Da Est a Ovest. Antologico

Da Est a Ovest. Antologico

Iannozzi Giuseppe

Il grande masturbatore - Salvado Dalì

Anima spezzata

E pensi che,
che il mattino tutto sia nel caffè
e nel sapore che esso ha,
nella lama di luce che i capelli ti sfiora,
o nel sorriso d’un amore avuto e subito andato;
ma c’è una preghiera amica che,
che per te si ripete in mille voci:
non è troppo tardi se stringerai la mia mano,
non è troppo tardi se amerai il poco che c’è.

E immagini che,
che sia la notte un nero Vampiro
che di te si prende tutto il meglio
lasciandoti a te stessa,
come una fontana di lacrime prosciugata.

E sei convinta, più che convinta che,
che oramai l’Anima è nello specchio spezzata
e che gl’occhi d’un fragile rimando son ostaggio;
per un po’ di solitudine il cuscino abbracci,
e a te stessa continui a ripetere
che Gesù fu solo ma mai quanto te,
e che tra i Getsemani almeno in tre gli furono fedeli
affidando al frantoio le anime loro per un po’ d’olio nel sonno:
ma non è troppo tardi se rifiuterai l’amaro calice della Passione,
ma non è troppo tardi se rifiuterai l’amaro calice della Passione.

E’ difficile accettare che,
che il mondo non rallenti la sua corsa,
che la Guerra Fredda da Est a Ovest continua.
Così dura la strada da percorrere
anche se a te stessa avevi giurato
che mai più avresti camminato a piedi scalzi.
Ogni notte a sé stessa si presenta uguale
ed è un Angelo a sedurti,
e ti tradisce poi nelle spoglie d’un Vampiro
per lasciarti sola con la stanchezza del cuscino,
come una fontana di lacrime prosciugata.

“Non posso credere ai miei occhi!
Non passa mai l’inverno,
sempre più sordo si fa il freddo;
e non c’è ragione per continuare a vivere,
e non c’è amore per continuare a morire.”

“Non posso credere ai miei occhi!
Si fa lunga come il culo dell’Inferno questa notte,
divora anche la cenere che non è più questo fuoco;
e non c’è ragione per continuare a vivere,
e non c’è amore per continuare a morire.”

Sette peccati capitali,
sette anni di sfortuna per uno specchio rotto.
Non tutti i mali vengono però per nuocere:
c’è ancora aria che si possa respirare
e quella canzone che ti ha innamorata.
E tu sempre scopri solitari fiori di luce
dove solo il deserto osa posar la sua mano.

Sette giorni per creare il mondo
e solo tre per sconvolgerlo in Croce.
Non tutti i mali vengono però per nuocere:
c’è ancora un sole da scoprire
e tutto l’amore che Dio non ha osato dire al Figlio.
E tu sempre piangi in silenzio
quando un’ape ti ruba un po’ d’amore
e un po’ di biondo fra i capelli.

Non è troppo tardi se stringerai la mia mano,
non è troppo tardi se amerai il poco che c’è,
se rifiuterai l’amaro calice della Passione.

“Oh Gesù bello! Perché,
perché la notte come il giorno e viceversa?
Sembra non debba aver mai fine
l’eternità di questa mia anima spezzata,
il prosciugamento di questa fontana di lacrime.”

“Ho visto amori sorgere e tramontare,
e ancora cattedrali di paure;
ma nel tuo silenzio era l’universo,
occhi che hanno amato e odiato;
nei tuoi occhi, che non sanno più sorridere,
era riflesso l’universo intero.” *

E pensi che,
che la sera sia tutta in un bicchier di vino
(né mezzo pieno, né mezzo vuoto)
e nel sapore metallico che lascia in bocca,
nella lama d’ombra che il capo tuo biondo accoltella,
o nel sorriso d’un dolore avuto e subito andato;
e c’è una preghiera amica che,
che si ripete per te in mille voci:
non è troppo tardi se stringerai la mia mano,
non è troppo tardi se amerai il poco che c’è,
se rifiuterai l’amaro calice della Passione.

Un poeta

Il poeta illude – e s’illude -,
uguale a un giocoliere
più spesso a un prestigiatore
che con la bibbia in mano
crede di poter far miracoli
e altre stramberie così.

