Profumo di caffè e cardamomo. Realtà quasi omerica nel romanzo di Badriya al-Bishr – recensione di Iannozzi Giuseppe

Profumo di caffè e cardamomo

Realtà quasi omerica
nel romanzo di Badriya al-Bishr

traduzione dall’arabo di Federica Pistono

Iannozzi Giuseppe

Profumo di caffè e cardamomo

Profumo di caffè e cardamomo

Il caffè si beve, si butta giù, quasi sempre più volte al giorno, è una tradizione, un piacere, per affrontare le fasi della vita che facile non è, non in Arabia Saudita, in una società dove vige il maschilismo, dove la morte è tangibile, impietosa e nera, appostata a ogni angolo di strada. Non si può parlare, la schiavitù è antica, radicata, sfrenata: non vale la vita e men che meno quella di una donna schiavizzata, violentata, e non poche volte eliminata su due piedi, per crudele divertimento anche. E’ solo possibile sopravvivere a sé stessi a patto che si accetti il mutismo e l’oscurantismo: è così, lo era ieri, quando il Novecento era appena sbocciato e ancor oggi è così che il Duemila, tra mille false predizioni, ha superato se stesso per proiettarsi in un impossibile futuro; per questo motivo, ma non solo per questo, si beve caffè e ci si fa i denti gialli.
I giorni trascorrono monotoni in una devastante cecità: inutile gridare, nessuno ascolta e se un semplice nessuno, per puro caso o distrazione, coglie le urla di disperazione di una donna, subito china il capo.

Hind conosce la storia, conosce sua madre Hyla che da tempo ha sottoposto la propria vita al servizio degli uomini: Hyla non sogna, non spera, nemmeno tenta di andare contro le imposizioni maschiliste, si adopera invece per rafforzarle, per ottenere un ben misero cadeau, per tenere in catene la figlia affinché abbia destino non dissimile a quello di tante e tante altre donne. Ma Hind, per sua natura, è una ribelle: la ribellione è parte di sé, non accetta l’uomo che le viene imposto né intende rinunciare a scrivere perché è suo marito a dettar legge. Mansur è uno, uno dei tanti; da lui Hind ha una figlia, May, che subito viene ricusata dal genitore in quanto femmina. C’è ben più di un motivo perché Hind chieda il divorzio, nel tentativo ostinato ma non disperato di emanciparsi.

Badriya al-Bishr tiene vivo uno stile privo di fronzoli, descrittivo. L’autrice non intende dar voce a una stucchevole lamentazione, si preoccupa invece di portare ai suoi lettori la Storia, un ritratto della condizione della donna in Arabia Saudita e lo fa adottando una linearità quasi omerica.
Profumo di caffè e cardamomo di Badriya al-Bishr (Atmosphere Libri, traduzione dall’arabo di Federica Pistono) non è un romanzo diaristico – bene è mettere i puntini sulle “i” -, è invece il resoconto puntuale e storico della realtà sociale araba, senza concessioni o edulcorazioni.

Badriya al-BishrBadriya al-Bishr è nata a Riadh (Arabia Saudita) nel 1967. Con una laurea in Sociologia presso la King Saud University e un dottorato di ricerca conseguito all’Università Americana di Beirut, attualmente è docente presso la King Saud University presso il dipartimento di Studi Sociali. Dal 1991 al 1993, ha curato una rubrica settimanale dal titolo ‘Half Noise’ per il quotidiano al-Youm a Dammam. Ha scritto anche per il giornale Riyadh e ha collaborato per Middle East Newspaper. Attualmente scrive per la famosa testata giornalistica Al Hayat. Ha pubblicato in Italia alcuni suoi racconti (La bidella e Diario scolastico) in Rose d’Arabia, a cura di Isabella Camera D’Afflitto, Edizioni e/o, 2001. Profumo di caffè e cardamomo (Hind wa al-‘askar, Beirut) è stato pubblicato in lingua araba nel 2006.

Profumo di caffè e cardamomoBadriya al-Bishr – Traduttore: Federica PistonoAtmosphere Libri – Collana: Biblioteca araba – Pagine 168 – Isbn o codice id: 9788865641569 – Prezzo: 15 Euro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Profumo di caffè e cardamomo. Realtà quasi omerica nel romanzo di Badriya al-Bishr – recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. Rosy ha detto:

    Questo è uno dei libri che davvero devo leggere, l’argomento mi interessa.
    Bella recensione Beppe:)

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ un libro che non posso non consigliare, perché nelle sue pagine c’è una verità, crudele e vera al tempo stesso, che va conosciuta, affinché si impari a riconoscere sul serio l’Islam senza abbandonarsi a pregiudizi: solo la conoscenza ci rende liberi.

    beppe

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  3. furbylla ha detto:

    porto il post da me. Penso sia opportuno leggerlo
    Buongiorno Beppe
    Cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie infinite, Mamma Lupa. Penso di sì, che lo sia. E spero che siano in tanti a leggerlo, perché non è che lo terrò qui a vita il pdf, per cui ognuno faccia i suoi conti. 😉

    Bacio

    beppe

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