Isis, Islam e fallacia occidentale

Isis, Islam e fallacia occidentale

Iannozzi Giuseppe

militanti Isis

militanti Isis

E’ fuor di dubbio che siamo di fronte a degli invasati, a dei malati mentali le cui menti hanno fatto un bagno di radicalità negli scritti di Abdel Wahhab e nelle idee dei Fratelli Mussulmani. Il problema è molto ampio e riguarda tutti noi, il mondo Occidentale ma anche e soprattutto quello islamico, perché, è bene ricordarlo, le nuove generazioni, che hanno visto e subito la dittatura, oggi “reclamano libertà”.
In tempi storici recenti, l’errore si potrebbe dire che sia iniziato con la Guerra del Golfo e l’Italia ha il suo bel peso in questa guerra peraltro sostenuta da un certo baffone, lo stesso baffone che oggi sostiene che l’Italia non vale niente sullo scacchiere della politica armata, per cui per il nostro paese non ci sarebbe nessun pericolo, non immediato.
La questione Erdogan è pesante, molto: la Turchia è tornata indietro di secoli, siamo così di fronte a quelli che nel corso delle crociate venivano indicati come “can malfussi”. La Turchia di Erdogan par stia cercando lo scontro, a tutti costi, con la Russia di Putin, dimenticando forse che Putin è il nuovo “uomo d’acciaio” ed è esso ben peggiore di Stalin. Putin non è uno che si tira indietro, ed è anche un politico sanguinario, punto e fine: ma non è pazzo. E’ estremamente lucido nella politica adottata e se decide per una carneficina è la sua una decisione politica e non dettata dalla pazzia. Ci sono tutti i prodromi per una guerra mondiale (o globale che dir si voglia).

L’Italia, per il momento, non è stata ancora vittima di attentati: le cellule jihadiste parrebbe siano state rintuzzate, ma per quanto? Quante altre cellule ci saranno ancora sul nostro territorio pronte ad agire? L’interrogativo è tanto più inquietante perché nessuno sa dirlo con precisione. Ha purtroppo ragione Magdi Cristiano Allam quando parla di “pericolo per l’Occidente”, per la “cristianità”: se l’Islam è religione per la pace, questo spirito di pace è stato tradito dai fondamentalisti islamici che è più corretto chiamare “terroristi”, non è difatti consigliabile, a mio avviso, definirli mussulmani o islamici, in quanto mirano proprio a questo, tra le altre cose. Un terrorista è invece quel che è: un terrorista, un sanguinario e non altro. Ci troviamo di fronte a dei malati di mente, che la NATO non ha tenuto in debita considerazione nel corso degli anni: il risultato è quello che purtroppo stiamo vivendo. Responsabilità ne ha anche Oriana Fallaci, che con la sua trilogia dell’odio – tutta basata su un suo personalissimo odio – ha sparato sull’Islam tutto, senza guardare alla Storia, senza mai porsi un perché, ignorando bellamente che in Siria così come nell’Arabia Saudita, nel mondo islamico, i bambini muoiono a grappoli, dilaniati dalle bombe occidentali… Ed ha anche volutamente ignorato che i giovani sono costretti a entrare nelle fila dei combattenti, mentre le giovani donne vengono segregate e usate per dare all’Isis nuovi figli da addestrare all’odio radicale. Par quasi superfluo ribadire che tutti i Paesi Occidentali, sino a ieri – ma anche adesso – continuano a vendere armi all’Is.

Non dobbiamo scadere nella complicità. Credo che l’Occidente abbia contribuito già fin troppo a far nascere l’Isis e a foraggiarlo. Una guerra indiscriminata è il pericolo che dobbiamo evitare, anche con manifestazioni di piazza. L’odio semina l’odio, la guerra semina la guerra, ed entrambi raccolgono vittime. Non sarà una guerra indiscriminata a cancellare l’Is. La Francia non può permettersi di essere sanguinaria, di non saper riconoscere il mussulmano vittima dell’Isis da quello che è invece e propriamente un terrorista, una testa malata.

