Il tormento. Un estratto. Romanzo ancora inedito di Iannozzi Giuseppe

Il tormento. Un estratto
Romanzo ancora inedito 

Iannozzi Giuseppe

Priapo

Priapo

[…] Lo vide. Era un giovane. Subito s’accorse che non era un Adone: le gambe, in particolar modo, non le piacevano affatto, sembravano difatti quelle d’una rana, sottili, mentre il petto era robusto e villoso. La giovinetta pensò che nell’insieme non era brutto, era un ragazzo, un contadino con tutta probabilità. Nonostante avesse coperto le sue grazie ancor acerbe come meglio le riuscì, vampe di calore le infiammavano le gote.
Fernando non riusciva a decidersi: fare o non fare il primo passo? Non era mai stato con una donna. Sì, aveva visto più volte le sorelle, ma non è che fossero delle gran bellezze e in ogni caso vederle nude non gl’aveva mai dato alcun piacere. Lei invece era lì, innocente, giovane, bella come il sole, coi lunghi capelli corvini bagnati che le scendevano lungo la schiena e sul petto. Non poteva negar a sé stesso d’esser rimasto a dir poco affascinato, preso da una fregola incontenibile; ciò nonostante non si decideva, non sapeva davvero che dire, come comportarsi. Era la prima volta che una ragazza gli si presentava discinta, un fiore da cogliere; e lui ben sapeva d’essere impacciato, rozzo, tutt’altro che un gentiluomo. E però come negare che la bellezza era proprio di fronte a lui e che gli sarebbe bastato saltarle addosso per averla? Era davanti a lui, non c’erano dubbi. Era la tentazione e più la fissava più si rendeva conto che sarebbe successo; che poi lei fosse volente o no… Avrebbe gridato aiuto? Forse che sì forse che no, ma quand’anche fosse accaduto nessuno l’avrebbe sentita. Cercò di darsi un contegno gonfiando il petto. Dopo la crisi respiratoria che l’aveva ghermito mentre zappava la terra, quella domenica di libertà voleva godersela.

Il fiume, alla sua foce, era d’una limpidezza rara e se l’Iddio aveva voluto che colà una giovinetta bella e rosea l’attendesse senza nulla addosso, perché mai avrebbe dovuto reprimere il desiderio? Confortato da questo e altri pensieri, finalmente si decise e in mezzo all’acqua fredda portò il suo virgulto rigido a meno d’un centimetro dalla passerina della bella, che senza nulla dire lasciò cadere ogni difesa, mostrandosi in tutta la sua beltà. E così Fernando la prese vergine e timida, bella d’una bellezza non ancor maturata.
Non fu per nessuno dei due un’esperienza appagante: una due tre lacrime di giovane sangue vergine si mischiarono all’acqua della foce del fiume, che presto le inghiottì lasciando non una traccia, non una prova che due creature di Dio s’erano accoppiate secondo natura.
Nel tentativo di nascondere la comune delusione, Fernando e Lucia si distesero fianco a fianco in riva al fiume, mentre il sole baciava la loro giovinezza. E parlarono, del più e del meno, Fernando promettendo, con azzardo dettato dalla necessità di evadere da sé stesso e dalle grinfie di Donna Diavola, che l’avrebbe impalmata, in Chiesa, con la benedizione di Dio e degli uomini. Lucia, dal canto suo, non credeva che quel ragazzo l’avrebbe mai sposata; a ogni buon modo tacque, sicura che altri uomini sarebbero venuti dopo di lui, e in cuor suo aveva già dimenticato d’aver persa la verginità. Da brava ciociara pensò che era giusto così, perché se non lo avesse fatto con lui, magari l’avrebbe fatto con qualcun altro, magari con quell’orco immondo di suo zio che sempre le teneva gli occhi addosso.
Si lasciarono dopo essersi asciugati al sole. Ognuno riprese i propri vestiti. Lucia non ci pensò su due volte: schioccò un ultimo veloce bacio al giovane e voltategli le spalle sorrise felice perché non più vergine: quel porco di suo zio, ora che era lei una semplice puttanella uguale a tante altre l’avrebbe picchiata e di brutto anche. Non le importava: meglio le botte che farsi sbattere da quell’orco di suo zio, smanioso di prenderla perché intatta. Adesso che non era più vergine, quel porco – lei lo sapeva bene – non l’avrebbe più degnata d’uno sguardo. Sorrise al bosco, alla natura selvaggia, crudele e però onesta: non temeva affatto l’ira dell’orco, i suoi ceffoni capaci di spaccare una testa. Se Dio era dalla sua parte sarebbe sopravvissuta, diversamente sarebbe schizzata in cielo per mollargli il suo schiaffo.
Fernando rimase impietrito. Non aveva proprio pensato che tutto potesse finire così presto. Erano altri i suoi progetti. Ma Lucia era già scomparsa, inghiottita dagli alberi. […]

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Il tormento. Un estratto. Romanzo ancora inedito di Iannozzi Giuseppe

  1. Rosy ha detto:

    Questo e’ un libro scritto per i miei gusti. Ma tutto cio’ che scrivi Beppe, mi piace perche’ ci metti l’anima e ti riesce anche bene. Non vedo l’ora venga pubblicato anche questo, oltre al libro che sta uscendo proprio in questi giorni scritto ancora da te con inediti di Buk.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Eh eh eh, lo so, è scritto per i tuoi gusti ma non solo. 😉 Spiego: sono in tanti che mi chiedono quando diavolo lo pubblicherò “Il tormento”. E a tutti rispondo che sto aspettando il momento giusto. E’ un romanzo storico? Lo è di certo, ma un romanzo che parla di gente vera, sulle tracce di Silone, Pavese, Steinbeck. Non è dunque uno di quei polpettoni noiosi, che di storico hanno poco o nulla, ma che vengono fatti passar per tali.

    In ogni caso sto lavorando anche per la pubblicazione de “Il tormento”. Ti terrò e vi terrò informati.

    E’ uscito in questi giorni “Bukowski, racconta!” per Il Foglio letterario di Gordiano Lupi. Racconti, poesie, interviste inedite – forse apocrife – di Charles Bukowski. Un dovuto omaggio a uno degli scrittori che ho più amato in gioventù e non solo.

    Hai ragione: in ogni libro ci metto dentro tutta l’anima, in tutte le sue sfaccettature. Un libro scritto tanto per scrivere non serve a nessuno, men che meno all’autore.

    Grazie, Rosy. ❤

    beppe

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  3. furbylla ha detto:

    Tormento di nome e di fatto per quel che mi riguarda.. e poi dimmi che non son paziente 😉
    Buongiorno
    Cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Pensa tu a quanta ne devo avere io: al momento il romanzo è inedito, ma non è detto che… Abbi fiducia.

    Buondì ❤

    beppe

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