Figlio abortito

Figlio abortito

Iannozzi Giuseppe

figlio abortito

Lei era una ragazzina, di tredici anni anche se ne dimostrava diciotto. Bella, molto bella, una rosa non colta.
Ma la bellezza non sempre reca in seno il giudizio, quella maturità che è bagaglio che s’acquista giorno dopo giorno attraverso i consigli dei più anziani e le esperienze.

La storia è semplice. Si era all’alba degli anni Settanta. Margaret era concupita da diversi dongiovanni da strapazzo, che però non riuscivano neanche ad avvicinarla. Si dovevano contentare d’ammirarla. Poi, un giorno, un belloccio – uno sciupafemmine – fece breccia nel tenero cuore di Margaret. Nel giro di pochi giorni il ragazzo la convinse a perdere la verginità.
La perse e ne fu felice anche. Per qualche giorno si sentì come se si fosse tolta di dosso un peso. Poi però scoprì d’esserci rimasta. Di dirlo ai suoi genitori non ci pensava affatto. C’era solo una cosa da fare. Alcune sue amiche avevano già abortito, così chiese loro consiglio. Le fu indicata una struttura che avrebbe fatto tutto il necessario, nel più assoluto silenzio. Margaret non ci pensò su due volte. E abortì.

Una volta a casa, Margaret cominciò ad avvertire strani dolori, con perdite di sangue.
Cercò di non farci caso, cullandosi nell’idea ch’era cosa naturale dopo quel che aveva fatto. Che le era stato fatto.
Le venne una febbre violenta, sì tanto forte che le fece perdere i sensi.

In ospedale Margaret ci arrivò più morta che viva.
Si disperavano i genitori per quella figlia, l’unica. Pregavano il buon Dio con tutta l’anima e il cuore. Non sapevano proprio dire qual male l’avesse presa.
Finalmente un dottore, col camice bianco e la mascherina chirurgica ancora su bocca e naso, gli si fece incontro. Si nettò il sudore dalla fronte con il dorso della mano destra, e tirò giù dal volto la mascherina. Era quasi più bianco del camice che indossava.
Capirono subito che non c’erano buone notizie. La faccia del giovane chirurgo diceva tutto.
La madre di Margaret scoppiò in un pianto isterico.
Il chirurgo, imbarazzato e tremante, prese da parte il padre della ragazza e gli spiegò il dramma per filo e per segno.
Quando l’uomo tornò dalla moglie l’abbracciò più forte che poté e insieme a lei pianse.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Figlio abortito

  1. romanticavany ha detto:

    Una storia tristissima che purtroppo può essere accaduta, o accadere.
    Buon pomeriggio King ♥

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Già, una storia di vecchiaia, malattia e solitudine: di ineluttabilità. Ho in parte preso spunto da una scena che ho visto in una camera d’ospedale. Sono cose che accadono.

    Dolce serata, piccola Viola ♥

    beppe

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