Vany e King Lear: la strana coppia. Antologico

Vany e King Lear: la strana coppia

di Viola Corallo e Iannozzi Giuseppe

agnellinaiannozzi giuseppe_orsetto bastardissimo

Bastardissimo (*)

Bastardissimo sì
Mi piaci te perché acqua e sapone,
e fragole e ciliegie a colazione

Si sveglia il Sole con te,
e il tuo faccino illuminando
a notte fonda si fa bella la Luna
mentre già sogno di te
un po’ nuda e un po’ no

E’ che mi piaci proprio te
anche quando scalci e rompi l’anima,
tanto lo so che poi preghi per me
perché dei Folli non diventi il Re

Hai visto il meglio e il peggio di me,
ma hai saputo distinguere la verità
Come uccelletto del Paradiso il nido hai fatto
nel mio petto dove più forte batte il cuore

Bastardissimo sì, è vero così
Sospetto però che un po’ piace pure a te
veder che perdo le staffe per questo e quello
tornando infine a capo chino da te
a cercar consolazione, un bacio e la luce di Dio

Or te lo confesso

Il cielo contemplando
presto dono mi fa
d’un caldo incantamento,
e il sole al suo tramonto
infine giunto
d’attorno luce spande
ogni cosa colorando
d’un rossor di rosa tea
mentre pensieri e parole
già nel cor albeggiano:
mi scappa così da ridere
pensando a me bambina
che, un poco dispettosa,
le sparo grosse!

Tenera sì
per il tanto che basta però;
così, per te solamente,
buffo travestimento prendo,
m’è difatti intimo piacere
risponderti male quando scrivi
e al nero, che di certo
in lungo e in largo dilaga,
tu altro ne aggiungi
senza cura aver di gettar
lo sguardo al bello
che eppur c’è.

Biforcute lingue lunghe
ospitalità pretendono
su labbra di deserto,
ma presto il ghiaccio
si scioglie e si spenge il foco
– e sogni e giochi sorgono
e insorgono talvolta spingendomi
a invidiarti, or te lo confesso.
Il tuo estro vorrei avere,
tesserei così per te
una storia di quelle belle
a lieto fine, una storia
che dalle risa ti faccia sbellicare,
una storia che rispecchi il mondo
che assieme a te vorrei vedere.

 L’amour

Tace il mondo
nel mio sospiro,
mentre due cicogne,
al di sopra
della lente del faro
che va spegnendosi,
l’un l’altra si scaldano.

Ambrate perle di brina
ai primi raggi di sole
su trame di tele di ragno
brillano e tremano,
e un sommesso
alito di vento
dai tristi pensieri
mi distoglie.

Desiderio m’è
di cercar rifugio
fra le pagine
dei miei diari
di sogni e fantasie
straripanti.
Quanti gli scritti
d’innamorarmi
e d’amor morire,
non so dire.

Tremanti
ma aperte le palpebre mie,
e dischiuse le frementi labbra
che l’amor tuo vorrebbero leccar
dal collo in giù.

Sol vorrei forte arrossir
come se fossi tu neve
in una strada assolata d’amor.

Timida paura

Mi accomodai
sulle sue ginocchia
cercando di celar impulso
di selvaggia follia,
come se il desio
di compiacer lui
al di sopra
di chiunque altro
le fantasie mie
popolasse tutte.

Mi procurava
voglia segreta,
l’inizio
d’un’appartenenza;
se incolume però
avessi voluto
un dì venirne fuori,
non m’era concesso
d’abbandonarmi totalmente.

Per vaghi momenti
recuperavo io
sfilacciati lembi
di coscienza,
mentre lui con l’indice
mi segnava dall’alto
in basso sulla pelle
la sua supplica;
e io a negarmi
timida paurosa.

Mai stanco
sconosciuto
e prezioso
l’appagamento
nostro complice;
e così ostili noi
ad abdicare
l’uno in favore
dell’altro.

Qual tormento
per voluttuosità
sempre più votata
a infiammata lussuria.

Alla finestra
mi avvicinavo
prima di salutarlo
perché
non s’accorgesse
del rossore
a lambirmi le guance.

Sì illuminante…
imbarazzante
la felicità intrisa
nell’ultimo ross’oro
del giorno al tramonto.

In un’altra dimensione

Il cielo dal vento commosso,
alba di brume e nuvole piane:
su i rami degl’alberi,
su le lor fresche gemme
un tappeto di galaverna.

Come in un’altra dimensione
fra trasparenze e verginali velluti,
fumetti di pensieri trionfano
nell’aria fresca e profumata,
mentre noi a valle scendiamo
collo sguardo incontrando
ripidi pendii, campi gelati,
carraie dal gelo violate.

Delle terre percorse mi racconti
le storie, e tra una pausa
e l’altra frasi d’amore semini
godendo del rossore acceso
sull’incredulo mio volto.

Per colazione
le mie labbra apparecchio
perché possa tu goderne
appieno, goloso Amor mio.

