Cascata di rose rosse

Cascata di rose rosse

Iannozzi Giuseppe

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a Rosy beating heart

Tango

Trascinami in un tango,
in una pioggia di petali danzanti
Conducimi in un dove
dove nessuno è stato mai
Prendimi per mano,
insegnami i passi
che sì tanto a lungo ho sognato
Ma alla fine lasciati cogliere,
con delicatezza lasciati andare
come una donna, come una donna
che all’abbraccio del tramonto
finalmente stanca s’abbandona…
sicura d’affondare in un letto di rose
tra schermaglie di pace e passione

Alla fine di questo tango,
là dove il tuo cuore giace,
ne son sicuro,
un nido di gioie per noi c’è

Come sol tu sai, adesso guidami
Al centro di quel mondo
che sol profuma dei nostri profumi,
dei nostri corpi d’anima, conducimi;
e i passi che osare ancor non so
– con mano armata di carezze e graffi –
suggeriscimeli tu

Cascata di rose rosse

Se or m’abbracci
addosso a me
cascata di rose rosse sei

Mille petali, mille ti vestono
in passione e commozione

E mille desideri, mille
al cor tuo leggero
suggeriscono
di non lasciar
che ogni cosa sia
per quel che sia sia

Se or mi baci.
ti prego, taci!
Lascia siano
le bocche amanti
a dir quel che i cuori
san talvolta tacere

Immortale bellezza

Se passan gl’anni
non la bellezza:
dell’intorno
coglie essa i colori,
quei particolari
che ai più sfuggono,
e a chi
– con tenerezza
la cura e la mira –
immortal dono reca.

Salvati, salviamoci

Faccio io
sol quel che faccio,
con la faccia tosta poi
di non dir di me poeta
o altro.
Ma se profeta fossi,
se l’immagine tua bella
la sapessi disegnare
oltre i bianchi e i grigi,
scriverei allora parole semplici:
“Sii grande, sii al di là dei tempi”.

In trappole di lavoro
ci hanno inghiottiti
per non restituirci nemmeno
il battesimo, l’acqua santa
che ci portò quasi
al cospetto di Dio.

Se fossi, ma non sono.
Non te ne far cruccio,
mai ne è valsa la pena.
Sono quel che sono,
siamo quel che siamo
e ogni giorno un po’ moriamo,
per questo, per questo soltanto
t’invito ad asciugare il pianto,
a non darti all’affanno
dei giorni uguali ai giorni.

Milioni i volti tristi
in mezzo alle genti persi:
non questa la fine
che meritiamo.
Milioni i libri non scritti
che nessuno mai leggerà,
e di più le vantate poesie,
così, se oggi paglia non muoviamo,
anche se con le mani in mano
restiamo, non sia nostra la colpa
che danno vi fu
ché la divinità non perdona,
non perdona chi dimentica
di pregare, di amare
l’ultimo e il primo suo figlio.

Se fossi, ma non sono,
per questo, per questo soltanto
t’invito a salvare il cuore,
la bellezza che domani ancora sarà.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, Giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Cascata di rose rosse

  1. Rosy ha detto:

    Sei una fonte di parole e poesia Beppe, Secondo me, mentre io ti parlo… tu non m’ascolti e pensi a tramutare le tue emozioni in parole e in versi…!!! Siamo stati in giro tutto il santo giorno, ed è bastata una mezz’ora di relax per scrivere tutto ciò? Non ho parole Beppe, grazie di cuore. E poi mi viene anche da sorridere, perchè siamo qui insieme a casa mia, ed entrambi al pc l’una davanti all’altro… ahahahah che due scemi che siamo🙂

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non posso negare che è proprio così, cara Rosy. Se poi sia io un buon ascoltatore o un modesto Cyrano, questo lascio che sia chi legge a deciderlo.😀 Certo sì, è divertente, davanti al pc, l’uno di fronte all’altra, e io che scrivo poesie per te mentre tu mi sorridi. Quando c’è autentica ispirazione scrivere vien facile come respirare, oramai dovresti saperlo. Chi più di te mi conosce meglio? Se siam scemi, bene, siamo entrambi malati della stessa malattia.😀

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