L’ombra di Banco a Macbeth

L’ombra di Banco a Macbeth

Williamo Shakespeare

Macbeth

Macbeth

MACBETH, le STREGHE, indi apparizioni diverse.

macbeth.
Che fate, voi misterïose donne?

tutte e tre.
(contemporaneamente).
Un’opra senza nome.

macbeth.
Oh, per la vostra
Tenebrosa scïenza io vi scongiuro
D’una risposta! E pur che l’abbia, il mezzo
Non v’atterrisca. Sprigionate i nembi
Per abbattere i templi; il mare turbate
Per calar nell’abisso ogni naviglio;
Riversate la grandine sui campi
Lieti di messe, e torri, e salde rôcche
Ruinate sul campo a’ lor custodi;
Piramidi, plagi al suol gittate
Da cima a fondo; scompigliate in somma
Tutta quanta la terra e l’universo,
Ma rispondete!

prima strega.
Parla!

prima strega.
Chiedi!

terza strega.
Avrai
La risposta che invochi.

prima strega.
Udir la brami
Dal labbro nostro, o dalle posse arcane,
cui soggette noi siamo? È tua scelta.

macbeth.
Evocatele! Udir, veder le voglio.

le tre streghe.
Dall’aere scendete,
Dal suolo sbucate,
Dall’onda sorgete!

(Tuono. Un capo armato s’alza dalla caldaja.)

macbeth.
Dimmi, ignoto poter….

prima strega.
Nel tuo pensiero
Egli già penetrò. Lo ascolta e taci.

il capo
O Macbetto, Macbetto, Macbetto!
Da Macduffo prudente ti guarda,
Ciò ti basta, non volgermi detto.

macbeth.
Grazie, chiunque sii, di questo avviso.
Alla incerta mia tema un segno additi;
Ma dimmi ancor…

(Il capo sparisce.)

prima strega.
Comandi egli non soffre.
Eccoti un altro più di lui possente.

(Tuono. Comparisce un fanciullo insanguinato.)

fanciullo.
O Macbetto, Macbetto!

macbeth.
Io m’empirei
Quattro orecchie di te, sol che le avessi.

fanciullo.
Sii pur, Macbetto, impavido e feroce;
Sangue versa a tuo grado, e dell’umano
Poter ti beffa, perocché la mano
D’uom che nacque di donna non ti nuoce.

(Sparisce nella caldaia.)

macbeth.
Dunque vivi, o Macduffo! Or di paure
Più cagion non mi dai…  Ma no! Vestirmi
Vo’ di doppia lorica, ed al destino
Chiedere un’arra… Sì, morrai! Ch’io possa
Dir finalmente al mio destin: « Tu menti!»
E tranquillo dormir fra le tempeste.

(Un fanciullo coronato con una fronda in mano.)

macbeth.
Che s’innalza colà? Progenie parmi
di re quel fanciulletto: intorno al capo
Cinte ha le bende di chi regna.

le tre streghe.
Ascolta,
E raccogli in silenzio i detti suoi.

fanciullo.
Nella ferocia, nell’ardimento
Lion ti mostra, né darti cura
Se un tuo vassallo leva un lamento,
Se t’odia un altro, se in te congiura.
Solo, o Macbetto, cader potrai
quando vedrai
Birnàm, l’antica selva lontana,
Sotto la cerchia di Dusinana.

(Si sprofonda.)

macbeth.
Ciò mai non avverrà. chi dice al bosco
Come al guerrier: «Mi segui, e le profonde
»Radici che t’avvincono alla terra
»Sbarbica e corri?» Oracolo felice!
Non potrà la rivolta alzar la fronte
Pria che smossa non sia dal letto antico
La selva di Birnam. Vivrai, Macbetto,
gli anni che la natura a te concede,
senza porgere ad altri il tuo tributo
Fuor che alla legge universal.- Ma d’oltre
Saver mi batte desioso il core.
Dite (se l’arte vostra a tanto arriva)
La progenie di Banco avrà lo scettro
Di questo regno?

le tre streghe.
Nol cercar!

macbeth.
Lo voglio!
Se negate appagarmi, ora e per sempre
Cada sul vostro capo…

(Suoni armoniosi.)

Qual concento?….
E perché sprofondò nella caldaja?

prima strega.
Apparite!

seconda strega.
Apparite!

terza strega.
Apparite!

tutte e tre.
Apparite! Affliggetegli il core,
Poi di novo qual ombra sparite.

(Otto re appariscono l’un dopo l’altro passando con lenti e lunghi passi innanzi a Macbeth. Da ultimo Banco conuno specchio
in mano.)’

macbeth.
Tu, lo spirto di Banco a me ricordi.
Va’! vanne! I raggi della tua corona
M’arroventano gli occhi. – Alla sembianza,
Al serto d’oro che ti splende in capo,
Tu che vieni secondo il primo agguagli.
Via da me, sciagurato! – Ad essi il terzo
Pur rassomiglia… Maliarde! E questo
Mi rivelate?… Un quarto ancor?… Dal fronte

Spiccatevi, occhi miei!… Ma dunque il seme
Di cotal razza finirà soltanto
Col novissimo dì?… Che veggo?… Un altro?
Un settimo… Non più! Ritirar lo sguardo
Da tal vista vogl’ io… Ma già l’ottavo
M’ appar con uno speglio, e dentro a quello
Molti e molti re scerno… Orrendo aspetto!
S’ addoppiano i diademi, in tre si parte
Lo scettro…  O dura verità! Lo spettro
Sanguinoso di Banco a me li addita
Come sua prole; e mi dileggia… E quanto
Mi contamina gli occhi avrò sustanza.

prima strega.
Sì! – Ma perché
Turbato è il re?

(Macbeth sviene.)

Via! sereniamgli l’anima mesta
Con una danza, con una festa.
Scegliamo il fiore dei nostri incanti,
Risoni l’ aria di dolci canti;
Dica Macbetto che le tre suore
Gli han fatto onore.

(Dopo una breve danza spariscono.)

macbeth.
(Si ridesta.)

Ove sono?…  Sparite! Ah, sia quest’ ora
Maledetta in eterno!… Olà!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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