Luigi Milani. Un altro futuro – Intervista all’autore

Luigi Milani. Un altro futuro

Intervista all’autore

di Iannozzi Giuseppe

Un altro futuro - Luigi Milani

Un altro futuro – Luigi Milani

1. Un altro futuro, Luigi Milani, è l’ultima tua opera pubblicata per Edizioni Scudo. Forse sbaglio, ma è questa la tua prima raccolta di racconti fantascientifici. Diversi sono i temi trattati in Un altro futuro: qual è la ragione precipua per cui, finalmente, hai portato al pubblico i tuoi racconti?

Non sbagli, si tratta proprio della mia prima antologia di racconti di fantascienza. L’idea di raccoglierli in volume è nata un po’ sulla falsariga dei famigerati “Greatest Hits” in campo musicale: selezionare i testi più rappresentativi riconducibili all’ambito fantascientifico per proporli a quei lettori che magari mi conoscono come autore legato ad altri generi, come il thriller e il noir. Inoltre alcuni racconti erano ormai di difficile reperibilità, essendo apparsi in passato in antologie collettive o in ambiti particolari. Mi è sembrato allora opportuno recuperarli e – per mantenere la metafora discografica – “rimasterizzarli” per l’occasione. Non a caso l’editore ha deciso anche di corredarli di illustrazioni realizzate ad hoc dal bravissimo Luca Oleastri.

2. In Un altro futuro spazi in un po’ tutti i generi della sci-fi. Due racconti mi hanno colpito in maniera particolare, Il sogno di Marlene e Starman, che, a mio avviso, potrebbero costituire l’ossatura per due romanzi. Come sono nati questi racconti, e, soprattutto, in ragione di cosa?

Mi fa molto piacere che quei racconti ti siano piaciuti in particolar modo, poiché il tuo giudizio, oltre ovviamente a gratificarmi, mi ripaga in un certo senso del lavoro che dedicai alla loro scrittura. Il primo, “Il sogno di Marlene”, è nato su input dell’amica e partner di altre imprese letterarie Alexia Bianchini, in vista della preparazione di un’antologia di racconti ucronici. L’idea di scrivere una storia che avesse per protagonista la conturbante Marlene alle prese con Adolf Hitler si è subito impadronita di me. Pochi mesi prima avevo visto un documentario televisivo nel quale si adombrava l’ipotesi di un possibile tentativo di omicidio del dittatore proprio da parte della celebre star cinematografica e allora mi sono gettato anima e corpo nello studio del periodo storico e dell’ambientazione. Peccato solo che si sia trattato solo di un’ucronia, appunto…
“Starman” invece è nato in un periodo particolare. Da vecchio fumettaro incallito quale sono, ero alle prese con la lettura di una saga di Superman realizzata da quel vero e proprio mostro di bravura che risponde al nome di Jim Lee, quando sono stato investito da tutta una serie di stimoli e spunti di tale entità che non ho potuto non riversarli in una storia. A distanza di anni, mi intriga un poco constatare che qualche mia idea – la messa in discussione del ruolo di Superman, ad esempio – sia balenata anche nella mente degli sceneggiatori dell’ultimo film che vede protagonisti lo stesso eroe kryptoniano e Batman, “Superman V Batman: Dawn of Justice”…

3. Luigi, in Un altro futuro affronti diversi temi: troviamo racconti ucronici, di robot, catastrofistici, etc. etc. Tutti sono però disegnano un possibile futuro alternativo, quasi mai positivo. Se è vero che uno scrittore è anche una sorta di veggente in grado di vedere delle schegge di futuro, tu, Luigi Milani, pensi davvero che più andremo avanti e più cadremo nell’abisso di noi?

Riflettevo su questo argomento proprio ieri, in occasione della pubblicazione di un articolo apparso nei giorni scorsi sulla rivista Left. Il suo autore, Francesco Gatti, ha chiesto ad alcuni autori di fantascienza italiani di immaginare il futuro della nostra società e, ahinoi, siamo stati tutti concordi nel tratteggiare un domani davvero poco allegro. Alienazione, omologazione e massificazione sono spettri che temo possano concretizzarsi a breve e anzi amplificarsi proprio grazie allo sviluppo fulmineo e apparentemente inarrestabile delle moderne tecnologie, a meno che non si acquisisca un sufficiente bagaglio di maturità e consapevolezza in grado di meglio comprendere e se possibile governare le incredibili possibilità che pure ci offre il nostro futuro.

4. Molti racconti che sono in questa tua raccolta sono di chiaro stampo dickiano e bradburyiano. Quali autori hanno maggiormente influenzato il tuo modo di interpretare il mondo di oggi per disegnare una possibile realtà futura?

