Relazione difficile – racconto tratto da “Angeli Caduti” di Iannozzi Giuseppe (Cicorivolta edizioni)

Relazione difficile

Iannozzi Giuseppe

film

Racconto tratto da Angeli caduti di Giuseppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni) – Il cine si era svuotato: rimanevano solo alcuni ritardatari con i lucciconi ancora appesi agli occhi, mentre sullo schermo scorrevano i titoli di coda e la triste colonna sonora andava lentamente spegnendosi. Era buio e una coppietta si stringeva nell’intimità dei loro sogni, ma era come se avessero legata al collo una pietra che li trascinava a fondo.
“E’ finito.”

Angeli caduti - Beppe Iannozzi (Giuseppe Iannozzi) - Cicorivolta edizioni

Lei non rispose. Si strinse a Patrick mentre lui si fingeva principe azzurro che mai avrebbe permesso che la sua bella venisse in qualche modo oltraggiata.
“Te l’avevo detto che non era un film bello.”
Lory sospirò rattenendo i singhiozzi, poi si fece forza e replicò. “Il gioco preferito è finito. Hai ragione tu, Patrick.”
Uscirono dalla sala immergendosi nel freddo della sera invasa dalla nebbia.
Arrivarono alla macchina tenendosi stretti stretti. Erano due bambini che vivevano il primo amore come fosse l’ultimo. Romantici, troppo perché la vita risparmiasse loro cattive sorprese.

“Non far di me un idolo! Lo sai che non sopporto di essere idealizzato. Non ho bisogno di cadere un’altra volta nella trappola dell’amore. Sarebbe troppo facile cadere e poi rialzarsi, far finta di niente, ingoiare l’orgoglio, e cercare un nuovo amore da amare. Sarebbe troppo facile dire che voglio te, che ho bisogno di te. Perché mai dovrei gridare che la vita non ha più significato senza la tua compagnia accanto? Perché mai dovrei avvolgermi in un sudario d’infinita tristezza? Perché formulare inutili perché? E perché, infine, cedere e poggiare la testa sulle rotaie? perché farne il mio cuscino e rimanere a ascoltare il silenzio eterno prima che la vita sia finita dalla fiaccola dell’anarchia d’una fumosa locomotiva lanciata contro l’ingiustizia del vivere?” Poi, con gli occhi ridotti a due lucciconi persi nella notte, improvvisamente, strinse a sé Lory.

“Patrick!”, sussurrò lei con voce rotta. “Il mondo è crudele…” Avrebbe voluto saper dire qualcosa di più, ma le parole proprio non le venivano, e prigioniere rimasero dentro al cuore. “Il gioco preferito, per noi, è finito?”, domandò infine con un nodo alla gola.
Patrick non rispose. Non voleva saperlo. Non ancora. Dentro di sé pensò che l’amore è cieco, ma tutto vede!
Patrick apparteneva a quella razza maledetta che da sempre usa (osa) dirsi dei poeti. Lory era la compagna perfetta per uno come lui. Lory, nell’intimità del suo cuore, s’immaginava principessa sacrificata a un amore impossibile, ostacolato dall’educazione sentimentale del momento storico che le loro anime, di lei e lui, vivevano.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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