Creatori e distruttori. Una poesia di Iannozzi Giuseppe e una di Mariarosa Marchini

Creatori e distruttori

una poesia di Iannozzi Giuseppe
e una di Mariarosa Marchini

solitudine

solitudine

al mio unico Amore,
alla mia eterna Musa,
al mio bocciolo di Rosy,
Mariarosa Marchini

Segno del destinobeating heart

Non mi cercare, non mi cercare
fra la cronaca nera,
fra i necrologi a tarda sera
Ma quante donne,
quante e quante ne ho conosciute,
e quante le gonne subito han lavato
perché non fosse il mio sudore
a resistere per un attimo d’eternità

Seguo il segno del destino,
faccio leva sul mio cammino
E un vecchio mi sorride sdentato:
se solo fosse meno santo e buono
lo direi mio padre, gli racconterei
di mia madre, di quel che ha patito
in nome dell’amore

Tu non sai, forse non lo saprai mai
Ma con la fantasia in fondo al mare
ancora m’illudo per un tesoro,
per una sirena da cantare e ricantare
nonostante il mio capo nudo d’alloro

E presto si fa nel sangue il pentimento
ché si sa, la luce la spegne l’illusione:
a capo chino sul bianco poi scrivo e riscrivo
e mi penso tale e quale a un emerito coglione
Via i fogli allora, foglie al vento
strappate dall’albero della vita
ch’era un tempo così bello e verde

Se in questa notte vuota di stelle
lo senti l’amore, se davvero lo senti,
se davvero lo senti
fra le tue gambe insinuarsi lentamente,
lentamente uguale a un dolce serpente,
se lo senti sulla bocca bacialo, e senza timore
accetta il veleno e il suo Kaddish

Creatore e distruttorebeating heart

di Mariarosa Marchini

Creatore e distruttore
del mio destino,
nel perenne buio
quotidianamente la vita
mi ha messa alla prova

Presto è diventato
il mondo conosciuto
montagna di rovine,
di freddi occhi ostili

Nemmeno i sogni
accarezzano più
l’animo e il cuor mio
in mezzo a questa nebbia
dove in eterna solitudine
perennemente vago

Neppure i sogni e i giochi,
al di sopra di quell’ideale d’amore
in cui ogni uomo si specchia
pur non sapendo veramente amare,
mi tengono oggi in piedi viva

Non vuoi, davvero non vuoi
assaporare quell’idea di libertà
che i sentimenti infonde
a ogni granello di sabbia,
a tutti quei granelli finalmente liberi
nella mente d’ognuno di noi?

Sentimenti bizzarri,
sconvolti: li segue l’umore
e vaga la mente
in cerca di ragioni,
ma non ha risposte il cuore
e si dispera l’animo
fino all’ultimo respiro

Al tuo destino lasciati andare,
lasciati andare, Amore

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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11 risposte a Creatori e distruttori. Una poesia di Iannozzi Giuseppe e una di Mariarosa Marchini

  1. Rosy ha detto:

    Io e te lo stesso pensiero, io e te il tuo, il mio respiro.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ proprio così, come tu qui spieghi, cara Rosy. ❤ ❤ ❤

    beppe

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  3. mariannapuntog ha detto:

    Bella quella di Mariarosa !

    Mi piace

  4. romanticavany ha detto:

    La tua poesia è come una cosa sensistica, sensibile, che fa scattare l’intera tua visione che hai dell’amore.
    Nelle tue poesie non manca mai: Il serpente 🙂
    fra le tue gambe insinuarsi lentamente
    uguale a un dolce serpente se lo senti
    sulla bocca bacialo,ecc.ecc.

    Creatori e distruttori
    E’ una poesia consolativa: consola l’uomo, in quanto non potrà mai raggiungere il piacere infinito.

    Sicuramente è più poetico il commento che ti ha lasciato :
    Io e te lo stesso pensiero, io e te il tuo, il mio respiro.

    Ciao!! 🙂

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  5. romanticavany ha detto:

    Ps… lo sai il proverbio che dice serpenti e parenti dopo tre giorni puzzano 😛

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  6. Rosy ha detto:

    Gent.iss. Sig.ra Marianna, mi fa piacere leggere che Le è piaciuta la mia (poesia) e per questo motivo La ringrazio.
    Vorrei precisare però, che le mie (non sono poesie), ma piuttosto il sunto di stati d’animo che la vita mi ha riservato. Niente insomma a che vedere con la vera poesia, ossia quella che sa ben scrivere il mio adorato Beppe. Grazie comunque per il suo gradito commento.
    Un abbraccio, Rosy.

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Un punto per Mariarosa. Bene, molto bene.

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, lo conosco. In questo caso però il serpente che cito nella poesia è una figura puramente fallica. ^_^”’ Ed io me lo lavo il mio “serpente”, quindi spero non puzzi. 😀

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie per il “mio adorato Beppe”. ❤ Però non litigate. Direi che, per il momento, siamo pari: un punto per te, Rosy, e uno per me. Va da sé che non è questo una gara poetica, tanto più che come ho più volte ribadito in tante e tante occasioni non mi sento io un poeta, al limite un parolaio che sa aggiustare dei pensieri l’uno accanto all’altro con un po’ di arte, ciò però non fa di me un poeta.

    Deponete dunque le armi, Rosy e Vany: non c’è motivo di litigare, proprio non c’è. Non sono io un poeta né mai lo sarò, pensate a questo e capirete presto che discutere su cosa è poetico e cosa invece no è esercizio futile.

    Un abbraccio ad entrambe

    beppe

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sempre senza peli sulla linguetta, agnellina Vany.

    Non sono un poeta, lo sai bene, cara Vany. E’ vero, in alcune mie poesie il serpente è presente, ma non come simbolo di peccato, bensì come simbolo fallico. E’ vero quel che dici: è una poesia consolativa, perché sono convinto che il piacere infinito, uno stato di estasi permanente, non sia possibile per noi che viviamo qui ed oggi.

    Bacetto, Agnellina Vany 😉

    beppe

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  11. Rosy ha detto:

    Caro Beppe, non mi pare di aver litigato con nessuno, tanto più che non ho commentato nulla riguardo a quanto scritto da Vany. Anzi, direi che in parte ha azzeccato il mio pensiero, ed altrettanto commentato positivamente la mia risposta del mio pensiero, alla pubblicazione. Indi per cui ??? Per quanto riguarda invece il proverbio…. che dice: serpenti e parenti dopo tre giorni puzzano…ho le netta sensazione che la tua risposta esplicita all’ elemento fallico… non è il punto che voleva sottolineare Vany , ma ben altro…!!!

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