Bianca Dama

Bianca Dama

Iannozzi Giuseppe

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Alla spuma il mare si dà
E c’è quella bianca barca
E tu lì, persa a guardare
Te stessa, immobile
Mentre s’agitano le onde

In quel vestito bianco
Che fa capire un desiderio
Che solo la barca sulla sabbia sa

Bianca Dama, spuma il mare
A te viene
Ma non vieni tu nel mare
Alla barca rimani ancorata
Sullo scafo il capo reclinando
Gl’occhi tenendo aperti
Al cielo – a un cielo sposato
Per salato orgasmo di onde
Lontane, come te lontane

Chissà che pensi!

Che immagini il ventre
Il seno, il pube dando
Alla barca arrovesciata?

Che è il posto sbagliato
Che non doveva essere così
Il sogno d’una vita
Che non può essere tutto un perdersi così
Senza senso, senza sesso
Un amare salato, sulle labbra
Sulle nude gambe scoperte
Ad aprire spiraglio al vento

E la sabbia
Preme la sabbia sulla pelle
E confonde la spiaggia
Sua vastità nel limine equoreo

Oh, Bianca Dama!
Che ci fai in quel bianco vestito?
S’è calmato il mare, non il cielo però
Che oltre l’orizzonte continua a sprofondare

Sconfitta il mare osservi
Il mare guardi, ancora
E la schiena sulla barca arrovesciata
E ti fai sua àncora
Con la carne provi a penetrarla
L’infinito cercando
Con occhi invidiosi al cielo rivolti
Invano tenti i capelli d’aggiustare
In un’erezione raccolti
E comprendi che sei bianca
Ancora vergine come il mare
Come il cielo

Non è bello comprendere
Che l’abbandono non è starsene lì
Con l’amore chissà dove, lontano
E tu a recitar la tua parte di Dama

Ancora c’è sabbia
E una spiaggia da camminare

E una barca che felice se ne va
A cavallo delle onde
E un uomo che non conosci
La sua vela guida

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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7 risposte a Bianca Dama

  1. Rosu ha detto:

    Bellissima e delicatissima. Bravo Beppe 😀

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non è vecchia questa poesia, è vecchissima.

    Grazie, cara Rosy. ❤

    beppe

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  3. romanticavany ha detto:

    Quasi un racconto poetico, tra fantasia e sogno o SogNiO 🙂
    Un po’ in anticipo, ti auguro che il tuo Santo “omonimo” possa proteggerti nella, e per la vita. Auguri di buon onomastico!!! 🙂

    Bacetti ♥ vany

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ una poesia tanto ma tanto vecchia. Chissà se è una fortuna o no che non scrivo più in questa maniera. 😉

    Grazie infinite, cara Violetta. Oggi sì, è il mio onomastico: son quasi più vecchio del santo, di San Giuseppe. 😉

    Bacetti a cascata ❤

    orsetto beppe

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  5. Lady Nadia ha detto:

    Un canto d’amore disperato. Bella!
    La sposa è infelice ma non ha il coraggio di affrontare il cambiamento. Si abbandona al suo destino.
    Perchè questo uomo, nella tua poesia, non si dichiara alla dama?
    Perché spesso i tuoi personaggi restano immobili, inermi a soffrire senza far nulla?
    Forse è solo malinconia, uno stato elevato dell’anima in cui ci si crigiola la propria vena artistica. Nel mio piccolo capita anche a me. Ma parecchie delle tue storie, ora ce inizio a conoscerti, sono impregnate di rassegnazione.
    Comunque bellissima poesia!😊 Ho scaricato anche l’altro pacchetto. Grazie! Ti farò sapere.

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  6. furbylla ha detto:

    già.. chissà se è una fortuna o no..
    Cinzia

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In che senso?

    beppe

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