Migranti o clandestini? Una riflessione

Migranti o clandestini? Una riflessione

Iannozzi Giuseppe

migrantiNon so bene oggi come funziona per quell’italiano – o altro migrante – che volesse tentar di mettere radici sul suolo americano, soprattutto dopo l’11 settembre, che, volenti o nolenti, ha cambiato la faccia dell’America e degli americani; penso “in maniera radicale”, non a caso l’amministrazione Bush nel nome della Pace ha portato la guerra in Irak, distruggendo una civiltà, impiccando Saddam nel nome della pace, infilando al suo posto gerarchi americani o para-americani a gestire la politica. Ma gli irakeni, dittatura o non dittatura, non sono mai stato un popolo che si lascia assoggettare con facilità: piuttosto muore ma non si piega né si spezza. E lo sta dimostrando giorno dopo giorno, con mezzi discutibilissimi anche. Ma l’arroganza d’una certa America, soprattutto dell’America conservatrice guarda con grande e non celato disprezzo a chiunque abbia un colore di pelle leggermente olivastro. Non è che con Barack Obama presidente si sia raggiunta la democrazia – che per anni è mancata negli USA. Né ci si illuda che l’America sia la bandiera della libertà.

Dopo questa necessaria parentesi, da uomo, da semplice uomo che vive in Italia, dico che queste disposizioni in materia di sicurezza rasentano le disgraziate leggi razziali promulgate negli anni bui del fascismo. Che evidentemente non sono finiti mai. La finta democrazia al potere in questa terra dilaniata da scandali e velinismo, senza mai guardare ai veri problemi, mi fa dire che è una porcheria e solo questo negare asilo ai migranti. Una porcheria e un delitto gravissimo contro la sacralità della Vita: di fatto con questa legge si nega all’uomo che fugge, da guerra e fame nel tentativo di salvare almeno la pelle, di toccare le coste italiane anche solo con un dito. Tutto questo è a dir poco schifoso: solo un paese vittima di un regime littorio può negare il diritto all’immigrato, sia esso clandestino o no, di tentare di salvare la pelle. Almeno la pelle. Se fuggi da una guerra, è ovvio che non puoi che essere un clandestino: le bombe e i proiettili, le armi chimiche, mietono vittime e gliene frega niente di chi finisce sotto la falce della morte. Questo governo pretende che l’immigrato, o meglio ancora, che chi oggi volesse entrare in Italia lo faccia soltanto se ha già un lavoro assicurato. L’Italia è un paese con l’acqua alla gola: le tante ruberie hanno fatto di questo paese un paese più povero, ma mai quanto i paesi del terzo Mondo che l’Italia ha sfruttato per decenni e decenni, lasciando dietro di sé solo terra bruciata e stragi di innocenti… L’Italia, ricordiamocelo, è stato un paese colonialista e lo è ancora oggi con le sue multinazionali. Non che gli altri paesi siano migliori, ma l’Italia, paese che ha subito il fascismo, dovrebbe essere un minimo più civile. Così purtroppo non è.

L’unico reato che io qui oggi ravviso è quello che dispone per la non ospitalità e ospedalizzazione di chi oggi fugge da fame e guerra: un reato inquadrabile come crimine contro l’Umanità.

Viviamo in un paese razzista. Colpa di alcuni partiti politici? Forse sì. E’ innegabile che certi partiti politici hanno risvegliato in tanti nostalgici vecchi fascisti l’arroganza xenofoba. Non è però solo questo il motivo per cui il razzismo è diventato più forte di ogni ragione. Temo che molti italiani vivano con un imprinting sbagliato, che gli viene impresso nel cervello sin dalla culla, generazione dopo generazione. L’ignoranza che non è stata debellata ha dunque la sua grassa parte di colpa. Non basta dare a un popolo la carta e la penna perché lo si possa dire civile. Occorre insegnargli il meglio civismo e la meglio moralità possibile al momento. Questo non è stato fatto, ed ecco il motivo per cui ancor oggi tantissimi giovani sono razzisti, non per appresa ideologia ma solamente perché imparati al disprezzo alla violenza, all’intolleranza più bassa e volgare.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in attualità, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, politica, riflessioni, società e costume e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.