Esilio a Sant’Elena

Esilio a Sant’Elena

Iannozzi Giuseppe

Napoleon_sainthelene

Sai, non la so scrivere una poesia,
con o senza una rima banale,
per un bacio o una piccola gioia

E pensare
che nella tua luce vivevo
per scoprire poi, per vil caso,
che con un altro m’hai tradito

Così, adesso che dovrei mai fare?
Sull’asfalto bollente riposan le rose
già in parte appassite, stracciate
dalla rabbia che m’ha rapito
Ma veloce mi passa accanto la gente
alzando polvere, grida
e risate in confusione

Cade pesante a terra una goccia,
un’altra poi e un’altra ancora

E il capo levando al cielo
lo scopro sconvolto
rapito
in un sudario di pioggia gravido
Tacendo, con lo sguardo ebete
il cammino riprendo calpestando
petali in un’orgia di vento
e passi più vecchi del mio amore,
di questo doloroso amor sconfitto

Già ti vedo accogliermi, Sant’Elena

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Esilio a Sant’Elena

  1. furbylla ha detto:

    bella mi piace , trasmette..
    Buongiorno
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, penso anch’io che trasmette, non so bene cosa però. 😀 E’ così vecchia questa poesia. La leggesti quando esisteva ancora il primissimo splinder. Ho pensato di rimetterla in rete, in fondo è buona.

    Buondì

    Beppe

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