Gli vengono presto gl’anni
a reclamare il pesante dazio
per gl’istanti di gioia portati
in illusione a un po’ tutti,
quasi non avesse mai avuta
coscienza et esperienza
che dar per dare inutile è,
inutile vanteria. Così il capo
infine china, più piccolo
d’un clown, e in solitudine
attende egli che la falce
gli porti via dalle pupille
le lacrime gentili.

Pioggia di te

Piovimi addosso
come una pioggia
o una cascata di sole,
e ti raccoglierò
fra le braccia
rubandoti a Dio,
alla sua superbia
di crederti sua

Sulla croce era Gesù

Ti racconterò di giorni felici
e di dì tristi che la fiducia era persa
Quando Gesù fu dalla croce tirato giù
niuno avrebbe scommesso che lassù
qualcuno avesse ascoltato la verità
balbettata dalle sue labbra morenti
Egli però risorse, e come poeta
vagabondo
si portò per mari e città vestendo
un sorriso, poco invero ma l’Infinito
per chi gl’apriva la porta di casa
invitandolo a mangiare pane nel vino

Ti racconterò d’una bambina dolce
che ogni sera giungeva le mani
pregando per sé e per chi lei amava
Ti confesserò che a lei non importava
se qualcuno credeva
non fossero veri i miracoli,
il cielo azzurro, i prati vergini di erbe verdi,
i ciliegi in fiore per colorare d’amor l’amore

Ti disegnerò in un sera di tante bocche
e di come una volta a tavola ognuno ebbe
di che sfamarsi senza doversi azzannare
e bestemmiare per l’unica patata bollente
al centro della povertà; e ti inviterò poi
a ballare scalza sotto le stelle brillarelle,
ed allora, per Dio, mi dirai sì, mi dirai di sì
fresca in due lacrime di felicità

All’Inferno!

Cambia la musica!
Ti lasciano gli amici
E dritto finisci all’inferno
in cerca d’un santo
che abbia in faccia
il sorriso di dio
E finisci dritto in paradiso
in cerca d’una scimmia
che abbia sul muso
disegnato il ghigno di dio

Come tutto cambia!
Portando fretta all’amore;
e l’odio in un’ironia,
in un quadro di Picasso
…nel fischio d’un treno

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Da Est a Ovest. Antologico

  1. Rosy ha detto:

    Bellissima la prima Beppe ” Anima Spezzata” , come ti dicevo mi è capitato casualmente di leggerla nel tuo sito.
    Hai fatto benissimo a riproporla poiché è a dir poco stupenda.
    Molto veri i versi della poesia ” Un Poeta” …se pur triste che sia, ha del vero.
    Anche Pioggia di Te mi piace, è molto breve ma altrettanto significativa.
    Noto quindi che la tua presa di posizione di non utilizzare più facebook per la pubblicazione dei tuoi post, l’hai mantenuta…
    Bè che dire, ti seguo da qui, l’importante è leggerti.

    Un abbraccio forte forte 🙂 e… non arrenderti mai.
    Rosy

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Rosy, ammetto che “Anima spezzata” è una bella poesia. Quella che ho qui riproposto è stata aggiustata rispetto alla versione che hai avuto modo di leggere. Ho operato degli accorgimenti stilistici, e adesso sì, è anche a mio avviso una gran bella poesia, che scrissi ben 11 anni or sono. C’erano delle ingenuità a livello stilistico che non mi garbavano più di tanto.

    Anche le altre sono poesie che scrissi tanti tanti or sono, anche queste sono state riviste: “un poeta”, “Pioggia di te”, “Sulla croce era Gesù”, “All’Inferno!”. Sono tutte un po’ versate nella melanconia. In un certo qual modo, alcune poesie qui presentate rispecchiano la mia visione laica di quell’uomo che si dice si chiamasse Gesù. “Un poeta” è un ritratto, immagino piuttosto veritiero di quello che è il destino di chi fa poesia o che ci tenta a farla.

    Ho mantenuta la promessa, certo che sì: il diario non sarà più utilizzato per segnalare i miei articoli. Non serve segnalarli sul diario: ho maturata la convinzione che è solo tempo e fatica persa, per cui le segnalazioni saranno solo sulle pagine da me gestite su Facebook:

    https://www.facebook.com/iannozzigiuseppe72/

    e

    https://www.facebook.com/iannozzigiuseppelibri

    In alcuni casi ci saranno le segnalazioni su pagine dedicate a un determinato libro, come per “La lebbra” e “Fiore di Passione”.

