Scrivono poesie per Te

Scrivono poesie per Te

Iannozzi Giuseppe

Valeria Chatterly Rosenkreutz

Valeria Chatterly Rosenkreutz

Self-Portrait è opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz

Da tempo dimentico

Da tempo dimentico le date importanti
con la luna che suda amore,
con il sole che affoga nello spazio
Non è stato sufficiente estrarre
la spada dalla roccia per giustificare
le tristezze, i mali da Est a Ovest

Rimango goffo nello sfiorare
d’una farfalla i colori in volo
sulle ali del vento;
forse per colpa d’una lacrima di whisky,
o del bastone che mi tiene compagnia

C’è laggiù un giardino senza nomi
Non ci va mai nessuno
perché nessuno sopporta il dolore
di chi non può riposare

Non è stato sufficiente imbiancare
la barba e perdere i capelli,
saggezza non è venuta dalle stelle
Ma tu, tu sei sempre più bella
Questa verità, questa verità,
sì semplice e complicata,
tu, per colpa mia, non la dimenticare

Randagio sotto la pioggia

Un randagio sotto la pioggia
cerca nel cielo di nuvole e notte
l’alta ispirazione per tirar giù
un goccio di piscio, e un guaito
che arrivi fin lassù

E ci sono, ci son sempre stati
i tuoi grandi occhi blu
a sciogliere questa cosa,
questo blues,
così penso che continuerò
a vendere stracci e poesie
alle donne per veder la gioia
gonfiarsi nei loro vergini seni

Vieni, vieni, prego ogni sera

E vieni, vieni, prego ogni sera,
prima che si consumi delle candele la cera
Come zingaro aspetto preso sotto
il peso della luna per vedere
una volta ancora le tue gambe di miele
E vieni, vieni, ripeto lento lento
fumando del pacchetto l’ultima sigaretta

Ho visto crollare il muro di Berlino
e le Torri gemelle; non mi aspetto granché
dal futuro; da centinaia d’anni
l’Ebreo Errante nasconde un piano
nella sua tasca destra e a tutti va ripetendo
che non ci sarà un posto sicuro per nessuno
quando Gerusalemme e la Mecca cadranno

E vieni, vieni, ho del buon vino,
bicchieri di cristallo e un violino
Manca solo la tua bionda bellezza,
il tuo sguardo blu e fatale
per dar sicura sepoltura
alla bruttezza della mia faccia

E vieni, vieni, ripeto lento lento
fumando del pacchetto l’ultima sigaretta

Scrivono poesie

I più scrivono poesie
per farne cenere ed epitaffi;
io invece sol attendo
che il dì si spenga nel buio
per sentire la tua canzone

I più dimenticano i poeti,
le pallottole d’argento,
le sofferenze delle rose;
gioco con i soldatini
pregando il Buddha che ride
affinché non cadano
nella trappola della ruggine

I più scrivono e scrivono
senza posa, mai stanchi;
come un bambino illegittimo
sol attendo che tu mi dia gioia
con un bacio in punta di piedi

Sol attendo di non cadere
anch’io nella trappola di Dio

La più bella

E’ ovvio che sei tu
che corri per venirmi incontro
sotto la pioggia a baciare
le mie labbra piangenti sul bagnato

Certo che sei tu la più bella,
colei che la barba bagnata mi scompiglia
con unghie ben affilate di rosso smalto

Sei sempre tu riflessa
dentro alle pozzanghere
nell’occhio del ciclone
in quello della luna e del sole
Sei sempre tu che mi tormenti
Che sul tenero tuo seno
mi addormenti come fossi
un bambino troppo stanco
d’esser stato tanto a lungo
non amato

Sei sempre tu che mi spingi
al sorriso sotto la pioggia,
senza ombrello e cervello
Sempre tu, sempre tu, sempre
Sempre a schizzarmi di felicità
in un letto di pioggia, di fresca
gioia dal cielo piovuta
senza che neanche Dio
sappia immaginar il perché

Lunapazzia

Luna, alla pazzia
mi hai tu abbandonato
Bella ti credevo seppur pallida
Ti credevo
Ti credevo quando il volto
cadaverico m’illuminavi
mettendo a nudo la maschera
del lume della povera mia ragione

Luna, in te confidavo
segreti e passioni,
come a una sorella
La notte attendevo
sempre
con respiro pietroso
dentro all’anima
felice della vaga coscienza
che presto in briciole
il teschio mio
dell’essere o non essere

Un momento è bastato
perché dall’orizzonte mio sparissi
per sempre inghiottita da chissà
quali abissali dimenticanze;
così oggi resto io con la testa
fra le mani più di là che di qua

Quel magico paradiso che mi promettevi

Ricordo quel magico paradiso che mi promettevi
Giocare alla vita era così semplice allora,
così semplice, tutto a portata di mano,
un mondo di miracoli da accettare
con gratitudine di lacrime senza vergogna
Com’è potuto passare inosservato tutto questo?

