Il Piccolo Principe – Antoine de Saint-Exupéry – Capolavoro assoluto della Letteratura

Il Piccolo Principe

Antoine de Saint-Exupéry

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry è capolavoro assoluto della Letteratura mondiale, lezione di amore, di amicizia e poesia. Il Piccolo Principe è fra le opere letterarie più celebri del XX secolo, fra le più vendute e lette della storia. Il libro è illustrato dagli acquerelli dello stesso Saint-Exupéry, disegni originali, un po’ naïf ma sempre intrisi di grande poeticità e tenerezza. – (a cura di Iannozzi Giuseppe)

Il Piccolo Principe

Citazioni da “Il Piccolo Principe”:

  • Una volta, quando avevo sei anni, in un libro sulla foresta vergine intitolato Storie vissute ho visto un’illustrazione bellissima. Raffigurava un serpente boa che divora una belva. Questa è la riproduzione del disegno. Il libro diceva: «I serpenti boa divorano la preda tutt’intera senza masticarla. Dopo non riescono più a muoversi e passano i sei mesi della digestione dormendo». (capitolo I)
  • Gli adulti da soli non capiscono niente, ed è stancante per i bambini dover sempre spiegare tutto. (capitolo I)
  • Disegnami una pecora… (Piccolo principe: capitolo II)
  • Dinanzi a un mistero assoluto, nessuno ha il coraggio di disobbedire. (capitolo II)
  • Agli adulti piacciono i numeri. Quando raccontate loro di un nuovo amico, non vi chiedono mai le cose importanti. Non vi dicono: «Com’è il suono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?» Le loro domande sono: «Quanti anni ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?» Solo allora pensano di conoscerlo. (capitolo IV)
  • Se dite agli adulti: «Ho visto una bella casa di mattoni rosa, con gerani alle finestre e colombi sul tetto…», loro non riescono a immaginarsi la casa. Dovete dire: «Ho visto una casa di centomila franchi». Allora esclamano subito: «Oh, che bella!» (capitolo IV)
  • Feci notare al piccolo principe che i baobab non sono arbusti, ma alberi alti come chiese, e che anche se avesse portato un intero branco di elefanti, il branco non sarebbe riuscito ad avere la meglio su un solo baobab. (capitolo V)
  • Ma i semi sono invisibili. Dormono tutti nel segreto della terra finché a uno di loro non piglia il ghiribizzo di svegliarsi. Allora si stiracchia e fa spuntare timidamente verso il sole uno splendido, innocuo germoglio. (capitolo V)

