Intercettazione shock: escort a bocca aperta!

Intercettazione shock:
escort a bocca aperta!

di Iannozzi Giuseppe

escortA: Dove ci si butta?

B: Sul Corso.

A: Non si batte più come un tempo.

B: E’ la crisi, inutile che te la tiri.

A: Non me la tiro. Sto solo dicendo che è uno schifo. Ti sembra giusto che per pochi spicci dobbiamo farci cani e porci?

B:  Quelli ci sono e quelli c’hanno i soldi.

A: Fanno schifo al cazzo.

B: Gli impiegatucci che eri abituata a sbatterti sono stati presi a calci in culo.

A: D’accordo! Ma non si può sempre farsi sbattere da un cazzo di operaio.

B: Ti mancano le piste!

A: Non solo quelle.

B:  Inutile che ti metti la puzza al naso. O lavori con quello che c’è, o resti a casa a fare la calzetta!

A: Dico solo che quelli della catena di montaggio ti montano come degli animali. Non sanno scopare.

B:  Però a fine mese loro ce li hanno mille euro. I tuoi impiegatucci invece ancora aspettano la manna dal cielo. Non si sporcano le mani loro, non mangiano e non scopano più.

A: Cristo, ne parli con un tale disprezzo… manco fossero morti!

B: Peggio. Tutti tornati fra le gonne di mammà. Bamboccioni del cazzo.

A: D’accordo, d’accordo… meglio che metta le scarpe basse…

B:  Ma sei pazza o cosa?

A: Senti, bella mia, i tacchi alti sono per i signori, quelli bassi per i cafoni. Co’ ‘sta storia della crisi globale, per trenta carte pretendi… pretendono pure che mi vesta da troia? S’attacchino a ‘sto cazzo.

B: Poi però non lamentarti se non acchiappi.

A: Tu vedi di darti ‘na mossa, tanto al massimo rimedi un metalmeccanico che ti chiederà di ficcargli il tuo bel tacco 12 su per il buco del culo.

B: Sei proprio una stronza.

A: E tu ‘na gran troia.

B: Sì, okay, andiamo… la notte è breve…

A: Ma che sono quelle cuffiette nelle orecchie?

B: Musica.

A: Questo l’avevo capito da me. Mollale!

B: Perché mai? Mozart mi fa compagnia mentre aspetto sul ciglio della strada.

A: Sì, così non ti si carica manco un diplomatico con le pezze al culo.

B: E tu che cazzo ne sai? Io ce l’ho il mio dongiovanni…

A: Questa poi è proprio bella. E chi sarebbe mai?

B: Uno che intrallazza in politica. Un pezzo grosso.

A: Grosso quanto?

B: Abbastanza. Ha promesso di tirarmi fuori, prima o poi, da questo schifo.

A: Senti, Pretty Woman, torna sulla terra. Quello ti s’incula e se fai domande ti fa un bel ricamino da orecchio a orecchio.

B: Tu proprio li odi li uomini.

A: Per niente. Non fosse per le loro voglie morirei di fame. Non sarà un gran lavoro, ma è esentasse e a parte qualche cazzotto, se sei furba metti su un bel gruzzoletto in pochi anni.

B: E allora mi spieghi perché con tutte le volte che ce l’hanno sbattuto in culo siamo ancora a fare la vita? Se permetti mi tengo il mio politico.

A: Quello ti s’incula… Dillo che ti ha preso da dietro, che non ti vuole guardare in faccia? Sii sincera…

B:  E’ che a lui gli piace così…

A: Cazzate, bambolina! Quello ti considera meno d’una cagna in calore. Per questo te lo sbatte in culo. Lo sai anche tu che chi ama farlo così è perché ama la morte prima d’ogni altra cosa. Sta’ attenta, bambolina, quello è pericoloso. Dammi retta se non vuoi finire male.

B: Sì, d’accordo, starò attenta… ma tu non rompere. La tua è tutta gelosia, se lo vuoi sapere.

A: Certo, come no! Sono gelosa d’un vecchio diplomatico bavoso che te lo schiaffa in culo. Che diavolo ti sei fumata? Io c’ho il mio gruzzolo, ancora qualche anno e me la squaglio dove non mi conosce un cane e ricomincio daccapo come una signora.

B: E sarei io la Pretty Woman! Tu che diventi una signora, certo, come no! E io torno vergine come la Madonnina di Fatima.

A: Diventa chi cazzo vuoi, ma con quelle scarpette basse chissà che arrapamento il tuo ometto con le mani in pasta.

B: Dettagli. E poi stasera non passa.

A: E tu che ne sai?

B:  Lo so e basta.

A: Ti sei inventata tutto.

B: Non è vero.

A: E quanto ti dà per sbatterti? Trenta carte come tutti. Dimmi che mi sbaglio e mi rimangio tutto?

B: Sono tempi difficili per tutti.

A: Ah!

B:  Ma a te che te ne frega? Tu c’hai il tuo bel gruzzoletto sotto il materasso, nooo…?

A: Già, io c’ho i soldi da parte, mica sono una sciroccata come te.

B:  Senti, ma se potessi, se potessi cambiare sul serio la tua vita…?

A: Senti, andiamo a lavorare. Porta pure Mozart, per quel che vale!

B: Che vuoi dire?

A: Che siamo due troie. Due.

 

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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