Rosa rossa

Rosa rossa

Iannozzi Giuseppe

Rosy

Rosy

a Rosy,
che desidera e ancor non lo sa!

Rosa rossa

Passa il tempo
e mai veramente

Sempre tu, Rosa,
la ragazzina bella
che sol ieri arrossiva
per un bacio rubato

Ancor fuggi via
a tarda sera
i campanelli suonando,
svegliando chi l’amor
in un triste pitale
l’ha dimenticato

Con commozione,
complice la Luna,
ai fiori in giardino
guardi;
non ti par vero quasi
che sì tanti colori
abbiamo costellato
in gioia e desio
la vita tua

Ma vero è
che in languide carezze
senza osar ancor speri;
in fondo all’alma
ancor tremi e trami
ché sia un poeta
o suo umile sembiante
a recarti il conforto
che ogni felicità
ancor s’ha da fare

Passa il tempo,
certo che sì, Rosa
Ma mai veramente,
mai veramente

Esmeralda (Tu lo fai meglio)

Quel che fan le nuvole,
quel che fan in cielo lassù,
Esmeralda, tu lo fai meglio
con la tua bocca a cuore
che mi sussurra “amore! questo bacio,
questo bacio è per te”

Come donna venuta
dal profondo oriente di luce accecante
il buio sgretoli in polvere di stelle,
mi restituisci all’idea che c’è dell’altro
al di là di certe danze di dervisci e deserti

Alle tue caviglie ciondoli di luce
tintinnano, danzano insieme a te
per lo spirito tuo zingaro, d’oro;
e bruciano, i passi tuoi il tempo battono,
ritmo danno al petto mio

Nudi i piedi dei tacchi alti…
accenno mi dai perché muto rimanga;
l’indice sulle mie labbra spingi,
la nudità dei passi tuoi mostri
e i tuoi giochi di sesso mi lasci a sognare
E in silenzio il mio cuore resti ad ascoltare

Quanto, quanto bella la squillante risata
dello spirito tuo zingaro d’oro, di nudo oro

E bruciano, il tempo i passi tuoi battono
Dannano il petto mio, che non sa preghiera
se non quella dei candidi tuoi fianchi,
di nudità ancor tutta da scoprire

Qualsiasi cosa fan le nuvole lassù
è certo, mille volte meglio lo fai tu
Per le mille e una storia, ora ci sei tu,
per le mille e una notte, ora ci sei tu

Qualsiasi cosa,
qualsiasi cosa inventino lassù
per erotico desiderio lo fai meglio tu:
un passo e un altro,
carnal spiraglio sboccia
sopra alla giarrettiera,
e nudi i piedi a danzare infinitamente
e vuoti i tacchi a riposarmi accanto

Così zingara,
di sonagli alle caviglie l’amor d’oro

L’amor che mi sussurra “questo bacio
questo bacio è per te”
Nessuna lo fa meglio, nessuna lo dice meglio

Nessuna lo fa meglio, nessuna lo dice meglio
Nessuna lo fa meglio, nessuna lo dice meglio
Nessuna lo fa meglio, nessuna lo dice meglio

Preghiera del dio Pan

L’anima e il corpo tuo
modellato ho
sotto l’abbagliante luce del sole,
nelle ore del sonno mio turbato
Disegno di desideri, di appetiti
sempre temendo d’aver
in fondo qualche cosa sbagliato

Al pari del dio Pan,
tremebondo,
nelle pieghe del tempo
l’alma mia ho vomitato;
supplice quasi, agli dèi
la preghiera mia ho rivolto
perché l’amata mia baccante
dall’alto del suo nascondiglio
segno mi gittasse addosso
d’un favorevole suo sentimento,
o il pronunciamento suo
d’un’imperscrutabile mia fine

Son stato alla fine accontentato,
sul seno suo in tumulto annientato

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, Giornalista, scrittore, critico letterario
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