Vecchio saggio

Vecchio saggio

Iannozzi Giuseppe

vecchio saggio1. L’opinione comune, quella della maggioranza, è quasi sempre sbagliata, tende difatti a promuovere quella che, a ragione, potremmo definire “ignoranza socio-storica”. La civiltà progredisce grazie a quei pochi coraggiosi che si distaccano dal pensiero della società del proprio tempo storico al fine di evidenziarne difetti e contraddizioni; questi uomini sono perlopiù dei solitari, combattono da soli e muoiono da soli, e la loro saggezza sarà riconosciuta tale quando essi già trapassati da un pezzo.

2. Mi sono seduto su una panchina, mi sono guardato intorno: non c’erano alberi e il cielo mi sputava addosso tiepide gocciole di pioggia. Non un bambino, non un nonno, c’ero soltanto io e un piccione malandato che beccava la terra con maniacalità pregando con ali mezze aperte di trovare almeno una briciola di pane o un verme piccolo piccolo. Ero così giù ma così tanto giù che, senza quasi rendermene conto, presi a pregare affinché un dio pietoso mi trasformasse subito in un verme.

3. Desiderio mio è di eclissarmi lontano lontano, dove non ci sia segno alcuno di civiltà. L’unico modo per tornare a essere primitivo e genuino è di non condividere del tempo presente manie e solitudini preconfezionate e sottovuoto.

4. Non esistono donne romantiche, esistono uomini stupidi o ingenui, così tanto con la testa persa fra le nuvole da rasentare l’imbecillità assoluta.

5. Non siedo più in riva al fiume da tempo immemore: non aspetto cadaveri di amici o di nemici che mi facciano l’occhiolino con occhio vitreo. Aspetto invece che gli uccelli tornino a volare sopra le nuvole, aspetto un canto celestiale che ristori lo spirito mio imperfetto eppur, a suo modo, bello.

6. Ho smesso di pensare con la testa altrui da quando ho urlato il mio nome al vento, da quando ho preso l’ultima poppata dal seno di mia madre. Adesso spero di riuscire a non pensare proprio più: dopo tanto inutile ponzare la testa mi dole, per questo solo anelo a una santità umana fra note di jazz e voluminosi libri di pagine bianche.

7. L’ipocrisia di certi cristiani, che cristiani non lo sono per niente, è così tanto strabordànte che se, in qualche dove, un Lucifero dantesco dovesse esistere sul serio, poco ma sicuro che finirebbero tutti fra le sue fauci, uno a uno in fila indiana.

8. Esiste sempre una scelta possibile e giusta: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno dato la vita per mettere a nudo il malaffare che da Aosta a Palermo imperversa in Italia. Loro sono eterni, sono altissimo esempio di nobiltà e coraggio per le generazioni future, perché per le vecchie, purtroppo, non c’è molta speranza che oggi si ravvedano. Confidiamo dunque nei bambini, negli uomini che domani essi saranno. Una società, che non ama i bambini proteggendoli insegnando loro a scegliere tra il bene e il male, è una società destinata a inabissarsi presto nelle sabbie del tempo.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Vecchio saggio

  1. furbylla ha detto:

    si..ti trovo saggio.
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono diventato vecchio e alla vecchiaia segue la saggezza. Tutto qui, Mamma Lupa.

    beppe

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