Lo spirito della parola e del pensiero. Ninni Raimondi recensisce “Fuoco Sacro” di G. Iannozzi

Lo spirito della parola e del pensiero

“Fuoco Sacro” recensito da Ninni Raimondi

Ninni Raimondi – lordninni.wordpress.com

Ninni Raimondi

Ninni Raimondi

Chiunque noi siamo e qualunque cosa possediamo il dolore, ch’è essenza della vita, non si lascia rimuovere.
Così scriveva Schopenhauer e mentre si assiste a un frangimento della propria esistenza, cosa rimane della quotidianità che si rincorre?
Il mio paese sono quattro baracche e un gran fango, ma lo attraversa lo stradone provinciale dove giocavo da bambino. 
(Fin qua Cesare Pavese, che intravvedeva nello stradone, il continuum della vita, vissuta alla propria maniera, e da ognuna vista con dolore e rinunzia verso un mondo legato a un filone. L’unico che la natura offre).

Ma dunque, cosa si cela dietro quello stradone?
Un percorso forse?
Un cammino che ognuno affronta con la propria consapevolezza? Cosa comporta questo cammino lungo la medesima strada?
Un avulso dalla vita che osserva e conserva luci nascoste e visioni di parte. Basta, però, osservare (e soprattutto capire) il fiato, l’ombra oscura che Tu, caro Beppe, nascondi dietro i tuoi dialoghi e nello specifico dietro e dentro Fuoco Sacro per rinascere, capendo.

Fuoco Sacro - by Chatterly

Fuoco Sacro – by Chatterly

La lettura, che corrobora e appaga, inizia con una immagine abbastanza inquietante. Un’immagine da non lasciare scorrere fra le dita: “Ero andato a trovare un vecchio poeta, uno che aveva scritto pestando lettere parole pensieri sulla macchina per scrivere”.

Ecco il grido di dolore che, ultimo, viene lanciato al cielo.
Un grido che si abbatte nelle coscienze dell’umano che, trasposto, diventa divino.
L’uomo, il solitario, lo spirito della parola e del pensiero è solo!
Con sé stesso, con la sua sessualità che è sé stesso, quasi in una continua masturbazione verso quel divino che è dentro, ma che aleggia dappertutto. Nei pensieri, nelle parole e negli atti. Un divino che parla attraverso le sue parole e che lo rifiuta al mondo della verità, isolandolo.
Mai conoscere, mai ascoltare verbo, mai sentire il profumo di un amplesso se non trasposto dietro le immagini di un inganno che, l’essere umano, ignora.

Ecco la parola di Dio: “Quando me ne andrò, tutti questi fogli finiranno insieme alla spazzatura…”.
Una parola che descrive la sua superiorità, in un Creato che si rivela inferiore, inadeguato a uno spirito più grande.
Un volo d’albatro che, in silenzio, sorvola basso sulle teste e le miserie umane e divine.

Ecco quel cammino che dall’origine della propria nascita, porta a una fine sicura.
La poesia, quei sussulti che si spiegano soltanto con altri sussulti.
Ecco quella multiformità che Iannozzi e la sua lirica sa imbastire.
Ecco Beppe Iannozzi e le sue rime che navigano, dai sussulti di un’anima, vista nera ma bianchissima, alla carne che diventa poesia fra le sue mani.
Come può un verso che si apre alla vita, trascendere alle proprie libertà, se non attraverso l’uomo stesso?
Ecco dunque il ricongiungimento, al divino, che si trasfigura nella carnalità svuotata di un’anima ormai soddisfatta.

Hai cantato il mondo, l’universo, l’amore e l’odio.
Hai cantato, caro Beppe, per noi, piccoli e inutili mortali nascosti dalle passioni e impauriti davanti un respiro di troppo.
Hai cantato ma nessuno, vuoto dentro o sordo, ascolta.
Ecco le tue liriche diventare divine, proprio nel loro significato più stretto. Liriche consegnate alla coscienza che hanno il grandissimo merito di dirci tutta la potenza e la bellezza di una conoscenza e consapevolezza universale profonda.
Poi … è il nulla.

Poi: “ … Quando tornai a trovare il vecchio scrittore scoprii che non c’era più …”.
Morto? Forse.
Fuggito? Forse.
Sicuramente con in regalo la percezione di aver, ancora una volta, perso un’altra occasione di vita donata a tutti.

Ci restituisci quelle speranze perdute che, una sana introspezione, può far rivivere con tutta la sua forza originaria.
Tu soltanto potevi riuscire.
E questo è un racconto, pensa un po’ …

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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Una risposta a Lo spirito della parola e del pensiero. Ninni Raimondi recensisce “Fuoco Sacro” di G. Iannozzi

  1. Lord Ninni ha detto:

    Mi confondi, amico mio, con la tua gentilezza e signorilità.
    Ho soltanto lasciato scrivere la penna.
    Il resto è venuto da solo.
    Ciao e buona giornata e grazie

    Ninni

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