  • E se un baobab non lo strappi via subito, dopo non riesci più a liberartene. Occupa tutto il pianeta. Lo perfora con le radici. E se il pianeta è troppo piccolo e i baobab troppo numerosi, questi lo spaccano tutto. (capitolo V)
  • Al mattino, finita la toilette, bisogna occuparsi della toilette del pianeta. (Piccolo principe: capitolo V)
  • A me piacciono molto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto… (Piccolo principe: capitolo VI)
  • «Un giorno ho visto il sole tramontare quarantaquattro volte!» E più tardi aggiungevi: «Sai… quando si è molto tristi si amano i tramonti…» «Allora il giorno delle quarantaquattro volte eri proprio tanto triste?» Ma il piccolo principe non rispose. (capitolo VI)
  • Il piccolo principe non rinunciava mai a una domanda dopo che l’aveva fatta. (capitolo VII)
  • Le spine non servono a niente, sono pura cattiveria da parte dei fiori! (capitolo VII)
  • I fiori sono deboli. Sono ingenui. Si fanno coraggio come possono. E con le spine pensano di mettere paura… (Piccolo principe: capitolo VII)
  • Da milioni di anni i fiori mettono le spine. Da milioni di anni le pecore mangiano ugualmente i fiori. E non è forse una cosa seria cercare di capire perché i fiori si danno tanta pena per mettere spine che non servono a niente? (Piccolo principe: capitolo VII)
  • Il piccolo principe assisteva allo schiudersi di un enorme bocciolo e sentiva che ne sarebbe venuta un’apparizione miracolosa, ma la corolla indugiava, e si faceva bella, chiusa nella sua camera verde. Con cura sceglieva i colori. Si vestiva piano, accomodando i petali a uno a uno. Non voleva uscire tutta stropicciata come fanno i papaveri. Voleva mostrarsi solo nel pieno fulgore della propria bellezza. Eh, sì! Era molto vanitosa. La sua segreta toilette era durata giorni e giorni. Ed ecco che una mattina, con il sorgere del sole, era apparsa una rosa. (capitolo VII)
  • «Non avrei dovuto ascoltarla» mi confidò un giorno, «non bisogna mai ascoltare i fiori. Bisogna guardarli e annusarli.» (Piccolo principe: capitolo VIII)
  • Non si sa mai! (Piccolo principe: capitolo IX)
  • Le eruzioni vulcaniche sono come i fuochi nel caminetto. (capitolo IX)
  • Devo pur sopportare due o tre bruchi se voglio conoscere le farfalle. Pare che siano bellissime. (Rosa: capitolo IX)
  • Non sapeva che per i re il mondo è alquanto semplificato. Tutti gli uomini sono sudditi. (capitolo X)
  • L’autorità si fonda in primo luogo sulla ragione. Se ordini al tuo popolo di andare a gettarsi in mare, quello farà la rivoluzione. Ho il diritto di pretendere l’obbedienza perché i miei ordini sono ragionevoli. (Re: capitolo X)
  • È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri. (Re: capitolo X)
  • «Ti ammiro» disse il piccolo principe, alzando un po’ le spalle. «Ma che cosa te ne viene?» (capitolo XI)
  • «Che fai qui?» disse al bevitore, che trovò seduto davanti a una sfilza di bottiglie, metà delle quali vuote e metà piene. «Bevo» rispose il bevitore con aria cupa. «Perché bevi?» gli domandò il piccolo principe. «Per dimenticare» rispose il bevitore. «Per dimenticare cosa?» volle sapere il piccolo principe, che già lo compativa. «Per dimenticare che mi vergogno» ammise il bevitore abbassando la testa. «Ti vergogni di cosa?» lo interrogò il piccolo principe che desiderava aiutarlo. «Mi vergogno di bere!» concluse il bevitore che si chiuse definitivamente nel silenzio. (capitolo XII)
  • «Io» disse ancora «possiedo una rosa che innaffio tutti i giorni. Possiedo tre vulcani che pulisco tutte le settimane. Perché pulisco anche quello quello spento. Non si sa mai. Il fatto che io li possieda è utile ai miei vulcani ed è utile alla mia rosa. Invece tu non sei utile alle stelle…» (Piccolo principe: capitolo XIII)
  • È una bellissima occupazione. Ed è davvero utile perché è bella! (Piccolo principe: capitolo XIV)
  • Non è il geografo che fa il conto delle città, dei fiumi, delle montagne, dei mari, degli oceani e dei deserti. Il geografo è troppo importante e non può andare a zonzo. Non esce mai dal suo studio. Ma lì riceve gli esploratori. Li ascolta e trascrive i loro ricordi. E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un’indagine sulla moralità dell’esploratore. (Geografo: capitolo XV)
  • “La mia rosa è effimera” disse tra sé il piccolo principe “e ha solo quattro spine per difendersi dal mondo! E l’ho lasciata sola là dove sto io!” (capitolo XV)
  • «Mi domando» disse «se le stelle brillano perché un giorno ciascuno possa ritrovare la propria.» (Piccolo principe: capitolo XVII)
  • «Dove sono gli uomini?» riprese poi il piccolo principe. «Si è un po’ soli nel deserto…» «Si è soli anche fra gli uomini» disse il serpente. (capitolo XVII)
  • Ma se mi addomestichi, avremo bisogno l’uno dell’altra. Per me tu sarai unico al mondo. Per te io sarò unica al mondo… (Volpe al piccolo principe: capitolo XXI)
