Gordiano Lupi. Intervista all’autore: Gloria Guida, il sogno biondo di una generazione

Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione

Gordiano Lupi. Intervista

di Iannozzi Giuseppe

Gloria Guida

1. La carriera cinematografica di Gloria Guida è stata relativamente breve, ciò nonostante è per te (Gordiano Lupi) e non solo, “il sogno biondo di una generazione”. Quali sono le ragioni obbiettive e sentimentali che ti spingono a dire dell’attrice un sogno biondo?

Al tempo tra noi adolescenti c’erano due partiti: Fenech e Guida, un po’ come Gimondi e Motta, Mazzola e Rivera. Io stavo con Guida, Motta e Mazzola… A parte le battute, Gloria Guida era il nostro sogno biondo. Vero che non era la sola bellezza di quel periodo magico, ma lei aveva qualcosa in più, bastava la presenza perché gli occhi fossero ammaliati, bastava un suo sorriso e anche la trasmissione televisiva più anonima e il film più scadente prendevano vita…

2. “L’uomo alla donna non può dire no”, questo il primo singolo di Gloria Guida, che nasce prima come cantante, quando era solo una ragazza di 17 anni. Nel tuo ottimo lavoro, rigoroso fino all’ultimo capello, “Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione”, passi in rassegna tutti i film di Gloria Guida, spieghi il perché e il percome alcuni suoi film sono buoni, altri da rivalutare mentre altri ancora hanno soltanto una importanza piuttosto marginale (affettiva). Secondo te, Gordiano Lupi, se sulla sua strada Gloria non avesse incontrato la macchina da presa, avrebbe sfondato nel mondo della musica? sarebbe comunque diventata il sogno biondo?

Credo che lei volesse diventare cantante, che fosse il suo vero sogno, in parte realizzato con alcuni dischi, trasmissioni televisive, parti canore nei film dove recita (L’infermiera di notte, Avere vent’anni…) e adesso che è tornata sulla scena ha provato di nuovo a cantare, reinterpretando successi del passato (Rumore). Gloria Guida non possiede doti canore straordinarie, ma è intonata, può cantare, come può ballare anche se non è una ballerina provetta, può fare la presentatrice e l’intervistatrice, è una sorta di jolly nel mondo dello spettacolo. Le doti di attrice a mio parere ci sono tutte, l’ha dimostrato in teatro e nelle commedie classiche di Steno, Risi e Capitani.

Gloria Guida

Gloria Guida

3. Nel 1955 Vladimir Vladimirovič Nabokov usciva con un romanzo che avrebbe scandalizzato e messo a soqquadro (o a nudo) l’immaginario erotico della società: Lolita. Un romanzo controverso, un capolavoro assoluto, che riuscì a farsi molti nemici, in particolare tra le femministe più accese. Gloria Guida è stata definita anche una lolita nabokoviana, una ragazza di grande e perfetta bellezza ma con poco o nessun talento. Gordiano, a tuo avviso, che cosa è il talento e come bisogna rapportarlo parlando di Gloria Guida attrice?

Poco o nessun talento non è per niente vero. Mentre è vero che il ruolo della lolita nabokoviana (sono stato io a coniare questa definizione?) le calzava a pennello. Fisico da maggiorata, sguardo finto ingenuo, occhi ammalianti, liceale perfetta che manda fuori di testa studenti e professori. Il talento è una cosa complessa, ma serve talento anche per interpretare con malizia e sensualità certi ruoli da lolita, come serve talento per ruoli più complessi della commedia all’italiana e per un personaggio difficile come la ragazzina di Avere vent’anni.

cinema4. Le pellicole con Gloria Guida non hanno quasi mai incontrato il favore dei critici e della censura, ciò nonostante il pubblico l’ha amata ieri e continua ad amarla oggi. Ma se non fosse stata una bellezza nabokoviana, Gloria avrebbe comunque sfondato nel mondo del cinema?

Non è il caso di farci certe domande. Gloria Guida è stata un’icona di quel tipo di cinema, la commedia sexy senza di lei e senza Edwige Fenech non sarebbe esistita. Non dimentichiamo che le sue prime pellicole sono drammi borghesi in odor di sessantotto (La ragazzina, La minorenne, Blue jeans…) e drammi erotici (Quell’età maliziosa, La novizia, Peccati di gioventù). Tutte pellicole nelle quali la belle Gloria mostra doti da vera attrice. Ripeto: molte erano le bellezze, ma non tutte così dotate…

5. La critica non è mai stata molto benevola nei confronti di quei film che vedevano la partecipazione di Gloria Guida attrice; e la censura si è sempre scagliata contro le commedie sexy all’italiana imponendo tagli e quant’altro. In “Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione”, tu, Gordiano Lupi, evidenzi molto bene come la lunga mano della censura ha saputo adoperarsi contro un certo tipo di cinema, dai più giudicato di serie B. Mi è parso di notare che, ieri, quasi mai sono stati benevoli i critici, militassero essi tra le fila della destra o della sinistra: a tuo avviso, perché intorno ai film con Gloria Guida furono tirati su dei polveroni non da poco? E però al botteghino i film funzionarono e quasi sempre bene, forse grazie anche alle tante stroncature ricevute che li indicavano come brutti e proibiti!

