Siamo rimasti così in pochi…

Siamo rimasti così in pochi…

Non è mica un guaio, siamo rimasti così in pochi a essere scontenti di noi stessi. – da “La dolce vita”

Sei la madre, la sorella, l’amante, l’amica, l’angelo, il diavolo, la terra, la casa…Ecco che cosa sei: la casa! – da “La dolce vita”

Il teatro è un tempio, un tempio dove non entra mai il sole. Si lavora sempre con poca luce, nel silenzio più assoluto; il testo va rispettato nelle sue virgole, va approfondito, perché tutto è nella parola.

In Italia la destra avanza perché la sinistra non è stata ben diretta.

Voglio avere l’illusione che il mestiere di attore lo faccio solo io.

L’idea di Dio mi stanca. Credere in qualcosa di astratto? Credo in un albero.

Eppure ci dovrei essere abituato, fin da ragazzo, o isolato o solo! Che poi… è la stessa cosa. Ma certo che conti! Solo che è tutto così assurdo. Secondo loro dovremmo sentirci in colpa. Oggi stavo… come si dice… stavo per commettere una sciocchezza. Mi ha salvato l’arrivo di una che abita qui vicino. No, è sicuro, la vita, qualunque sia, vale la pena di essere vissuta, si dice così. E poi arriva sempre un pappagalletto a ricordarcelo. Solo che oggi per me è una giornata particolare, lo sai? È come in un sogno quando… quando vuoi gridare e non ci riesci perché ti manca il respiro! Però ho voglia di parlare! Parlare! – da “Una giornata particolare”

Ma che cos’è questo lampo di felicità che mi fa tremare, mi ridà forza, vita? Vi domando scusa, dolcissime creature; non avevo capito, non sapevo. Com’è giusto accettarvi, amarci. E come è semplice! Luisa, mi sento come liberato: tutto mi sembra buono, tutto ha un senso, tutto è vero. Ah, come vorrei sapermi spiegare. Ma non so dire… Ecco, tutto ritorna come prima, tutto è di nuovo confuso. Ma questa confusione sono io, io come sono, non come vorrei essere adesso. E non mi fa più paura dire la verità, quello che non so, che cerco, che non ho ancora trovato. Solo così mi sento vivo, e posso guardare i tuoi occhi fedeli senza vergogna. È una festa la vita: viviamola insieme! Non so dirti altro, Luisa, né a te né agli altri: accettami così come sono, se puoi. È l’unico modo per tentare di trovarci. – da “8 e mezzo”

La lettera anonima è una forma di prezioso artigianato, si comincia da bambini con i fogli di quaderno, fino ad arrivare a esemplari pregiati, vergati da mani maestre. – da “Divorzio all’italiana”

Mi ricordo un grande albero di nespole.
Mi ricordo lo stupore e l’incanto guardando i grattacieli di New York, al tramonto, in Park Avenue.
Mi ricordo quel tegamino di alluminio senza un manico. Mia madre ci friggeva le uova.
Mi ricordo la voce di Rabagliati che esce da un grosso giradischi e canta: «E tic e tac – cos’è che batte – è l’orologio del cuor.»

Marcello Mastroianni

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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