    L’attività diaristica su Facebook è dunque terminata. Credo sia ben ora di essere maggiormente professionale. Tutto qui.

    Non sono scomparso. Ci sono. Solo non tengo più un diario sul social network.

    Non mi arrendo, non vedo perché dovrei: scrivere è quel che so fare bene o male. 😉

    Un forte forte abbraccio a te, cara Rosy. 🙂 Grazie.

    beppe

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  3. Rosy ha detto:

    La cultura non ti manca caro Beppe, anzi direi che sei molto ma molto preparato in ogni campo. Scrivere è quel che sai bene fare, non potrei mai dirne il contrario e credo questa sia anche l’opinione di tante altre persone che nel tempo ti sono state vicine e che sanno di te.
    Ok per la tua presa di posizione nei confronti dei social network, anche se a mio avviso, in mezzo a tanta marmaglia (e qui non voglio offendere nessuno), era pure bello leggerti nei vari argomenti che si differenziano da quel che offre in questi ultimi periodi facebook.
    Secondo il mio punto di vista, avrebbe comunque continuato ad incuriosire quelle persone che come me ti hanno conosciuto attraverso questo social network, e chissà mai se ai tanti contatti di facebook, fra gente curiosa o assetata di sapere, il tutto non fosse stato anche un modo come un altro per cambiare stile a questa vita impoverita di cultura e di non voglia di leggere…

    Spero di non aver insistito più di tanto… ma sai che difficilmente mi arrendo a tutti e a tutto.

    Contraccambio il forte abbraccio, a te caro Beppe 🙂

    rosy

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mah, cara Rosy, che io sappia ogni cosa dell’umano scibile è impossibile e lo sarebbe per chiunque. Certo sono ben preparato su tanti argomenti.

    Nel corso degli anni in molti mi hanno apprezzato, altri invece mi hanno dato contro per il solo piacere di punzecchiarmi. Direi che pochi sanno veramente qualcosa di me, non ho difatti quasi mai detto granché di me in pubblico. Però, poco ma sicuro, attraverso i miei scritti qualcosa è trapelata, anche se non v’è certezza. 😉

    Ho fatto diario su Facebook per diversi anni, ma non ha avuto molto senso, e lo dico oggi, con il senno di poi. Mi sono reso conto che, nel corso degli anni, l’attività sul diario è stata perlopiù tradita da certi “finti” lettori, che hanno approfittato della mia natura libertaria per andare quasi sempre fuori tema. C’è poco da fare, Facebook (ma non solo questo social network) non è adatto per tentare di portare un po’ di cultura. La maggior parte sono pieni di sé, in maniera oltraggiosa in alcuni casi. Ho notato che certa gente interveniva soltanto quando parlavo dei loro libri, poi scomparivano: di persone che pensano di essere il centro dell’universo culturale ne ho strapiene le scatole, mi recano assai più fastidio delle zanzare in estate. Sedicenti scrittori e intellettuali che guardano soltanto ai loro personalissimi interessi, semplicemente fanno business per sé stessi, ma non fanno cultura, mai e in ogni caso. Non val davvero la pena perdere del tempo dietro a certi individui che purtroppo sono sempre in numero crescente. Su Facebook, quando si parla di cultura, si interviene solo se parlare di un autore piuttosto che di un altro può tornare utile a chi sta commentando. Questo è sbagliato, è un comportamento ipocrita. Ho sopportato abbastanza e mi sono tirato fuori dal diario sul social network.

    Ci fossero state le condizioni per fare anche un po’ di diario, sarei restato: ogni tanto parlare anche a ruota libera non dispiace neanche a me. Problema è che i più parlano sempre a ruota libera su ogni articolo segnalato, e quando no è perché si parla di un loro libro, dopodiché ti mandano a quel paese senza tanti complimenti. Per dirla alla maniera del Gucccio, non posso stare dietro a quelli che c’hanno un loro tiramento.

    Continuerò a essere su Facebook, per commentare le pagine degli amici, di quelli che so essere dei veri amici… non sono scomparso, semplicemente non faccio io più diario per quanto ho sopra spiegato.

    Un caloroso abbraccio a te, cara Rosy.

    beppe

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