Uccidimi nella tua bellezza. Antologico

Uccidimi nella tua bellezza. Antologico

Iannozzi Giuseppe

Venere - Botticelli

Musa

Quanto biondo grano! Distende fascino,
dall’Alba al Tramonto, il volto ispiratore:
nascosto rimane in un lampo d’incanto
che dura eternità, mentre s’involano
i sogni miei al di là del lucore
d’ogni cantata stella. Oh, qual vanto
pel poeta aver accanto Musa d’amore.
E mai dire tutto. E mai osare il frutto!

In un bagno di biondo immaginato,
sospirato, Lei, la Musa m’apparve
in un giorno che si limitava
in provvisoria dimenticanza.

Prima soffiava il vento baci
che non sapevo raccogliere:
vano il tocco loro e nullo il valore,
anche se l’intorno diffondeva
stelle e lucore. Gli occhi persi,
tristi in acquosa tristezza,
s’accompagnavano al freddo
della giornata. E poi il nulla.

Ma quanto biondo grano, oggi!
Ma quanta eternità d’amore, oggi!

Oh Musa! Uccidimi nella tua bellezza
e rendi immortale il cuore mio nel tuo.

E mai dire tutta la grandezza che sei,
la sciuperei altrimenti nel tempo
d’un niente. Dammi (a) un amore
che il mondo sconvolga; e dammi
(a) una felicità che Luci e Tenebre
mortifichi.

Revue de Paris

Guardami adesso:
ti rubo un bacio.
Guardami adesso:
ti amo in un bacio.

Sono un bambino
con una croce d’ossigeno
per le tue pallide labbra.
Sono un vampiro
con un urlo di sangue
per svegliare il tuo sogno.

Non vedi, Amore!
Dio è risorto;
la morte e la vita non sanno
che farsene di questo tempo;
ma tu sei sempre la bambina
che ho conosciuto giusto ieri:
non sei cambiata per niente,
giochi ancora a imbrogliarmi
con la tua benda di dea bendata.
E mi fai morire nel tuo fiore.

Non vedi, Amore!
Anche tu, anche tu, a puntate,
l’amaro sciogli in un bacio.
Anche tu, anche tu sbrini
l’amore per Revue de Paris.
Non vedi, Amore!
Siamo malati di bovarismo:
suicidi siamo,
come il giorno e la notte.
E ci consegniamo
al fastidio del quotidiano,
alla nostalgia dell’impossibile.

Ma ora sono qui:
la Luna è morto pallore
in un’ubriacatura d’osteria.
Ancora qui sotto al tuo balcone
per rubarti un nuovo bacio,
per farti fare l’Alba
con un ubriaco un po’ bambino
… un po’ vampiro.

Guardami adesso,
mentre ti faccio soffrire
del mondo la tenerezza.
Guardami adesso,
mentre ti metto il mondo
a gambe all’aria.

Guardami adesso!
Non hai bisogno d’un altro mondo
per dirti viva, per dirti solo mia,
mentre sciolgo al vento la benda
e mi specchio negl’occhi tuoi.

Roma, città aperta!

Facile come rubare
il miele a una bambina.
Si è dalla parte sbagliata o giusta
ma male, sempre recitando ruoli:
attori e spettatori.

Fu colpa del destino
o solo del vestito indossato
quando si gridava:
“Roma, città aperta!”

Crimine

Il ritmo del crimine decide una visione:
l’espressione della maschera dimenticata.
Ma nello specchio l’imago sua comandata.

Bugiardi

Ora che la porta s’affaccia sull’Inferno
vedo bene le facce bugiarde che avete

Ora che la porta ve la sbatto sul naso
capisco che maledire non fu abbastanza

Voi che tutto pretendete

Voi che tutto pretendete
senza una briciola mai dare,
per Giuda, lontano,
lontano dalla vista mia.

Non bussate alla porta
con quelle vostre mani
di chiacchiere colme
buone solamente
su cessi e deretani altrui.

Non insozzate l’uscio mio
con preghiere guaiti ragli:
mostri da bestiario siete,
non altro, non altro, per Dio.

Non nacqui per esser bruto,
schiavo in catene obbediente
bastonato e sottomesso,
considerato meno
d’un mulo da fatica, d’uno
scribacchino di lingua muto.

E sopra tutto
non osate accomodarmi
lungo disteso al vostro livello;
non osate né ora né mai
seppellire il nome mio
col vostro sì sporco.

Dio non piange più

Ho un cuore soltanto,
mille volte spezzato.

Se mi guardo indietro,
son mille terre bruciate,
piagate,
suppuranti ancora;
e su di esse un mare di sale
alimentato da lagrime
che non si mostrano,
non in pubblico.

Se mi guardo indietro,
capisco che,
che ormai sono nel tempo
in avanti
proiettato.

Il cuore,
ce l’ho ancora.

Così credo
nel tempo
che mai sembra essere
troppo da me lontano;
così credo
nello spazio
che sempre è vasto
in ogni dove calpestato,
oggi come allora;
così credo
che sono invecchiato,
precocemente,
come chiunque del resto,
come chi vive fino in fondo.

Dovrei esser disperato
in una tragedia
o in un’opera buffa,
ma il cielo capovolto del mio passato
in me precipitato
non mi teme
e necessario vampiro lo sento.

Credo,
oggi credo,
che Dio non ha lagrime
o un fiume per darmi via
nel sogno
che tu m’hai regalato.

Dio mai ha reso ridicoli i miei nemici,
le ferite,
le terre bruciate;
ma quel tanto che tu mi hai dato
ha di me fatto un umano dio.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Uccidimi nella tua bellezza. Antologico

  1. Rosy ha detto:

    Tutte belle, ma quella che più mi piace è Revue de Paris.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ roba vecchia di undici e dodici anni. Sempre ripescate dall’archivio per salvare il salvabile. Grazie.

    Beppe

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Revue de Paris. Sì, piace anche a me. Sono queste poesie vecchie. Ma forse, tra le tante che ho scritte in passato, qualcuna si può salvare. 😉

    Grazi infinite, cara Rosy.

    beppe

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