Omaggio a Luigi Tenco

Omaggio a Luigi Tenco

Iannozzi Giuseppe

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Luigi Tenco by Iannozzi Giuseppe

Luigi Tenco by Iannozzi Giuseppe

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Omaggio a Luigi Tenco

  1. romanticavany ha detto:

    Lui diceva : « Io sono uno che sorride di rado, questo è vero, ma in giro ce ne sono già tanti che ridono e sorridono sempre, però poi non ti dicono mai cosa pensano dentro »
    (Luigi Tenco, Io sono uno, 1966)

    Ancora oggi a 50 anni della sua morte le sue canzoni sono uniche e bellissime,
    questa mi piace tantissimo, la malinconia e la tristezza che traspariva dai suoi testi era unica;
    penso sia stata una persona estremamente infelice; oppure così doveva essere.
    Diciamo che non è mai stato capito:(

    Il suo ultimo messaggio è stato :« Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. »
    .
    Buon Giorno King !!! 1 Bacio

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Carissima Violetta, ben conosco Luigi Tenco, la storia ufficiale e anche i pettegolezzi. A distanza di 50 anni, Luigi è ancora ricordato e benvoluto. Non è stato così quand’era in vita: personaggio geniale, più poeta che semplice cantautore, sicuramente anche fragile, e molto sensibile, un uomo di altri tempi che oggi è quasi impossibile incontrare. Tenco ha ottenuto successo in vita, ma non tutto quel successo che avrebbe meritato. Il successo gli è arrivato postumo. Che sia stato ammazzato o si sia suicidato, questo è un punto ancora non chiaro. Tenco era anche impegnato sul fronte politico con i suoi testi, e questo, ieri più di oggi, dava fastidio non ad alcuni ma davvero a tanti. Di questo testo ne esistono due versioni, una quella più conosciuta, l’altra un po’ meno. Un testo difficile da cantare, perché più poesia che non canzonetta. Questa la grandezza del cantautore.

    “Ciao amore, ciao”, la canzone che avrebbe dovuto presentare a Sanremo fu censurata. Tenco fu costretto a lavorare sul testo, a ridurlo, quasi a snaturarlo. La Rai di allora ritenne che la canzone fosse troppo forte per il Festival. Questo è il testo che Tenco avrebbe voluto portare al Festival di Sanremo:

    Li vidi passare
    vicino al mio campo
    ero un ragazzino
    stavo lì a giocare

    Erano trecento
    erano giovani e forti
    andavano al fronte
    col sole negli occhi

    E cantavano cantavano
    tutti in coro
    ciao amore ciao amore
    ciao amore ciao

    Ciao amore ciao amore
    ciao amore ciao
    ciao amore ciao amore
    ciao amore ciao

    Avrei dato la vita
    per essere con loro
    dicevano domani
    domani torneremo

    Aspettai domani
    per giorni e per giorni
    col sole nei campi
    e poi con la neve

    Chiedevo alla gente
    quando torneranno
    la gente piangeva
    senza dirmi niente

    E da solo io cantavo
    in mezzo ai prati
    ciao amore ciao amore
    ciao amore ciao

    Ma una sera ad un tratto
    chiusi gli occhi e capii
    e quella notte in sogno
    io li vidi tornare

    Ciao amore ciao amore
    ciao amore ciao
    ciao amore ciao amore
    ciao amore ciao
    ciao amore ciao amore
    ciao amore ciao

    Mi auguro che quanto prima venga portato sul mercato un cofanetto veramente esaustivo delle opere di Luigi Tenco. La collezione più completa uscì nel 2002, ma oggi è irreperibile. Io, ovviamente ce l’ho, insieme a tanti altri dischi rari di Tenco.

    Si trova forse nell’usato, ma prezzi piuttosto alti.

    ♥ ♥ ♥

    Bacetti a cascata

    orsetto

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