Noi tutti ci troviamo oggi a dover affrontare con le armi dell’intelligenza il pericolo rappresentato dall’Isis, senza diventare complici della Morte. Tutti oggi gridano reclamano “vendetta” in nome della pace: ma una pace che grida “vendetta”, semplicemente, non potrà mai esistere, in quanto cova in sé il germe dell’odio indiscriminato.

In maniera provocatoria potrei dire che sarebbe giusto mettere dei confini, ideologici intendo, a quella che è l’importazione dell’ideologia altrui; dei confini, perché l’altrui ideologia finisce quasi sempre con il conculcare quella che è la nostra società, i suoi valori, la sua religione e la sua filosofia. Sarebbe giusto? Ogni civiltà, nel corso dei secoli, ha subito tanti mutamenti, talvolta graduali, altre ancora drastici. Oggi nessuno con un po’ di sale in zucca direbbe che la distruzione sistematica di civiltà come quelle degli Incas e degli Aztechi è stata un bene necessario.
La destra israeliana è forse un bene? Dovremmo forse tacere i crimini operati da questi signori, perché altrimenti accuserebbero l’Europa di essere negazionista? Gli esempi che si potrebbero portare sono molteplici, ma qui mi fermo.
C’è purtroppo, nella maggior parte della storia islamica, il seme di una prepotenza che vorrebbe dominare su tutto e tutti. Ma questo seme di prepotenza è stato ed è anche quello del Cattolicesimo. Parrebbe proprio che mondo islamico e mondo cristiano non possano fare a meno di combattersi, di tentare di sottomettere.
Nel corso dei secoli, l’homo sapiens sapiens ha messo sul trono non si sa bene quanti Dèi; ed è interessante notare come questi Dèi siano stati tutti detti veri e giusti. Tutti questi Dèi sono caduti, oggi rimangono in piedi il profeta Maometto e Gesù Cristo la Tigre. A ben guardare, di nessuno dei due si può dire granché, tranne che è difficile provarne l’esistenza, anche se più corretto sarebbe asserire che per nessuno dei due è possibile dirne con una specificità che sia di sostanza scientifica. Detto ciò, rimango dell’idea che le religioni, nel corso della Storia dell’Umanità, hanno ottenuto come solo risultato quello di allontanare sempre più gli uomini dagli uomini.
Il momento storico che stiamo attraversando è disastroso: la civiltà occidentale degli ultimi duemila anni posa le sue fondamenta sul Cristianesimo, e che ci piaccia o no, nemmeno lo spirito più volteriano non ha subito (in una certa qual dose) un influenzamento. A dirla tutta, fuori dai denti, trovo pericolosi certi Cattolici fondamentalisti al pari di certi Islamici integralisti. Sono, per così dire, “fratelli di uno stesso invasamento ferale, illogico”.

Ma se qualcuno viene in Europa e pensa oggi di poter sottomettere, bene, quel qualcuno, chiunque esso sia e a qualsiasi fede esso appartenga, si sbaglia di grosso. La Storia ha già visto troppe civiltà scomparire per sempre (Incas, Aztechi, Maya, etc. etc.) – e a distruggere queste civiltà siamo stati purtroppo noi europei, bene è sottolinearlo – , ne consegue che l’Europa oggi deve difendersi, certo che sì, a patto però di non vestire i truci panni dei Crociati.

Sono secoli che l’Africa viene depredata delle sue ricchezze naturali da parte di tutti, Europei, Americani, Russi, Giapponesi…: è forse questo il motivo precipuo perché esistono le terribili realtà del Terzo e del Quarto Mondo? Siamo noi che abbiamo creato tutto questo. Noi e soltanto noi con la nostra insana ingordigia. Se si volesse veramente porre fine alle disuguaglianze fra i popoli – uno dei fattori principali per cui Islam e Occidente si trovano oggi contrapposti e in guerra –, restituendo all’Africa ciò che nel corso dei secoli gli è stato rubato… Non servirebbe, non del tutto a fermare l’eccidio e il terrorismo, ma, se non altro, sarebbe un passo in avanti.

Non ce l’ho una soluzione, e se una soluzione c’è questa potrà venire soltanto nel corso dei secoli e non oggi.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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