Urlo

Urlo

Iannozzi Giuseppe

urlo

Seduto sulla panchina, aspettava il pullman tenendo in braccio una rosa dallo stelo particolarmente lungo. Il giovane stava vivendo il suo primo amore: biondo, quasi pallido, le gote non portavano ancora i segni della prima barba. All’improvviso si sentì uno stridore ferroso. Non era il pullman, bensì un tram che aveva frenato: al giovane bastò buttare l’occhio al di là della strada, delle auto ferme al semaforo, per vedere il grosso muso di ferro del tram. Non si scompose.

Il cielo era d’un azzurro perfetto e le grida della gente non gli davano poi fastidio: quel giorno si sentiva in pace, se non sicuro di sé stesso, inebriato alla sola idea che presto avrebbe dato via la sua prima rosa. Il semaforo continuava a passare dal rosso al giallo al verde, ma il tram non ripartiva: le auto si erano arrestate in maniera scomposta invadendo la linea di mezzeria. Si era formato un capannello di persone: il muso del grosso tram era stato invaso dalla curiosità morbosa di semplici passanti e curiosi di professione. Il giovane fece per aguzzare la vista, ma un barbaglio di luce gli ferì gli occhi: rimase cieco per qualche secondo, poi, finalmente, la vide, una sottile linea di sangue, color rubino come di colomba. E comprese, lasciando cadere sull’asfalto la lunga rosa, mentre col cuore che gli s’era bloccato in gola, invano, adesso in piedi su gambe tremanti, prossimo allo svenimento, tentò di lanciare un urlo più grande di lui.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Urlo

  1. furbylla ha detto:

    straziante nella sua “semplicità”
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vero. La vicenda si svolge tutta attraverso gli occhi di un unico protagonista, e ciò rende il racconto, seppur breve e semplice, di una drammaticità senza pari. Un urlo.

    beppe

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