la poesia è esaminare un cadavere – poesie di Anila Hanxhari

la poesia è esaminare un cadavere

Anila Hanxhari

Anila Hanxhari

Anila Hanxhari

Dopo il successo di critica e pubblico ottenuto con “Brindisi degli angeli”, a breve, Anila Hanxhari pubblicherà il suo nuovo libro di poesie. In attesa di leggere nella sua interezza il suo lavoro, anticipo qui alcune poesie che l’Autrice, molto gentilmente, mi ha concesso di pubblicare. – g.i. 

I.

la poesia è una fionda
bastano due rami, un laccio elastico, un rattoppo di pelle
per accogliere e contenere la parola
la capacità di lancio è nella gomma degli elastici
nella forza dell’impugnatura e nel peso del mezzo da lanciare
ma la parola come la fionda ti può ritornare sull’occhio se frani

II.

noi siamo l’acqua che parla dentro le foglie
dove le formiche sfumano i visi
fra due radici
un corpo unico a vetroresina
città dentro l’acqua
ombre ad archi
tu dici ci vedremo presto
siamo parte del cancello
l’acqua aprirà alle trame della carne
farà uscire la parola come madre al suolo
la versione delle fioriture
e nessuna mancanza è la mano se l’acqua
sparpaglia gli occhi per vederti

quanta ombra fa la tua luce negli orli della bocca
un borgo
delle ombre sono gli occhi di neve
quando cadono per farti spazio
quanta strada per accedere alle tue mani
ecco perché loro un bivio senza i borghi
ed io aggrovigliata pietra

III.

tu, dolore, inciampi in me solo se ti richiamo
ti servi della famiglia
per capire che la nascita è
la trave che si vede all’entrata
la colata di cemento
una mente sottovuoto
disinnescata da un figlio,
e quando diventi mulinello
significa che hai bisogno di me per sopravvivere
come del vortice e dell’ostacolo

ci tagliamo il cordone ombelicale
io divento solco a spirale, ma tu non sei più umano
sei la forma della debolezza che mi prende forza
verrà a trovarci il fiume come guardia del corpo
tu raggiungi la vetta più alta di me e diventi torrente
io raggiungo la tua vetta più alta e divento
il contagiri delle ancore

IV.

la poesia è come esaminare un cadavere
annaffiare le mele
e trovare il recinto
quando si lavora con le api

le parole sono tuorli sbattuti
filetti e lingue straniere
cosa posso dire dei coltivatori della nebbia?
perfino la luce interferisce con la collera
i capelli bianchi di tabacco
il travaglio sull’orlo della vestaglia
con le parole terre aperte, seni
boati di bombe antiuomo
uomini acerbi
teste versate d’inverno

metteremo su famiglia in una platea di specchi,
tra i fischi di sangue i risvegli
tra le legnate in testa
e il buon brodo di cicoria
sarà rivelato il tempo della luce

cominciate a contare 15 passi
la poesia è la parola data
ha una logica al tatto
dalle vedute ai cavatappi di plastica
è lente d’ingrandimento e stretta di mano
tra me e me prima di affinare
lo scacco matto

V.

ho fatto conoscenza con la luce
ha messo radici buttandosi dalla finestra
a colpi di fucili
quando Dio creò le corolle il polline
e la testa all’acquaragia in orchestra
per via delle zecche
poi la mia ombra con il corpo, il grano, la punta della colpa
e tutti i luoghi che mi portano a casa

quando ho smesso di respirare
sono guarita dalla luce e ho protestato
dimmi qual è il tuo nome?

sul retro di casa è buio
conterò alla rovescia, scrocchierò le dita e ti sveglierai
imparerai l’italiano dai testimoni di Geova
con i versetti della Bibbia
(non sapevo chi fossero i testimoni di Geova
volevo solo rendere felice don Claudio e dirti
ecco, io leggo la Bibbia
poi ho letto sulla porta della chiesa:
“vietato l’ingresso ai testimoni di Geova”)

non riesco a sopportare i confini
il tempo fa tacere solo le rose nel cappello
e quando me ne andrò di cui
sentirò la mancanza
dopo aver fatto conoscenza con la luce
al fondale

(da Tiro a sorte la libertà)

VI.

diluvia per bandirmi dalle radici
Dio mi vorrà senza terra
incastrata tra vecchi campanelli
con lo scopo di impedire al cielo di cadere
tornata nei suoi cardini
senza cedere dagli infissi
che modificano la sete dei giardini

il silenzio è una frattura cranica
una spiga di grano rinvenuta al piede sopra
qualcuno ha frugato nella mia testa
hai un min… per me?
ho sentito l’esplosione e faceva talmente caldo
che ero l’unica ad essere sveglia nella mia testa
mi dispiace per la tua perdita
se vuoi ti accompagno a casa e ne parliamo lungo la strada
se apri una radice non trovi terra ma l’albero capovolto
al centro della corteccia la grandinata
attraversandola muterai foglie secche
e verità che vengono a galla
sull’illeggibile
strofinerai il naso per non piangere
per chi rinasce con la testa scattante
che parte dopo il corpo e arriva prima del corpo
come le nuvole quando coprono tutto

