Poesia per un’amica

Poesia per un’amica

Iannozzi Giuseppe

scimpanzè-cavi-elettrici

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Come lucertola un po’ al sole e un po’ all’ombra felice io sto
Come scimpanzé dallo zoo fuggito fra i cavi elettrici resisto
Ritrovare poi i vecchi dischi e senza vergogna darli a baci di fuoco
Per questa bellezza, per tutta questa bellezza vivere senza ricordare

Agli agnelli belanti e vivi le budella levano per farne corde di violino
Fare e non fare, quale la differenza, me la puoi forse spiegare tu?
Ma come vedi sempre in alto sto e in alto mi spingo un po’ di più
Quasi non mi lamento più, quasi non guardo più il mondo di laggiù

Così in pace, così bene qui, l’avresti detto mai? Quel ieri non ricordo
O forse vero è che non trova nei precordi del cuore il giusto accordo
Non un amore disperato o scemi del villaggio da andare a trovare
L’avesti detto mai, l’avresti detto mai che così grande sarei diventato?

Come un bravo buddhista alle stupidità alieno penso a scopare
Ma posso capire che detto così a bruciapelo ti possa far male
In caso te ne fosti dimenticata, amica mia da troppi anni astemia
Da un po’ ti tempo si chiama libero il mio cane (*)
Nel bosco delle fantasie di sana pianta inventate
Non cerca funghi e misteri o ossa da succhiare

Per questa bellezza, per tutta questa bellezza vivere senza ricordare
Come un bravo buddhista alle stupidità alieno penso a scopare
Quasi non mi lamento più, quasi non guardo più il mondo di laggiù
L’avesti detto mai, l’avresti detto mai che così grande sarei diventato?

 (*) citazione da “Amico fragile” di Fabrizio De André

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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