Gli anni passati a inseguire gli aquiloni
hanno fatto presto a farsi grigi,
e la neve dal mio cuore non s’è più sciolta
guardando con finto coraggio
a quel cielo infinito che dicono esser opera di Dio
Vorrei poter tornare indietro, tornare indietro
e riprendermi tutto quello che ho perduto
sfiorandolo per un attimo solamente
Vorrei, vorrei saper scrivere una poesia
che non abbia mai fine e dire che ho fatto del mio meglio
Ma ogni grano di fede ha cessato di essere,
così adesso mi ritrovo da solo nel deserto del diavolo
e senza pace passeggio andando un po’ su e un po’ più giù

Ricordo quel segreto, con nostalgia ricordo
ed è tutto il poco che m’è rimasto in petto
Ricordo tutte le magie che facevi
Ricordo tutte le parole che tacevi
e tutte quelle che non ho mai saputo dirti
Ricordo quel segreto che mi ha spezzato il cuore
Ricordo, ma qui tutti dicono che ricordare è da deboli
Tutti ripetono la stessa cosa ogni santo giorno,
i miracoli non si ripetono per nessuno, per nessuno

Tutti ripetono la stessa cosa, Ragazzo lascia perdere
Lascia perdere o ti farai del male, lascia perdere
Tutti dicono la verità, c’è solo che io non ho più fede
C’è che non riesco ad arrendermi alla fede della verità

Tutti ripetono la stessa cosa ogni santo giorno,
i miracoli non si ripetono per nessuno, per nessuno
Ed io vorrei soltanto saper scrivere una poesia
che non abbia mai fine

Tutti ripetono la stessa cosa ogni santo giorno,
i miracoli non si ripetono per nessuno, per nessuno
Ed io vorrei soltanto saper dire quel che sento dentro
e far sapere a tutti uno per uno che ho fatto del mio meglio

Ma tutti ripetono la stessa cosa ogni santo giorno,
i miracoli non si ripetono per nessuno, per nessuno
Non si ripetono per nessuno, per nessuno
Non si ripetono per nessuno, per nessuno
Non si ripetono per nessuno, per nessuno

Il mattino si sveglia con te

Ho rubato, ho rubato, ho rubato
e per questo finirò in gattabuia,
così non potrò più morire nella luce
dei tuoi occhi che svegliano il mattino

Ho rubato per amore
Ma quelli che mi hanno preso
non hanno voluto sentir ragioni
Hanno detto che è peccato
rubare nel Giardino del Signore
Per questo mi hanno condannato

Ogni mattina guardo dal buco della serratura
Chiedo ai miei aguzzini di gettarmi la chiave,
gli dico chiaro e tondo che non ho colpa
Mi risponde sempre la mia eco stonata,
e più il tempo passa e più mi convinco
che il giorno che uscirò di qui ucciderò

La lama di Luna che mi taglia la faccia
non ha pietà, perché io dovrei averne?
Ho rubato, è vero, ma non ho colpa
E’ stato per amore che ho rapito
dal Giardino del Signore il fiore più bello
La solitudine lo stava uccidendo
Lo stava uccidendo lentamente nell’eternità

Il giorno che uscirò di qui non sarò buono
come per tutta la vita bene o male sono stato
Ruberò ancora dal Giardino del Signore
A testa alta e col volto bene in vista
e con una lama di Luna lo minaccerò
che deve darmi indietro il mio amore

Questo farò, e bello sarà morire nella luce
dei tuoi occhi che svegliano il mattino

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Scrivono poesie per Te

  1. furbylla ha detto:

    bello bello super bellissimo post d’auguri!!! Auguri di cuore bellissima e bravissima Chatterly
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono contento davvero che le poesie ti sono piaciute.

    Ancora auguri, cara Valeria, sei sempre la più brava di tutte.

    beppe

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