VII.

la comprensione è una battaglia di suoni a fior di pelle,
di acne e di muri dentro
tenerti la mano e sentire l’invasione del verde,
il gesso che scricchiola sull’alba e le dà peso e le dà postura
tra la costola di Dio e un poster

mio padre mi ha fatto nascere su un carro di buoi
la cosa giusta da fare?
il calesse me lo sono guadagnato il cavallo è mio
ora dimmi che hai paura
ti spareranno e lascerai che accada
prima ti daranno un pezzo di pane

non chiedermi
perché concedo le mani e l’orma prima dei fiori
è un lavoro di comprensione l’albero
nasconde l’ombra per non comprometterla
e se mi fido di te è per potermi fidare

ci rivediamo
e non hai conosciuto le orecchie sorde
le finestre che rubano l’aria
per renderti felice
nel male l’uomo cambia volto, camicia
singhiozzo, il riso, cambia il re, le ninfe
cambia acque, la radice, il peso
ma Dio pure è eco
lavoro di calli per la comprensione

(c) Anila Hanxhari. Tutti i diritti riservati.

Anila Hanxhari su Facebook:

https://www.facebook.com/anila.hanxhari

Anila Hanxhari

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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5 risposte a la poesia è esaminare un cadavere – poesie di Anila Hanxhari

  1. SoniaLambertini ha detto:

    L’ha ribloggato su sonia lambertini.

    Mi piace

  2. Rosy ha detto:

    Mi piaciuta parecchio la seconda e l’ultima poesia. Sarebbe bello conoscere anche la scrittrice, per capire meglio le sue verità…!
    Sono a mio avviso versi molto particolari, diversi dai soliti di cui sono abituata a leggere.., ed è per questo motivo che mi piacerebbe conoscere più a fondo l’autrice 🙂
    A Beppe, lascio il compito se avrà modo, di raccontarmi un poco di Lei.
    In ogni caso, complimenti Anila 🙂
    Un abbraccio forte forte.
    rosy

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Le poesie di Anila, certo, sono diverse e originali, molto, rispetto a quella che è una produzione più tradizionale e parrocchiale. Non sono forse immediate, ma sono di “sostanza”, che poi la qualità principe che fa la differenza fra una poesia scritta tanto per scrivere e una poesia che invece si proietta verso il futuro affinché sia consumata da più lettori (e generazioni).

    In occasione dell’uscita di “Brindisi degli angeli”, intervistai la poetessa, qui:

    https://goo.gl/6QIn0X

    In questa intervista, Anila Hanxhari la puoi conoscere un po’ meglio e come persona e come persona. Spero di aver accontentata la tua più che giustificata curiosità su Anila.

    Un abbraccio forte forte

    beppe

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  4. Rosy ha detto:

    Grazie Beppe, ho avuto modo di leggere la tua intervista e ho avuto le risposte che attendevo al punto VII.
    Avevo capito che qui si trattava di una Donna con provenienza diversa dall’Italia – sia dal viso che dal nome – la bravissima Anila.
    Direi che i versi che scrive, secondo il mio parere, non sono tanto proiettati verso il futuro, ma bensì sono parole calde e vissute in prima persona, che poi le stesse potrebbero anche proiettarsi nel futuro questo è da vedere…( c’è molta sofferenza in queste poesie), vorrebbe dire quasi che la sofferenza debba continuare nel tempo. Spero tanto di no.
    Ma non mi voglio azzardare a fare commenti diversi da quelli che tu hai scritto, in quanto le poesie lette da me sono solo ed esclusivamente quelle sopra citate.
    Spero di poterne leggere altre, quindi attendo con piacere…

    Non posso che rinnovare ad Anila, i miei sinceri complimenti. Sei Bravissima 🙂

    ciao Beppe, e ciao Anila.

    rosy

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Rosy, sono contento che tu abbia approfondito, almeno un po’, la conoscenza della poetessa Anila. Di certo avrai occasione di leggere ulteriori lavori di Anila:

    Ai link indicati dabbasso trovi altre sue poesie:

    https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2013/09/08/anila-hanxhari-dove-lacqua-e-felpata-nuove-poesie-e-prose-poetiche/

    https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2012/07/26/le-croste-dei-pensieri-nuove-poesie-di-anila-hanxhari/

    https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2012/08/20/anila-hanxhari-ho-38-anni-nuove-prose-poetiche/

    Avremo comunque modo di approfondire anche con l’autrice i motivi che la spingono a scrivere poesia e a scriverla in un certo modo piuttosto che in un altro.

    Val sicuramente la pena di approfondire la conoscenza della poesia dell’autrice e della sua poesia.

    Ciao

    beppe

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