Pinocchio 2112 – Silvio Donà

Pinocchio 2112 – Silvio Donà

Iannozzi Giuseppe

Pinocchio 2112 - Silvio Donà - Leone editore

Per Silvio Donà la salvezza del mondo futuro (ma anche di quello odierno) non può che venire dai libri, dalla lettura dei libri. Pinocchio 2112 (Leone editore) è la prima prova narrativa dello scrittore, un romanzo distopico che, a grandi linee, si rifà ai temi dickiani ma sopratutto a quelli orwelliani.

Pinocchio 2112 di Silvio Donà è uscito nel 2015 nella collana Leone Bianco. Pinocchio 2112 apparve la prima volta in libreria nel 2009. Inutile negarlo, era da tempo che tanti aspettavano la ristampa del romanzo. E’ questa occasione imperdibile per leggere uno dei migliori romanzi di fantascienza degli ultimi anni, un lavoro che per nostra somma fortuna porta la firma di un autore italiano, Silvio Donà.

Leone editorePinocchio 2112 è sì un romanzo di fantascienza ma è anche e soprattutto una storia di formazione, che ci porta nel cuore dell’umanità, di una umanità che ha da tempo dimenticato il calore del sole, della vita.
Angelo, il protagonista di Pinocchio 2112, è un uomo sulla quarantina che cerca di sopravvivere in una società dove la vita non ha alcun valore per nessuno. Lui stesso, più volte, ha avuto la tentazione di farla finita. Perché? La risposta è semplice: la società in cui vive non offre niente, solo il buio e la disperazione, oltre alla droga che è anche l’unica merce di scambio che abbia valore. Angelo è un “cercatore”, ovvero un avventuriero che cerca libri per poi rivenderli nel suo mondo fatto di tenebre. Per il poco che lui ne sa, prima che gli uomini si rifugiassero sottoterra dopo quella che è fu forse una immane catastrofe atomica, la Terra doveva essere un gran bel posto in cui vivere.
Nel 2112 la Terra non è più un pianeta abitabile, perlomeno questo è quanto Angelo crede insieme ai pochi (o tanti!) sopravvissuti alla fine del mondo da loro conosciuto. Un “cercatore” recupera libri, e l’unico modo per riuscirci è di entrare nel “mondo di sopra”, in quel mondo che è invivibile, che è invaso dalle radiazioni e dagli uomini-topo.

Non è vita quella che Angelo conduce nei sotterranei, in quelle che sono delle vere e proprie catacombe per quanti sono sopravvissuti. Non esiste alcuna legge, la morte è l’unico spettacolo che c’è, i crimini non sono puniti: sopravvive soltanto chi dimostra di essere spietato, senza né cuore né anima. Tuttavia Angelo è un “cercatore”, uno che cerca libri per piazzarli sul mercato e tirare a campare. In una società dove quasi più nessuno sa leggere e scrivere, Angelo legge tutti quei libri che riesce a recuperare. Ad un certo punto si rende conto che i libri, il loro contenuto, hanno fatto sì che il suo spirito cambiasse, forse rammollendolo. Quaranta anni sulla gobba per Angelo e tutti spesi a uccidere senza pietà per sopravvivere. Angelo è stanco, davvero molto stanco. Per colpa dei libri ha compreso la verità: fine dell’uomo non è quello di sopravvivere uccidendo e drogandosi. Angelo sente l’impellente bisogno di amare, di amare qualcuno. Nel corso di una sortita nel “mondo di sopra”, Angelo si imbatte in una banda di uomini-topo che non esita a far fuori, non riesce però a uccidere un ragazzino di undici anni. Ci prova a puntargli la pistola alla tempia, ma all’ultimo momento decide di lasciarlo vivere. Bisognoso di dare amore, Angelo comincia a crescere il ragazzino e gli dà persino un nome, Lucignolo; e ben presto inizia a nutrire per lui un affetto non dissimile da quello che un padre potrebbe elargire a un figlio.
In una società selvaggia, senza né regole né legge o giustizia, Angelo decide di prendersi cura di Lucignolo, di un altro essere umano. Non è per niente facile, Lucignolo non sa né parlare né scrivere, ma soprattutto nella società del 2112 chi tiene un ragazzino in casa è ritenuto un pedofilo. I pochi figli che vengono partoriti nei sotterranei servono in realtà a un solo scopo, diventare merce di scambio. Chi nasce ha poche speranze di farcela, per cui viene quasi subito venduto ai pederasti. Angelo ama Lucignolo e lo ama al pari di un figlio: gli insegna a parlare, a scrivere, e ben presto si rende conto che il ragazzino è dotato di grande intelligenza e sensibilità.
Vivere, o meglio sopravvivere nel mondo sotterraneo è una impresa a dir poco ardua; e Angelo non conosce ancora la terribile verità che il mondo di catacombe, in cui è prigioniero insieme a tanti altri, racchiude. Quando finalmente scoprirà la verità, tutte le magre certezze, che aveva nutrito in seno per tanti lunghi lunghissimi anni, crolleranno come un castello di sabbia colto da un vento impietoso.

Con Pinocchio 2112, l’autore Silvio Donà dimostra di essere uno scrittore dalle grandi potenzialità immaginative. Il suo esordio letterario è un successo, che oscura tanti e tanti premi Urania degli ultimi anni. Lo stile di Silvio Donà è diretto e semplice, ma non per questo privo di originalità; e soprattutto l’autore investe le sue storie di una morale, che nei romanzi di fantascienza italiani purtroppo, il più delle volte, manca relegandoli così ad essere dei semplici romanzetti da edicola.

Pinocchio 2112Silvio DonàLeone editore – Collana: Leone Bianco – prima edizione: 2015 – ISBN: 978-88-6393-234-8 – Prezzo: 6,90 Euro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Pinocchio 2112 – Silvio Donà

  1. Rosy ha detto:

    Lo Scrittore ha guardato al futuro con la luce dell’amore. Elogi per ora a Beppe per l’ottima recensione, mentre per il romanzo mi riservo dopo la lettura.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Silvio Donà è un ottimo scrittore, che va ben al di là delle mera distopia e della fantascienza. In particolare “Pinocchio 2112” è, a ben vedere, quello che potrebbe essere il nostro futuro, un futuro che, per certi versi, si è già oggi concretizzato: la disoccupazione dilagante, l’imperterrita caccia al “diverso” per segregarlo, l’annullamento sistematico della cultura e dei libri… Al pari di chi sa guardare lontano, di chi sa guardare nel futuro, l’autore ha disegnato un quadro sociale perfettamente credibile e purtroppo realistico. Ciò non può che andare a favore di Silvio Donà.

    E’ sicuramente una lettura che posso consigliare con il cuore in mano, a tutti, perché “Pinocchio 2112” è scritto in maniera sublime e perché non è un semplice romanzo di fantascienza. Un romanzo come questo va oltre, evade dal genere per essere Letteratura.

    Beppe

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