Come sciarpa annodata a un funerale. Antologico

Come sciarpa annodata a un funerale

Iannozzi Giuseppe

Brigitte Bardot

Quale la differenza

Guarda questo mondo, poi guarda me
E dimmi quale la differenza, se c’è

Guarda, guarda com’è facile cadere
e rialzarsi sempre annegando lagrime
nella stessa pozza che ci ha visti
dentro al Tutto e al Niente

Guarda, guarda questo giorno
che non c’è, che non è
Eppure noi sediamo a un tavolino francese
e centelliniamo un succo amaro e uno dolce
dallo stesso bicchiere, dallo stesso amore

Guarda te, poi guarda me
E dimmi quale la differenza, se c’è

Indecente graziosa

Desideravo averti a me accanto
come desiderio che tosto si fa falena
che dall’amore, sia esso acerbo
o il più infiammato, non si lascia
né sfiorare né sfiorire

Il sospiro m’ha strozzato piano la gola:
t’ho vista così tanto, di sfuggita
sotto una luce piena che la tua beltà velava,
quasi che gl’occhi al mattino aperti
ancora dentro a nebbie dell’alma dormiente

E in quest’alba che tu non mi sei accanto
canto il tuo incanto; ed è già il tramonto
pesante più d’ogni parola e nuvola d’amore
che potrei mai donarti, indecente graziosa

La tua carne sì soffice l’immagino calda
di velluto, di pesca delicata, succosa
– più del frutto del peccato originale

Qual palpito rapisce il mio core, qual tumulto
dentro al petto squassato, nel languore di te
impegnato sofferto, eppur sol immaginato!

Amore, amore, amore,
quante volte dovrò chiamarti
sulle mie sì tanto aride labbra
che voce non hanno senza te!

Ma tu dormi, di tutto il mio amore ignara
Sei la solita bambina dispettosa; che amo

Divina

Tu, Divina,
come cocaina
affonda
nel mio respiro
un bacio
che sia di vita
o morte.
D’eterna
assuefazione.

L’autunno di Selene

E nella notte
che si fa d’appresso,
Selene nel suo argento
bagna Amore dabbasso.

Come cuore di violino spezzato,
alto si leva del Bardo il canto,
canto che presto gli torna indietro:
troppa è la melanconia che sa,
che lo bagna
ma mai tanto profondamente
da riuscire a portargli conforto.

Come foglia d’autunno
il cuore si perde
nel vento e nelle note,
che seco trascina via
sulle strade della notte.

Sempre Selene però,
in un bagno d’argento,
protegge Amore
col suo muto sguardo
impossibile
da raggiungere.

Fior di Loto

Fior di Loto, a chi,
a chi ora dirai che,
che l’ombellico
ha un suo centro
ma non la perfezione?

E nella posizione
che sapevi perfetta,
sempre un po’
si viene
per morire,
e rinascere.

Fior di Loto, quanto,
quanto ancora
resta di noi?
Un volere
Tutto e Niente,
o la polvere
di Babilonia.

Dietro a una farfalla

Da solo, solo correvo dietro a una farfalla in volo
Solo scioglievo la libertà in lagrime mettendola in manette

E oggi ho un polso libero e l’altro no
e sono entrambi di te prigionieri
E tento di prendere a pugni l’ombra tua
…il cuore tuo ammanettato al volo d’un altro amore
migliore di me, diverso da me, più libero di me

(Senza titolo)

Come sciarpa annodata al collo d’un funerale
Come canto di sirene nella memoria sopravvissuto
Così il nostro amore, così il nostro cuore
O forse quel poetico dolore,
che mai proferimmo insieme
Eppure tanto antico, ambiguo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
Questa voce è stata pubblicata in amore, arte e cultura, Beppe Iannozzi, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Come sciarpa annodata a un funerale. Antologico

  1. Rosy ha detto:

    Beppe, ma che bellissime poesie queste…. Certo tristi, ma direi fantastiche… Non so se dirti bravissimo per congratularmi con te per l’averle scritte, oppure essere dispiaciuta qual’ora fossero dettate dal tuo sentire…. Ho letto “antologia” perciò versi di un tempo che fu… Accidenti che belle, bravissimo 🙂 🙂 🙂

    Un abbraccio forte forte
    Rosy

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Rosy, grazie. Direi che questa volta la scelta l’ho operata bene, meglio di quella precedente.
    Anche queste sono vecchie, molto vecchie, di 12 anni or sono. Diciamo che tra le tante poesie che ho scritto qualcuna si salva.

    Un abbraccio forte forte a te, Rosy. E grazie infinite, perché sempre mi segui 😉 ❤

    beppe

    Mi piace

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