Zingarella

Zingarella

Iannozzi Giuseppe

zingarella

Avrei dovuto dirle di ‘no’ e tirare dritto. Non ne sono stato capace. Mi aveva fregato nel momento in cui mi aveva fissato dritto negli occhi coi suoi.

Ero stato a vedere la prima de La Tosca, un riadattamento moderno che non mi era piaciuto granché.
Ero nervoso e insoddisfatto, e il freddo non aiutava di certo a spegnere i miei bollenti spiriti: se avessi avuto fra le mani attori, costumisti, scenografi, gliene avrei cantate quattro. Il riadattamento aveva letteralmente sbudellato lo spirito originale del dramma.

Fossi stato furbo non l’avrei degnata d’uno sguardo né mi sarei lasciato intrappolare dalla bellezza dei suoi occhi, profondi e d’un nero vellutato. C’era innocenza e anche un pizzico di malizia in fondo agli occhi stregoneschi della zingarella. Non pareva patita o maltrattata, era solo un po’ sporca. Capelli lunghissimi e ricci, d’un nero avorio, le scivolano lungo la schiena ben oltre il sederino. Una vera tenerezza. Un angioletto pronto a fregare il prossimo.
Non le era occorso sforzo alcuno per mettermi alle strette.
Il clima rigido di gennaio ci faceva disegnare fumetti nell’aria.
Lei non aveva quasi niente addosso, solo degli stracci zingareschi che dovevano riscaldarla ben poco; e ai piedi due piccole ciabatte con lo zoccolo in legno. Il vento sferzava la faccia di entrambi, ma la zingarella non si lamentava, io invece rabbrividivo avvolto nel mio cappotto pesante.
Ci mise un niente per venirmi proprio sotto il naso. Prima mi aveva stregato con lo sguardo, e solo dopo si era a me avvicinata. Subito pigolò: “Un soldino”. Non lo stava elemosinando. Lo pretendeva punto e basta. “Un soldino, un soldino, un soldino”, continuava a ripetere tenendo ben tesa la manina impillaccherata sotto il mio naso gocciolante per il freddo. Non mi avrebbe mollato sin tanto che non le avessi dato il soldino, poco ma sicuro. Mi cacciai dunque la mano in tasca in cerca di moneta. Tirai fuori un paio di monete da un Euro e qualche centesimo. Non era molto, non era poco. Depositai i soldini sul palmo della mano della piccola zingara. Lei guardò le monete giusto un secondo, per poi sgambettare subito via senza nulla dire.
La vidi allontanarsi di corsa protetta soltanto dall’ombra dei portici.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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Una risposta a Zingarella

  1. furbylla ha detto:

    bella immagine.. fiabesca
    Cinzia

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