La critica cinematografica italiana è stata la rovina del nostro cinema, soprattutto di genere. Quando si valuta un film dobbiamo rapportarci a quel che stiamo vedendo. Se assisto a una farsa o a una commedia sexy non posso usare gli stessi canoni estetici di quando devo commentare un lavoro di Bergman o di Visconti. Un critico obiettivo dovrebbe valutare secondo i ben noti canoni crociani di contenuto e forma, inserendo la pellicola nel genere che sta vedendo. Tra le commedie sexy ce ne sono di ottime, di buone, di modeste, di terribili, di inguardabili… Stesso discorso vale per le pellicole drammatiche e per il cinema politico. Purtroppo la critica italiana si è sempre lasciata condizionare da pregiudizi duri a morire. Per esempio un film comico non può essere mai definito un capolavoro, un film erotico è confinato nel ghetto, una farsa non merita attenzione e via di questo passo… Per non parlare dei critici politici pronti – per partito preso – a demolire persino il cinema di Scola!

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6. “Avere vent’anni”, per la regia di Fernando Leo, è forse la pellicola che ha riscosso più successo e, a detta di molti, è anche il film di maggior impatto con Gloria Guida attrice. Che cosa c’è in “Avere vent’anni” che invece non c’è in altri film con Gloria?

Be’, a sentire il regista (Fernando di Leo) non è proprio così. Lui sosteneva che Gloria Guida e Lilli Carati non fossero adatte al film e che la pellicola avrebbe risentito della loro scarsa immedesimazione nei ruoli. Amo di Leo, ma non sono d’accordo. Secondo me Avere vent’anni deve il suo successo alla presenza di due icone sexy come Guida e Carati, che non recitano per niente male, anzi, sono spontanee e trasgressive come sceneggiatura richiede. Avere vent’anni è entrato nella leggenda per un finale truce, tagliato, massacrato dalla censura, quindi girato in versione tranquillizzante. Resta comunque un buon film, uno spaccato veritiero del periodo storico.

7. Gloria Guida conosce il grande successo con “La liceale” (1975, M.M. Tarantini), ma anche film quali “L’infermiera di notte” (1979, M. Laurenti), “La liceale seduce i professori”, (1979, M. Laurenti), “Travolto dagli affetti familiari” (1978, M. Severino), “Scandalo in famiglia” (1976, M. Andrei), “Quella età maliziosa” (1975, S. Amadio), “La minorenne” (1974, S. Amadio), bene mettono in mostra l’artista e il suo innegabile fascino. Tra i tanti film che Gloria ha interpretato, qual è il film dove l’attrice emerge meglio ed è artista a trecentosessanta gradi?

La liceale è il film del successo e per il periodo storico è molto trasgressivo. Basta guardare i primi dieci minuti per rendersene conto. Ha fatto scalpore in Iraq. Dopo la caduta di Saddam, facevano la fila per andarlo a vedere. Gloria Guida è bravissima anche ne Il gatto mammone di Nando Cicero (un regista folle e geniale), accanto a un eccellente Lando Buzzanca, ma i suoi ruoli più complessi vengono con Corbucci, Steno (Fico d’India è un capolavoro di comicità!), Capitani…

8. Oggi si sta rivalutando il cinema degli anni Settanta, che giusto ieri fu indicato come robetta di poco o nullo valore: perché gli italiani, e i critici anche, stanno recuperando la commedia sexy all’italiana? Qual è la ragione sociologica e culturale che spinge oggi a dire belli molti film italiani che furono detti di serie B?

Il cinema degli anni Settanta è un concetto vago. Negli anni Settanta si è prodotto il nostro miglior cinema, soprattutto d’autore (Pasolini, Visconti, Fellini, Antonioni, Petri…), ma c’è stata anche una grande fioritura di generi. Oggi riscopriamo un cinema che in Italia non si fa più, o meglio che si fa nelle serie televisive e che si tenta di riportare al cinema. Penso a Jeeg Robot d’acciaio – che sono curioso di vedere -, ma anche a Suburra e al cinema di Caligari (Non sono cattivo). Certo, la commedia sexy è legata a un periodo storico che non può tornare, se la ricerchiamo è per riscoprire il sapore del tempo passato, per analizzare sociologicamente come è cambiata la nostra Italia.

