Amori occasionali e ciechi

Amori occasionali e ciechi

Iannozzi Giuseppe

sesso-occasionale

† Il grande scrittore
(dalla gamba amputata)

Con la gamba amputata
in giro me ne vado
toccando ogni estremo
di destra, di sinistra,
puntando bene il bastone
pensandolo indice di Dio
contro chi osa levar la voce
per dar sfogo a una domanda
che vorrebbe impormi

Taccio,
risposte non rilascio
e dell’eterno mio zoppicare
me ne faccio vanto
fra letterine e abbecedari
Poi quei due zecchini
che mi son sudato
col sudore della fronte
li rimetto in un amore
che vale niente,
non vergine ma turchino

Il Gatto e la Volpe,
critici in voga alla moda,
m’hanno assicurato il successo
Hanno amputato parole
su parole per farmi capire
che son proprio io il migliore
Hanno spacciato davvero
tutte le loro migliori intenzioni
per farmi fare ‘na bella figura
Così eccitato sono che il naso
mi s’è fatto lungo e duro
come davvero non credevo
Domani che lo rincontro
l’amore mio turchino
lo penetro fino a farlo urlare
al pari d’un toreador
incornato a morte

Son io sì, il Grande Scrittore,
quello che se ne va in giro
a fare il filo a ogni donzella,
col naso lungo e duro
e la gamba amputata
bene in vista per suscitare
almeno un poco di comprensione
– di penosa attenzione
Perché in amore come nelle lettere
quel che conta veramente
non è lo stile ma il nasone à la Cyrano
Perché la fama vien solo
se sai d’esser in fondo
in fondo un gran cafone
spacciatore di idee
senza denti e sentimenti

† Il Tebano

Come Tiresia
che il batacchio provò,
mi sento oggi al limite
di me, molto più confuso,
direi indeciso se esser
con Ovidio o Stazio
Di sicuro cieco però
di fronte all’amore

† Ballerina di stelle

E tu chi sei, chi è che vive le stelle
e nella loro luce la trova una via
in cascata di amori, di conforti?
Come ballerina in punta di piedi
di te soltanto lasci un profumo
in una debole scia; e tutto il resto
del mondo se ne va via, via con te

† L’Uomo Nero

M’han detto…
M’han detto
tante cose
M’hanno scosso
Ma di più
l’Uomo Nero
che da me è venuto
per dirmi
che ti ha rapita
per portarti lontano
lontano, in un giardino
d’infanzia che nessuno
potrà mai trovare
Su due piedi
gli ho creduto
e non ho battuto ciglio
Avevo però i denti
che mi piangevano

Ti farà piacere sapere
che ho trovato il libro,
quello del Segreto
che era da mille
e mille anni perduto
E ti farà piacere sapere
che con incerta grafia
l’ha scritto un bambino,
un bambino tale e quale a me

Mi son perso
tra le pagine del Segreto
per scoprire l’Uomo Nero
e il suo giardino di sogni infranti
Abbiamo scambiato pure
due parole; e alla fine
mi son dimenticato di me

Così, adesso non lo so
se ci siamo ritrovati
o più a fondo persi
Ancora però uno strano sapore
che non so dimenticare:
ce l’ho in bocca e mi porta
a quando incontrai il Nero
per la prima volta
con la sua crudele verità

† Soldato

Stella in Cielo
così Celeste,
il ricordo
del tuo sorriso
più non basta
Mi sento come
un comico triste,
sotto il bisturi
di chi lo fa
per mestiere
di metter l’Amore
a morire
E l’infermiera
dell’ultimo turno
non ne vuol
che sapere
di tenermi
la mano
perché non senta
troppo la paura
d’andar via
per sempre
Sorride però
con labbra crudeli
rosse del mio sangue

Stella in Cielo,
quando sono andato
per la guerra
pensavo
che sarei tornato
da te
per prenderti
alla vita e alzarti
al cielo blu
Quando sono andato
pensavo
che l’avrei rivisto
il sorriso tuo di luce
E invece
mi spengo
tra le grida dei soldati
mutilati
che come me
muoiono
con un amore
da ricordare,
e nel cuore
la solita paura

E l’infermiera
ci sorride crudele

Oh, Stella Celeste!
Non dimenticare
che un giorno
ero vivo per te,
per amare
la speranza d’un figlio

† La vodka dello Zar

Zar,
di che cosa?
Di queste terre
che più non hanno rispetto,
dove solo passa il fischio del vento
e le grida d’una rivoluzione
che mi butterà
in mezzo
all’occhio della Morte

Ha fatto strage il tempo
di tutti i vecchi ideali
E ogni giorno
un passo in più
che porta lo Zar
al Destino

Vodka per brindare
Vodka,
e calici di cristallo
da infrangere
per non piangere

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Amori occasionali e ciechi

  1. furbylla ha detto:

    Bellissimo questo post hai mantenuto la promessa di metter poesie 🙂 due son le mie preferite Soldato e il Grande scrittore.
    Rubo
    Ciao 🙂 Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Tu aspetta che metta le altre, quelle belle ma belle sul serio. Queste sono un po’ così, forse degli scarti. 😀

    Grazie infinite, Cinzietta. ❤ ❤ ❤

    beppe

    P.S:: Sul tuo diario su Facebook ho messo una cosa per te. ^_^

    "Mi piace"

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