Passione e altre passioni. Poesie

PASSIONE E ALTRE PASSIONI

di Iannozzi Giuseppe

passione

TITOLI DI CODA

E’ questa un’altra possibilità
che non avevo considerato,
trovarmi sopraffatto da te,
che sei muro,
che sei porta.
La chiave che pensavo
l’ho persa in tasca
insieme a quei pochi quattrini
che usavo per viverci un film.
La sala era sempre piena
di baci e carezze: e le nostre vite
si perdevano in quel marasma.
E la parola “fine” ci ricordava appena
che la trama era il mezzo e non il fine
di quel nostro stringerci assieme
quasi a farci molestia.

La chiave che pensavo
l’ho persa in tasca
mentre cercavo l’ombra
della tua bocca
sulla mia.
Ma ho trovato il muro
della tua anima
e un po’ ha fatto male
al mio orgoglio
sapere
che non c’era un motivo
per arrenderci
nei titoli di coda.

POETA!

Che fa il poeta?

Abusa se stesso e la pena
per abissi di parole all’or di cena,
la fame e non la fama.

PER SEMPRE

Dolcezza,
se or ti dicessi
che di te mi son innamorato,
più non m’ameresti.
Così io taccio,
per sempre.

UN PERCHE’

I giovani amanti conoscono il perché:
spingersi avanti e cercare un perché
ai morti baci che ieri furono incendi.

MURI DI PAROLE

Se della vita non hai esperienza,
val forse pena darsi in truffa,
in muto vocabolario di parole raccolte?
Erette mura rimarranno,
né significati né significanti.

QUANDO LA NOTTE

Quando la notte,
quando la notte si farà da sé
Quando la notte,
quando la notte si dirà a te
Non potrò dimenticare
come sapevi un sorriso sul mio
Perché in questo mondo,
a volte, vado a fondo
cercando nelle fotografie uno sguardo
che sia il mio viaggiare

Quando la notte palpita il suo cuore,
c’è il mio battito ad accompagnarla
Sei però tu lontana,
dimentico così d’amare la scena del mio suicidio
Quando la notte si fa più profonda dell’infinito
Quando la notte si fa più lontana dei tuoi occhi
Perché questo mondo inizia e finisce con te,
nell’equilibrio del volo
Perché questo dolore mette le ali alla tua anima
che è notturna farfalla

Non potrò fuggire l’eleganza
delle gambe prigioniere del velluto
Perché vesti il mantello della notte
e l’allarghi negli spazi del mio sentire
Abbracciando la solitudine
che piego nel buio d’una nascosta lacrima
Perché questo cuore è uno
ed è vagabondo solo a metà
Perché questo amore è segreto
ed è geloso solo per pietà

Ci sono giorni
che immagino lo spettacolo del tuo corpo in delizia
E ci sono notti che invidio il suo profondo mistero
Perché il buio t’ama con equilibrio
che non so
Perché ti prende nella salvezza d’un angelo
lasciandoti libera d’inarcare la schiena
Lasciandoti libera nell’ampiezza del tuo abbraccio
Quando la notte si fa più profonda dell’infinito
Quando la notte si fa più lontana dei tuoi occhi

Ci sono giorni e notti così
per noi maledetti nel sapore d’un bacio sognato
Ci sono momenti che faccio ombra,
altri che accendo luce sul tuo corpo
aspettando un tempo migliore,
o il momento giusto per dire
Che è giusto cercare un altro Egitto
Che è sbagliato dormire il sonno dei nostri nomi

Non potrò fuggire a lungo
cercando i passi in ombra dell’Ebreo Errante
perché ogni dove mi ricorda
che c’è una luce nascosta
Perché a ogni attesa si fa più impaziente
la fermata per il prossimo spettacolo
Quando la notte si fa più profonda dell’infinito
Quando la notte si fa più lontana dei tuoi occhi

Ci sono giorni e notti così,
per noi benedetti nel sapore d’un bacio rubato
Ci sono momenti che faccio ombra,
altri che accendo luce, nella tua anima
Così ti chiedo d’accompagnarmi a casa
Così ti chiedo di sposare il mio solitario cuscino
Così ti chiedo d’accompagnarmi a letto
Così ti chiedo di sposare il mio solitario destino
Quando la notte, quando la notte si farà da sé
Quando la notte, quando la notte si dirà a te

Quando la notte palpita il suo cuore,
tu sei lontana,
prendo così ad amare la scena del mio suicidio
In un corpo a corpo con me stesso quando la notte
In un corpo a corpo quando la notte
In un corpo solo questo dolore quando la notte
In un corpo solo questo dolore quando la notte
In un corpo solo questo dolore quando la notte

Quando la notte si fa profonda
[ Non potrò dimenticare come sapevi un sorriso sul mio ]
Quando la notte si fa profonda
[ Perché in questo mondo, a volte, vado a fondo ]
Quando la notte si fa piena notte
[ Perché questo cuore è uno ed è vagabondo solo a metà ]
Quando la notte si fa piena notte
[ Perché questo amore è segreto ed è geloso solo per pietà ]
Quando, quando la notte
Quando, quando la notte
Quando, quando la notte

Quando la notte si fa più profonda dell’infinito
Quando la notte si fa più lontana dei tuoi occhi

Ma tu accompagnami lo stesso, quando la notte
Quando la notte, quando la notte si farà da sé
Quando la notte, quando la notte si dirà a te
Ma tu amami lo stesso, quando la notte
Ma tu amami lo stesso, quando la notte
Ma tu amami lo stesso, quando la notte

Ma tu amami lo stesso, quando la notte
Quando la notte si fa più profonda dell’infinito
Quando la notte si fa più lontana dei tuoi occhi
Quando, quando la notte
Quando, quando la notte
Quando, quando la notte

PERDERSI

Nella poliedricità dell’attrice
cercavo sguardo di sognatrice.