Come al solito hai colto nel segno, caro Beppe! Soprattutto Dick ha impresso in me tracce profonde, come pure il William Gibson dei primi romanzi, senza tralasciare però la lezione inarrivabile del “Buon Dottore” Isaac Asimov, vera e propria fucina di idee e visioni – nel suo caso tendenzialmente posaitive, questo sì – del futuro. Poi, per sconfinare un poco in un terreno tutto sommato attiguo, ti confesso che anche i fumetti del grande Jack “The King” Kirby hanno plasmato il mio immaginario.

5. E’ forse giusto dire che in Un altro futuro è sottinteso un manifesto anarcoide, un manifesto apocalittico: mi par chiaro che tu non sei un “integrato”. Prendendo a prestito una definizione di Umberto Eco: “L’Apocalisse è un’ossessione del dissenter, l’integrazione è la realtà concreta di coloro che non dissentono”: ti ci ritrovi?

Direi proprio di sì. In fondo la rappresentazione, comune a tanti miei più illustri colleghi, di un domani apocalittico, credo possa rappresentare una sorta di grido d’allarme di fronte all’indifferenza colpevole o, peggio, alla ignavia dei cosiddetti “integrati”.

6. Che cosa ha da offrire la fantascienza rispetto ad altri generi letterari, Luigi Milani? Oggi non sono pochi gli scrittori che, con cognizione di causa o no, amano contaminare i loro romanzi con degli elementi fantascientifici. A tuo avviso, questo accade solo per essere più commerciali, o c’è forse una ragione più profonda, di sostanza?

Domanda vieppiù acuta la tua, caro Beppe. Non credo che le contaminazioni cui ti riferisci rispondano tanto a logiche commerciali, anche perché la fantascienza “scritta” non è che se la passi granché bene, quanto piuttosto alla maggiore duttilità narrativa che questo genere offre rispetto ad altri. Da un punto di vista strettamente autoriale poter ricorrere a tecniche ed elementi tipiche della letteratura diciamo fantastica in senso lato offre certamente una marcia in più per sviluppare trame e storie che diversamente stenterebbero a decollare.

7. Luigi Milani, la domanda più insidiosa e scontata di tutte, forse! Perché leggere e comprare Un altro futuro?

Concordo, è un quesito davvero perfido, diavolo di un Beppe! Ti rispondo innanzitutto invocando la clemenza della corte (dei lettori), che spero non si angosceranno troppo leggendo i miei racconti. Direi poi che potrebbero azzardare l’acquisto in nome della diffusione del piacere della lettura, e per evitare che i libri divengano, da specie in via d’estinzione, un polveroso ancorché glorioso ricordo di un passato arcaico e forse per qualcuno noioso, quando ancora si leggeva…

Luigi Milani

Luigi Milani

Luigi Milani è nato a Roma nel 1963. Tra i soci fondatori di Edizioni XII, cura la collana eTales per Graphe.it Edizioni e ha collaborato con Kipple Officina Libraria.

Ha pubblicato racconti e romanzi per vari editori e su diverse riviste letterarie. Ultimi libri pubblicati come autore: Nessun Futuro (Casini Editore, 2011 e Dunwich Edizioni, 2015 ), Seasons, Ci sono stati dei disordini e L’estate del diavolo (Delirium Edizioni, 2011-2012), Eventi Bizzarri e Lo studio in verde (con Alexia Bianchini, La Mela Avvelenata Edizioni, 2013), La notte che uccisi Jim Morrison (Dunwich Edizioni, 2014) e L’isola senza morte (Nero Press Edizioni, 2015). È spesso presente nelle iniziative letterarie di Edizioni Scudo.

Il blog di Luigi Milanihttp://luigimilani.com/

Un altro futuroLuigi MilaniAssociazione Scudo – Collana: Long Stories SF – 1ma edizione – pagine 122 – prezzo: Euro 10,50

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Luigi Milani. Un altro futuro – Intervista all’autore

  1. furbylla ha detto:

    leggendo questa intervista mi è venuta in mente questa espressione “un dialogo costruttivo” nella quale la serietà e ogni tanto un tocco “simpatico” la rendono piacevole e interessente. Terrò presente il libro
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ “Un altro futuro” un libro di racconti, tutti molto attuali, che guardano a quello che potrebbe essere il nostro futuro domani e che, forse, in parte già stiamo accusando sulla nostra propria pelle. Luigi Milani sa scrivere veramente bene, non è mai banale, e ogni racconto si lascia leggere sino in fondo. C’è un solo difetto: una volta terminata la lettura dei racconti, vorresti ce ne fossero altri.

    Beppe

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