9. Nel film “Sesso e volentieri” (1982, Dino Risi), Gloria Guida per la prima volta nella sua carriera (!) ha a che fare con un grande regista: in questo film a episodi, con Johnny Dorelli, Gloria dà il meglio di sé (anche se tu, Gordiano Lupi, lo so bene che non sei d’accordo). “La casa stregata” (1982, Sergio Corbucci) invece non mi convince. Che vuoi e puoi dire di queste ultime due commedie interpretate da quella che è la tua attrice preferita?

Non è vero! Prima di Risi era stata diretta da Fernando di Leo, Steno, Giorgio Capitani e Bruno Corbucci! E poi gente come Cicero e Laurenti sono signori artigiani. Per tacere di Cardona, Rosati, Liverani (Il solco di pesca è un film strano ma ancora interessante), Imperoli, Amadio… Sesso e volentieri non è un film molto riuscito, ma concordo che in almeno un episodio la Guida è bravissima: Radio taxi. Johnny Dorelli è il vero mattatore del film, indimenticabile l’episodio con Margaret Lee nei panni di una lady petomane.

10. Una domanda forse un po’ balorda: possiamo dire che “Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione” è la biografia definitiva sull’attrice di Merano?

Doveroso da parte mia è segnalare che “Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione” è sì un mio lavoro, che si avvale però di alcuni importanti collaboratori: Roberto Poppi ha difatti catalogato gli attori, le maestranze, i visti censura e le recensioni d’epoca, confezionando così un volume che è una vera chicca per i cinefili. Sempre Roberto Poppi ha curato la revisione del volume prima che questo andasse in stampa, con un lavoro a dir poco certosino. Inoltre il volume accoglie diverse foto personali e rare gentilmente concessemi dalla stessa Gloria Guida, mentre Giacomo Di Niccolò mi ha fornito alcune foto dell’attrice di Merano attingendo dalla sua collezione privata.

Io spero di scrivere altre edizioni aggiornate, perché auguro a Gloria Guida di fare ancora un sacco di cose: televisione, teatro e – perché no? – cinema! Magari un bel film con Tarantino…

Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Tra i suoi lavori di argomento cinematografico: Cannibal – il cinema selvaggio di Ruggero Deodato (Profondo Rosso, 2003), Orrore, erotismo e pornografia secondo Joe D’Amato (Profondo Rosso, 2004), Tomas Milian, il trucido e lo sbirro (Profondo Rosso, 2004), Filmare la morte – Il cinema horror e thriller di Lucio Fulci (Il Foglio, 2006), Sexy made in Italy – le regine del cinema erotico degli anni Settanta (Profondo Rosso, 2007), Fernando di Leo e il suo cinema nero e perverso (Profondo Rosso, 2009), Fellini – A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Cozzi stellari – Il cinema di Lewis Coates (Profondo Rosso, 2009 – edizione USA, 2011), Tinto Brass – Poeta dell’erotismo (Profondo Rosso, 2010), Storia del cinema Horror Italiano – vol.1/4 – Il Gotico (Il Foglio, 2011/2014), Laura Gemser e le altre (Profondo Rosso, 2011), Nude… si ride! – I registi e le attrici della commedia sexy – vol. 1 (Profondo Rosso, 2012), Grazie… zie! – I registi e le attrici della commedia sexy – vol. 2 (Profondo Rosso, 2012), Profumo di donna – le più belle attrici italiane degli anni Settanta (Profondo Rosso, 2013), Bruno Mattei – L’ultimo artigiano (Il Foglio, 2013), Soprassediamo! – Franco & Ciccio Story (Il Foglio, 2014).
I suoi romanzi più recenti sono: Fame / Una terribile eredità (Perdisa, 2009 – Il Foglio, 2015), Calcio e acciaio – Dimenticare Piombino (Acar, 2014), Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano (Historica, 2015).

Pagine web:
www.infol.it/lupi
Blog di cinema: La Cineteca di Caino
cinetecadicaino.blogspot.com
E mail per contatti: lupi@infol.it

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Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazioneGordiano Lupi – Il Foglio letterario – collana: cineteca di Caino – pagine: 250 – 1ma edizione: 2015 – Isbn 9788876065941 – prezzo: 15 Euro

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Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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