  • «Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come inondata di luce. Conoscerò un rumore di passi diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno fuggire sotto terra. Il tuo mi chiamerà fuori dalla tana, come una musica. E poi guarda! Li vedi laggiù, i campi di grano? Io non mangio pane. Quindi per me il grano è inutile. I campi di grano non mi dicono niente. E questo è molto triste! Ma tu hai capelli color dell’oro. E allora sarà bellissimo quando mi avrai addomesticato! Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E mi piacerà il rumore del vento nel grano…» La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe. «Per favore… addomesticami!» disse. (capitolo XXI)
  • Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano le cose già fatte nei negozi. Ma siccome non esistono negozi che vendono amici, gli uomini non hanno più amici. Se vuoi un amico, addomesticami! (Volpe: capitolo XXI)
  • Se per esempio verrai alle quattro del pomeriggio, già dalle tre io comincerò a essere felice. Più il tempo passerà e più mi sentirò felice. Finché alle quattro sarò tutta agitata e in apprensione: scoprirò il valore della felicità! Ma se vieni quando capita, non saprò mai a che ora vestirmi il cuore… (Volpe al piccolo principe: capitolo XXI)
  • «Allora non ci guadagni niente!» «Ci guadagno», disse la volpe, «a causa del colore del grano». (capitolo XXI)
  • Ecco il mio segreto. È molto semplice: si vede solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi. (Volpe: capitolo XXI)
  • Il tempo che hai perso per la tua rosa è ciò che fa la tua rosa tanto importante. (Volpe: capitolo XXI)
  • Diventi responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa… (Volpe: capitolo XXI)
  • «Solo i bambini sanno quello che cercano» fece il piccolo principe. «Perdono tempo per una bambola di pezza, che allora diventa importantissima, e se qualcuno gliela porta via piangono…» (capitolo XXII)
  • Vendeva pillole speciali che placano la sete. Ne prendi una alla settimana e non provi più il desiderio di bere. «Perché vendi queste pillole?» «È un bel risparmio di tempo» disse il negoziante. «Gli esperti hanno calcolato che si guadagnano cinquantatré minuti alla settimana.» «E cosa si fa di quei cinquantatré minuti?» «Quello che si vuole…» «Se avessi cinquantatré minuti da spendere» si disse il piccolo principe «me ne andrei lentamente verso una fontana…» (capitolo XXIII)
  • Ho sempre amato il deserto. Ti siedi su una duna di sabbia. Non vedi niente. Non senti niente. E tuttavia qualcosa brilla in silenzio… (capitolo XXIV)
  • «Ciò che fa bello il deserto», disse il piccolo principe, «è che da qualche parte nasconde un pozzo…» (capitolo XXIV)
  • Che si tratti della casa, delle stelle o del deserto, quel che fa la loro bellezza è invisibile! (Piccolo principe: capitolo XXIV)
  • Lui rise, toccò la corda, fece ruotare la carrucola. E la carrucola gemette come geme una vecchia banderuola dopo che il vento ha dormito a lungo. «Lo senti?» disse il piccolo principe «svegliamo il pozzo e lui canta…» (capitolo XXV)
  • Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare con il cuore. (Piccolo principe: capitolo XXV)
  • Si corre il rischio di piangere un po’, quando ci si è lasciati addomesticare… (capitolo XXV)
  • Se ami una rosa che sta su una stella, di notte è bello guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite. (Piccolo principe: capitolo XXVI)
  • Di notte, ricordati di guardare le stelle. Dove sto io è troppo perché possa mostrarti dove si trova la mia. Meglio così. La mia stella sarà per te una qualsiasi, e allora ti farà piacere guardarle tutte… Saranno tutte tue amiche. (Piccolo principe: capitolo XXVI)
  • «Quando la notte guarderai il cielo, poiché io abiterò in una di esse, e riderò in una di esse, per te sarà come se ridessero tutte le stelle. Avrai stelle che sapranno ridere!» E rise ancora. «E quando ti sarai consolato (poiché ci si consola sempre) sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E ogni tanto aprirai la finestra, così, per puro piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu gli dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!”. E penseranno che sei pazzo. Ti avrò fatto un bello scherzetto…» E rise ancora. «Sarà come se, invece delle stelle, ti avessi dato tanti sonagli che sanno ridere…» (Piccolo principe: capitolo XXVI)
  • Per voi che come me amate il piccolo principe, tutto nell’universo cambia se da qualche parte, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha mangiato una rosa oppure no… (capitolo XXVII)

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Il Piccolo Principe – Antoine de Saint-Exupéry – Capolavoro assoluto della Letteratura

  1. furbylla ha detto:

    C’è un amore profondo fra me e questo libro per tanti tanti motivi.
    rubo il post
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Impossibile non leggere “Il piccolo Principe”, è un libro, cioè è un Capolavoro assoluto, un miracolo di poesia, di grandi valori espressi con profondissima e disarmante semplicità.

    Grazie, mi fa sempre immenso piacere quando rubi qualcosa che ti piace.

    Bacio

    beppe

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