Requiem

Requiem

Iannozzi Giuseppe

Tra le costole della Balena Bianca scivolammo
Non c’era proprio nessuno che potesse qualcosa
Nel ventre buio dell’umana tempesta prigionieri
sol sentimmo e accusammo mostruose solitudini
che in nessun’èra dell’uomo mai l’anima scavarono
Fra aliti e sbruffi d’ascosa profondità cercammo
pur sapendo che nessuno di noi mai e poi mai 
sarebbe potuto tornar a ieri
con la mano a oscurar del sole la luce

Spezzava l’incessante pioggia di sangue le schiene,
sdraiava i morti pria che dalle labbra loro un’avemaria,
sìcché or mi dimando se e a che valse esser da madre partoriti
pur sapendo che qui, in un debol fiato, risposta non ci sarà
Ma come per le aquile libere e sulle innocenti prede attente,
come per il coltello, dietro alla porta semichiusa, in attesa
prima o poi il Requiem che il cerchio della vita chiuderà

Mala speme fu fallo e tarlo di sfidar di Poseidone l’ira

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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