Fosti tu, tu
a svegliarmi con un sorriso,
dicendo: “Sono ragazza perduta!”

Ti fu terribile pensiero
pensare, amare.

MORTA VITA

Pensando che ‘l suicidio fosse amata sponda,
se ne partì nel plagio d’agognar un’altra onda
di morta vita.

PIU’ CUORE

Non che siano in molti a domandarsi
il motivo della sua scomparsa…
Ma stanco di fare la comparsa,
nella battuta d’un pagliaccio decise di provarsi,
gridando “Amore, mettici più cuore!”

LEI, LUI

Lei gli rispose ch’era un ventaglio.
Lui osò ribattere ch’era uno sbaglio.

NUDA E CRUDA

I più desiderano vederti nuda,
io solo morderti cruda.

DANZANDO

Danzando l’ossessivo ritmo della morte riflessa nei tuoi occhi,
ti amerò ancora una volta nella smania dei tuoi giochi.

Sì, sei sexy infilando le gambe nella corsa del taxi,
mentre io ti gioco le curve col coraggio in corpo di mille whisky.

CATENE

Percorrendo del Paradiso la strada gelata,
catene demmo ai passi ma non la spada!

FRAGILITA’

Di sé lasciano solchi e cicatrici
i muri costruiti,
poi caduti sopra alla terra di tutti.

SOTTO LA MIA PELLE

C’è il danno
nei miei occhi,
solo che tu, tu
non lo vuoi vedere.

Non credere
che le mie spalle
non abbiano dolori
che non si possono
raccontare.

La mia pelle
è piaga.
E serve a nulla
che tu la dica
forma di violino.
E serve a nulla
che continui
a pizzicare
la mia pelle
pensandola “corde”,
perché
sotto
la mia pelle, tu,
tu non ci sei
e non ci puoi stare.
Non c’è posto
sotto la mia pelle per te
che suoni l’egoismo
della tua musica,
uccidendomi lentamente,
pizzicandomi
con il tuo archetto
come se fossi violino.

C’è un muro davanti a me,
quello sei tu:
un muro di pietra.

No, non sei
un violinista.

Quando
questo muro cadrà,
farà male.
Ma vorrei lo stesso
che franasse
addosso a me,
così non avresti
più scampo alcuno
e forse neanche io.

Vedi! In qualche modo
ti sto venendo incontro,
anche se tu sei duro
e ti ostini a non capire
che la pietra è pietra
ed è da sempre,
da prima
che si fosse uomini e donne.
Questo muro di solida pietra
è uguale alla tua pelle,
ostinato nella sua immutabilità,
nella severità d’esser pietra.
Eppure vorrei lo stesso che,
almeno per una volta,
franassi. Che franassi
– definitivamente –
per non sentire più
altro dolore.

E invece fai finta
di carezzarmi le spalle.
E invece le pizzichi
per tirar via dalla mia pelle
suoni che sono urlati dolori
piegati alla volontà mia
della mutezza.

Sei un portale di chiusa pietra
anche se ti sto davanti a petto nudo.
Continui a rimanere inaccessibile,
anche se ho fatto il primo passo,
salendo il primo gradino
verso di te.

Ti ho dato la possibilità
di franarmi addosso;
ma tu, tu continui a rimare solido,
scortato da due colonne di marmo
che reggono il peso
di quel mondo
che è sopra la tua pietra.

Se solo provassi
a franare,
allora,
forse,
potresti comprendere
“chi” c’è
veramente
sotto la mia pelle.
Se solo facessi
uno sforzo!

E invece son scolte
le colonne
che ti stanno accanto,
ed io non le conosco.
Non le temo però,
come non temo te,
se un giorno deciderai
di cadere
e capire
veramente
che sono davanti a te,
a petto scoperto,
offrendoti qualcosa di più
della schiena
che hai martoriato
pensandola forma di violino.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Passione e altre passioni. Poesie

  1. furbylla ha detto:

    ti dirò che devo assimilarle un pò
    Buongiorno
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono poesie che appartengono a 11 anni fa, Cinzia. Credo siano molto diverse rispetto a quello che scrivo oggi.

    Buongiorno

    beppe

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  3. furbylla ha detto:

    ecco cosa era.. ci doveva essere un perchè 🙂
    Cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E certo che c’è un perché. 😉 L’ho scritto su Facebook che sono di 11 anni or sono. Se sono ancora buone, questo non lo so dire. 😉

    beppe

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I commenti sono chiusi.