Morire a Roma. Antologico

Morire a Roma. Antologico

Iannozzi Giuseppe

roma
Ode a Vespasiano

O Numi del Cielo,
o Roma mia bella,
duemila e più anni
ancor non han scalfito
la gloria, la maestà,
la disonestà
che aedi versati o no
di te cantarono
con copia uguale
di parole;
sarà forse perché
accorto fu colui che
senza pensarci su,
a te, a te mai sazia
– sempre eterna
per aquile cani e vizio -,
a tutti o quasi
in dono, infine, il Flavio diede
trono degno d’un re…
dove in santa pace
piscio e bile scaricare;
cristiani schiavi e romani
tutti l’han prima o poi
da fare perché sia
pressoché eguale
a atto d’amore.

E a me che ora
me scappa ‘a cacarella,
bello bello me ne vo
a occupar di Vespasiano
il più alto monumento!

Apollo

Vado dunque sul sicuro
se ora m’appresto
a confessarti
che l’amore sei
fra tristi spirti
e odalische dal sole
accecate!
O mi dovrò tosto prendere
d’un rutto e d’un singhiozzo
in un sol medesimo tempo?
E poi rimettere al tempio
ogni giacenza e dono
che ‘l sogno m’aveva
consegnato prendendomi
per mano, come ingenuo
fanciullo…

Anarchia

Ora non piangere
Le stelle alte in cielo
non hanno perso
ancora il loro lucore
Ma le tue lacrime
scivolano sulla rugiada
che bagna il mattino
Ma le tue lacrime
splendono sul verde
tutt’intorno,
mentre il sole s’avanza
col suo rosso divino
a romper dell’alba l’imene

Non c’è oblio
che l’amor non possa sanare
quando il vangelo
che leggi nella mia mano
diventa carezza per te
sul tuo vergine petto
dai singulti scosso

Così poi il tuo sorriso
di nuovo nasce per spandersi
tra infinito e infinito

E felice sorridi al mio sorriso
come un’anarchia senza fine

Al silenzio

Ho bevuto tutto,
tutto d’un fiato;
e sul tavolo
la bottiglia vuota
disperata
mi taglia lo sguardo
in rosse lacrime,
mentre spazzo via
briciole di pane
col palmo della mano

Poi sol più inghiotto
il nero della notte
per dar magro corpo
all’ultima cena

Ed è già il Natale
al silenzio uguale

King Lear

Nessun travestimento vesto
dal mento in giù:
sol s’aggira nello spirto mio
l’ombra negra
d’una pazzia più vecchia
del mondo intero
e più grande dell’ego mio;
e tu, sì giovane, non puoi
comprendere l’ambascia
che nell’aere si spande
per ogni parola
che dalla bocca si diparte,
perché io sì, son quel Re
che pazzo nacque e uguale morì

Sognare l’indefinito

Sognare l’indefinito,
l’Infinito
nella nebbia
conchiuso
mentre tu dentro
urli piangi ridi
sperando sia fantastico
ogni momento
vissuto e non,
sparando
ai giorni zoppi,
abbracciando
quelli pazzi

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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8 risposte a Morire a Roma. Antologico

  1. Rosy ha detto:

    Non succederà nulla a Roma Beppe, in ogni caso, belle le tue poesie 🙂

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  2. furbylla ha detto:

    che strano “al silenzio” non la ricordo eppur è quella che più mi coinvolge.. sto proprio diventando vecchia 🙂
    Cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Credo anche io che non accadrà nulla a Roma, non nell’immediato in ogni caso.

    Grazie, cara Rosy.

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Cinzia, è tutta roba vecchia e vecchissima, niente di nuovo. Quando metto “antologico” è perché trattasi di materiale già pubblicato in altre occasioni o qui o altrove. Non c’è niente di nuovo. Ma è normale che tu non ricorda “al silenzio”, d’altro canto nel corso degli anni di poesie e di cazzate immani ne ho scritte a volontà. 😉

    beppe

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  5. furbylla ha detto:

    Beppe se uno scrive non la ricordo vuol dire che ha capito che non son nuove che dici? Oltretutto a me le cazzate non piacciono quindi mi pare chiaro che non è una cazzata…
    Cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Okay, hai ragione. A volte tendo a puntualizzare troppo. Me ne dispiace.

    beppe

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  7. furbylla ha detto:

    ti dispiace di che??? non c’è nulla di cui dispiacersi, con te non si riesce manco più a litigare..
    ciao
    Cinzia

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Con me non si riesce più a litigare forse perché sono diventato vecchio e quindi maggiormente posato, o non so che altro.

    Ciao, Cinzietta

    beppe

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