Pel di Carota (madre e figlio)

Pel di Carota (madre e figlio)

Iannozzi Giuseppe

Pel di Carota

a Max
che nonostante gli anni
la testa non la mette a posto!

Con gl’anni alle calcagna,
‘sto cadetto di Guascogna
la riccioluta rossa testa
ancor non la mette a posto;
chissà quale immenso penare
per la povera sua madre,
tutti i santi giorni a priare
che ‘na donna se lo pigli,
se non abbiente e intelligente,
almeno buona e bella un poco.

Passan avanti gl’anni,
indietro però rimane
l’amato Pel di Carota,
che di coglier l’occasione
non ne vuol che sapere!
Ora questa, ora quella,
sempre c’ha ‘na magagna
da sbrigare; quando poi,
afflitto e stanco, ritorno fa,
col capo chino, tosto grida:
“Madre, madre, aprite, son io!”
Il core in petto alla donna
subito un sobbalzo e un altro,
felice che di nuovo al focolare;
ma una volta al caldo dentro,
non sia mai che uguale a ieri
giù un veloce scappellotto,
e a seguire ‘na ramanzina
che manco il vetusto diacono
la domenica sempre a predicare
di quanto importante la famiglia
e di quel che tra croci e delizie
ne consegue.

Sia come sia, ammogliato o no,
un piatto di buona minestra
e più d’una sovreccitata carezza
a Pel di Carota a tavola seduto
mai vengono a mancare.

Con l’anima quasi in pace,
come quand’era bambino piccino,
lo stringe la madre forte al petto
fin quasi a farlo ben bene soffocare.
Si spaventa, si commuove il giovine;
e per buona misura muto resta.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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