stanco.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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5 risposte a Preghiera delle mani e lacrime

  1. Lady Nadia ha detto:

    Oh, stavolta un barlume di speranza. Le poesie seguono gli stati d’animo e li rispecchiano nel lettore con significati personalizzati e differenti ma in questo caso mi è arrivata un po’ di gioia, queste non sono negative. Mi piace anche quando sono negative, dark o arrabbiate. Questa è diversa Beppe e non meno bella anzi… si vede che è molto ragionata e tecnicamente credo perfetta anche se di poesia ne capisco poco. Quando mi capita di scriverne qualcuna seguo la musicalità ma soprattutto il mio cuore. Questa è senza dubbio professionale.
    Ciao!😊

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  2. furbylla ha detto:

    belle si specialmente a mio gusto Kronos
    Cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Strano ti piaccia fra tutte Kronos. 😉 Be’, sono di stampo coheniano, perlomeno ci ho provato. E appartengono all’archivio da cui le ho tirate fuori.

    Grazie. Bacio ❤

    Beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, cara Nadia, non sono poesie disperate per quanto non siano neanche allegre: un seppur tenue barlume di speranza c’è.

    Hanno una certa musicalità non disgiunta dalla sostanza, e credo appartengano, per sentimenti espressi e tematiche trattate, a un registro coheniano.

    Grazie infinite.

    Ciao

    Beppe

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