Piccola editoria di qualità e Mondazzoli

Piccola editoria di qualità

e Mondazzoli

Iannozzi Giuseppe

mondazzoli

Il Foglio Letterario, nel corso di tutti questi anni, senza né santi in paradiso né diavoli all’inferno pronti a dire una parola buona, ha resistito e ha conseguito ottimi risultati: il perché credo sia evidente, la letteratura è una forma di resistenza. E tu, Gordiano Lupi, sei un partigiano della letteratura e dell’editoria. Hai fatto davvero molto con Il Foglio Letterario e sono convinto che molto ancora potrai fare, con un piccolo aiuto da parte di chi oggi ti segue e ti stima. Forse Il Foglio Letterario non vincerà mai il premio Strega, ma ha da tempo vinto per qualità e sostanza. Non credo che molti possano dire lo stesso, di aver fatto la differenza e la resistenza privilegiando la qualità e la sostanza.

Apro una parentesi, breve: il liquore Strega non mi va giù bene nel gargarozzo, preferisco di gran lunga il Jack Daniel’s. Chiusa parentesi.

Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

Lo stato della cultura in Italia è a dir poco disastroso: non fosse per piccoli e medi editori, che investono e lavorano con alacrità, seriamente, investendo non poco lavoro, lavorando con olio di gomito e serietà, il panorama editoriale italiano sarebbe trascurabile. Ora, oggi come oggi, Mondazzoli su quanti autori che valgono può fare affidamento? Non si contano sulle punta delle dita. Da Bompiani sono usciti un bel po’ di nomi dando vita a un’altra esperienza, quella de La nave di Teseo. Ciò è significativo del malessere che c’è: se gli autori vanno via, un motivo c’è e credo non sia legato soltanto alla volontà di non volere appartenere a un monopolio editoriale. Negli ultimi anni, i monopoli editoriali hanno dimostrato, in maniera quasi inequivocabile, che a vincere non è mai l’autore con la sua opera bensì l’editore. Mondazzoli oggi riunisce Mondadori e Rizzoli. Perché? Perché così è chiaro a tutti che detta legge. Ieri dettavano legge in maniera (fintamente) separata i due, Mondadori e Rizzoli; oggi legge la dettano in maniera congiunta, in maniera dichiarata, spudorata. A mio avviso, il punto è che non hanno autori che possano essere domani ricordati. Il catalogo Mondazzoli è sempre più imbarazzante. E’ sicuro che a vincere sarà Mondazzoli, ma sarà una vittoria di Pirro e nulla di più. Quanto investiranno per far vincere un autore? Troppo, davvero troppo. Vincerà un libro che domani, al massimo posdomani, nessuno ricorderà. D’altro canto il premio Strega assegnato negli ultimi anni a diversi autori ha dimostrato che vincere così, con la forza, non porta a risultati né di critica né di vendite. Certo, ci saranno i boccaloni che compreranno il libro “vincitore”… e i più non lo leggeranno. D’istinto provo quasi un po’ di pietà per questo monopolio così spudorato che non ha degli autori che meritino di essere promossi… E detto in maniera migliore: anche in Mondazzoli ci sono degli autori che valgono, peccato però che questi non vengano promossi, rimangono infatti seppelliti nel cumulo delle pubblicazioni e diventano così invisibili. Fare cultura e fare editoria è altra cosa, è ben altra cosa, e noi tutti che amiamo la vera cultura lo sappiamo. Resistere e resistere sempre.

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Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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