Clown senza talento. O la dittatura dell’ignoranza

Clown senza talento

O la dittatura dell’ignoranza

Iannozzi Giuseppe

clown– Difficile essere, o fare, il critico letterario. Difficile perché ci sono dei libri che non si possono recensire, e non perché brutti, semplicemente perché insignificanti. Questa è la tragedia. Fossero brutti, in due righe un bravo critico li stroncherebbe e morta lì; coi libri insignificanti invece non è possibile, perché il NULLA non lo si può descrivere, nemmeno con una critica feroce.

– In un paese povero di Cultura possono solo fiorire le dittature.

– Un libro che parli delle vicissitudini dell’autore è un libro destinato all’oblio.

– Non è sufficiente pubblicare con un editore, grande o piccolo che sia, se questi non promuove l’opera e l’autore. In certi casi meglio non pubblicare piuttosto che subire l’umiliazione di avere un libro non distribuito, invisibile al pubblico e alla critica.

– Un autore, anche se vale meno d’una sola, può arrivare al successo commerciale. Perché ciò accade? L’ignoranza domina le classifiche, per cui puttane e puttanieri fanno grossi affari: sempre ai primi posti, per vendite e solo per queste, quelli che il talento non ce l’hanno.

– Più sono piccoli e insignificanti e più fanno la voce grossa, dimenticando la lezione di Omero. Questo è il problema dei, purtroppo, tanti sedicenti scrittori italiani che intasano il mercato editoriale.

– Viviamo in un medioevo culturale: oggi va di moda l’illetterato. Segno dei tempi, ahinoi.

– Del tutto inutile leggere l’ultima novità editoriale spacciata per capolavoro se prima non si sono letti, almeno almeno, diecimila buoni classici della Letteratura mondiale.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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