Il paradiso maoista di Philip K. Dick

Il paradiso maoista di Philip K. Dick

Mai un romanzo è stato così attuale

Iannozzi Giuseppe

Il paradiso maoista - P.K. DickIl paradiso maoista di Philp K. Dick, autore noto al grande pubblico soprattutto per le sue distopie, per quegli universi che cadono a pezzi, prima di gettarsi a capofitto nella fantascienza, ha scritto un gran numero di romanzi socio politici – che, purtroppo, quando comparvero sul mercato editoriale negli anni Cinquanta non ottennero il meritato successo. Molti degli scritti di P.K. Dick sono stati pubblicati postumi; e la più parte degli inediti pubblicati non sono lavori di fantascienza. Il paradiso maoista, scritto tra il 1948 e il 1950, rientra a pieno diritto nel mainstream.
Philip K. Dick viene oggi finalmente indicato, da molti grandi intellettuali internazionali, come lo Shakespeare del XX secolo: Dick è così entrato a pieno titolo nelle biblioteche. Oggi, in questa nostra società nevrotica che morde la polvere, viene persino studiato nelle scuole americane; non è più ritenuto un autore minore o non valido, tutt’altro: è portato in palmo di mano, nessuno ha difatti saputo anticipare il futuro come lui. In vita, P.K. Dick non sbarcava il lunario nonostante scrivesse a ritmo serrato centinaia di racconti e romanzi; è purtroppo destino comune a molti artisti, superiori in ogni senso, che in vita non vengano considerati o, comunque, sempre troppo poco.

Il paradiso maoista fu scritto tra il 1948 e il 1950, quando la Cina era un paese del terzo mondo o quasi. Il romanzo fu pubblicato in America nel 1994 (Gather Yourselves Together, WCS Books), mentre la prima edizione italiana risale al 2007, grazie all’attenzione di un lungimirante editore qual è Fanucci. Tradotto da Giuseppe Costigliola, a cura di Carlo Pagetti, Il paradiso maoista è un lavoro di una lucidità allarmante: P.K. Dick, nel lontano 1950, aveva già compreso che la Cina avrebbe dominato il mondo e i mercati finanziari.

Ne Il paradiso maoista c’è la Cina, è essa la protagonista assoluta, dove i personaggi possono solo soccombere sotto il peso dei “padroni comunisti” alle loro spalle, seppur sempre invisibili o quasi. I protagonisti, a tratti spigolosi o appena abbozzati, solo cercano di sopravvivere in un paese claustrofobico. Lo spazio non è per loro mai abbastanza, sono essi difatti prigionieri di una gabbia dalle sbarre fintamente dorate, ciò nonostante non possono fare a meno di percepire, se non altro di percepire, che non c’è e mai ci sarà per loro possibilità alcuna di integrarsi veramente. Dopo la rivoluzione, la Cina è nelle mani di pochi comunisti: nel 1949 Verne Tildon e Barbara Mahler sono loro malgrado costretti a lavorare duramente per consegnare nelle mani del nuovo governo cinese una azienda americana. Verne e Barbara non hanno il tempo per potersi interrogare sulla loro passata e burrascosa relazione; nell’intimo nutrono un risentimento che li logora, non hanno però la possibilità di esternarlo né di analizzarlo. Il lavoro assorbe tutte le loro energie, non lascia spazio ad altro.
A un certo punto subentra il giovane Carl Fitter, che ben presto si troverà invischiato in un triangolo di tensioni più grandi di qualsiasi esperienza da lui precedentemente vissuta. Mentre Verne e Barbara attendono che i nuovi padroni comunisti reclamino la fabbrica, Carl sembra essere invece fin troppo entusiasta. Verne è cinico, Barbara una donna problematica, Carl un ragazzo che non ha ancora provato sulla propria pelle lo spleen del quotidiano vivere.

Il paradiso maoista è ritratto angoscioso e veritiero sull’eterno conflitto fra Oriente e Occidente. Ma è anche disegno delle insanabili fratture tra vecchie e nuove generazioni, divise da un muro tanto alto quanto infinitamente lungo. L’attesa è il tema principe de Il paradiso maoista, una attesa snervante non dissimile da quella ritratta ne “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati, come ha ben evidenziato Carlo Pagetti nella sua introduzione.

Philip K. DickPhilip K. Dick nasce a Chicago il 16 dicembre 1928. Nel 1955 esce il suo primo romanzo, Lotteria dello spazio. Durante un’esistenza segnata dalle difficoltà economiche, scrive capolavori come La svastica sul sole, Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, da cui è tratto Blade Runner di Ridley Scott, e Ubik. Negli anni Settanta esce la sua ultima opera, La Trilogia di Valis, pubblicata da Fanucci Editore nella Collezione Ventesima . Muore il 2 marzo 1982, stroncato da un ictus. La notorietà di Philip K. Dick deve molto agli adattamenti cinematografici, tra cui Atto di forza (1990), Screamers – Urla dallo spazio (1995), Impostor (2002), Minority Report (2002), Paycheck (2003) e Un oscuro scrutare (2006). Nel 2008 è uscito il film Next, con Nicholas Cage, tratto dal racconto The Golden Man. Fanucci Editore pubblica in esclusiva tutta la produzione di Philip K. Dick, considerato uno dei più importanti autori della narrativa americana del secondo dopoguerra.

Il paradiso maoista – Philip K. DickFanucci editore – Collana: TIF Extra – Anno: 2013 – Pagine:368 – Traduttore: Giuseppe Costigliola – Curatore: Carlo Pagetti – ISBN: 978-88-347-2338-8 – Prezzo: 16 Euro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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