Ecco, sì! Son ora leggera,
leggera al pari d’una piuma.
Un bacio alla volta, piano,
mano nella mano, così si fa…

Un pensier d’amore

Con la notte
nuda timorosa
gl’occhi chiudo,
ma fatica
il sonno a venire:
le mie labbra
un pensier d’amore
baciano
e non paiono
al par di me stanche.

Desiderio mi corrompe
anima e core, e sogno
un sogno a te dedicato,
a occhi aperti per te
che io amo. Un bacio
mi lascio rubare
e uno ne rubo io
alle labbra tue affamate.

Sogno e sogno un sogno
a una sola direzione.

Quando poi al mattino
con gl’occhi mezzo chiusi
tra le mani stringerò
delle tue poesie le immagini,
all’intimità dei secoli
il cor mio
focosa altezza di pensieri colorati
consegnerà
perché mai si fiacchino
nella memoria dei figli.

Il sole sull’acqua

Stille di stelle
piovon giù sul tappeto
dei sogni miei e tuoi.
Su paralleli
ma interrotti binari
s’arrestano i pensieri;
ma in cerchio
s’incontrano gli astri
producendo
lampi e zigzaganti saette,
s’allontanano poi
per subito tornare
in fiammanti emozioni
che l’anima scuotono
come se tempo e spazio
mai avessero avuto corso.

Se solo non fossi
così distante!
In riva al lago allor siedo
l’incanto dei riflessi
del sole sull’acqua
cogliendo uno a uno.

E nell’ombra
i tuoi pensieri seguo seguendo
del mio cuore i battiti.
Scioglie la neve
e le tempeste tutte dissolve
il tuo acceso cuore.
Sei però buffo e un po’ goffo
e un po’ fesso anche;
e non capisco bene mai
se sei tu tutto o niente.
Poeta, esteta o cometa?

Nell’azzurro lassù
una foglia è volata
una rondine incontrando;
e sempre insieme s’accompagnano
con un pizzico di pazzia
sfidando del cielo l’altezza
nell’infinito disegnando
le mille e più emozioni
che nei nostri cuori fan capolino.

(*) – di Iannozzi Giuseppe

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amicizia, arte e cultura, Beppe Iannozzi, biogiannozzi & RomanticaVany, cultura, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Vany e King Lear: la strana coppia. Antologico

  1. furbylla ha detto:

    che tempi 🙂
    Ciao Beppaccio
    Cinzia

    Mi piace

  2. romanticavany ha detto:

    Sorrido e sospiro.Che tempi belli buffi e gioiosi.La nostra allegria ci farà sempre compagnia.
    Credevo che tu fossi diventato un ombrello perché quando ti pensavo non c’eri mai. Eri lontano in altri pascoli,ma poi capisco che tutto ciò che mi hai lasciato è rimasto intatto. Mi hai dato tanto, che bello giocare; tu facevi il poeta ed io mi suggestivo nel fascino della tue liriche, evadendo, fantasticando qualche volta ti dicevo deficiente perché lo facevi ma tutto faceva parte della bellezza della nostra Idealità.
    Grazie King, sii sempre ferrato e ferroso, valente e versato TvtB 😛
    1 Bacio a te e a Cinzia. Un abbraccio
    ♥ vany

    Piace a 1 persona

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Già, che tempi. ^_^

    Ciao, Stregaccia 😉

    beppe

    Piace a 1 persona

  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sorrido anch’io. Erano altri tempi, non lontani, e però ci siamo divertiti a nostro modo. Credo che il ricordo di quegli attimi felici, seppur vissuti in rete, ci accompagnerà strada facendo, qualunque siano poi le strade che noi imboccheremo oggi o domani.

    Ah ah ah, mi manca che mi dici “deficiente”, perché sì, lo ero e lo sono ancora: sono rimasto tale e quale, bastardissimo e deficiente, ma anche mortalmente noioso. Ricordi quante volte hai sbuffato di fronte a dei miei articoli troppo impegnati, lunghi o un po’ così e così? 😉 Be’, si può tranquillamente dire che per metà sono uomo e che per l’altra continuo a essere un bambino talvolta felice e altre ancora triste e stupido. Ma credo faccia parte della mia natura, per quanto sia io sempre uno pseudo poeta e forse neanche questo. Forse è più vero che solo metto in fila delle parole e null’altro. Per mia somma fortuna non mi sono mai detto perfetto e non ho mai anelato in alcun modo alla perfezione. E giacché una parte di me continua a essere di natura bambina, cara Viola, sai che di dico? Mi mancano le tue leKKatine, sì, proprio quelle, con la kappa. ^_^

    Se te lo stessi chiedendo, no, non sono cambiato. Ancora mi piace giocare. Chissà perché. Forse da piccolo sono caduto dal seggiolone ed ho battuto forte la testa. 😀

    Grazie a te, piccola agnellina Vany. 🙂 Se non mi trovi troppo noioso, qualche volta vieni su queste pagine, quando hai del tempo da perdere.

    1 Bacio a te, piccola bimba. E una leKKatina orsina ^_^

    King

    Mi piace

  5. furbylla ha detto:

    Ciao Vany un bacione anche a te 🙂
    Cinzia

    Mi piace

I commenti sono chiusi.