“La cattiva strada” – Iannozzi Giuseppe – Cicorivolta edizione – Un estratto

La cattiva strada – Un estratto

Iannozzi Giuseppe - La cattiva strada

Iannozzi Giuseppe – La cattiva strada

Un estratto da “La cattiva strada” – Giuseppe Iannozzi – Cicorivolta edizioni

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In tasca qualcosa come duecento sacchi… forse erano di meno, non ricordo con precisione. Insomma non ero ricco e non ero povero in canna, a dirla tutta non ero niente e tanto fa. Mi sputtanai cinquanta sacchi a puttane e non li rimpiansi affatto: le genovesi sono calde e per natura affabili anche con gli spiantati. Le migliori scopate me le sono fatte a Genova, un porto per uomini di mare e di terra. Quando uno c’ha i coglioni gonfi li deve pur scaricare o rischia d’impazzire. Le puttane genovesi erano tutte Bocca di Rosa, persino i ridicoli travestiti avevano la loro dignità, e, se avessi avuto il vizio, probabilmente, mi sarei trovato bene a letto anche con uno di loro.

La cattiva strada - Giuseppe Iannozzi - CicorivoltaContinuai a dormire in stazione e non uno che m’abbia sfiorato. Mi lasciai crescere la zazzera e la barba: sono sempre stato orgoglioso della mia chioma corvina dai riflessi metallici ed è stato un brutto colpo davvero scoprire che oggi sono quasi grigio. La chioma è stata la mia sola vanità giovanile.

Una notte, in stazione, mi sono fatto una delle più belle scopate della mia vita: saranno state circa le due e dall’ultimo treno in arrivo da non-so-dove smonta un gran tocco di femmina tutta impellicciata. La notte m’è stata complice: gli occhi verdi di lei cercavano qualcuno che evidentemente non c’era e lei era piccata e sul punto di mettersi a piangere. E’ venuta a sedersi proprio accanto a me, così, senza pensarci. Ci siamo guardati e ci siamo capiti: due estrazioni sociali diverse, opposte, impossibili da far convivere, eppure in quell’occasione ci siamo incontrati. Eravamo entrambi soli e smaniosi così come possono esserlo solo i senzapatria. S’è infilata nella toilette delle Signore lasciando la porta aperta: non mi sono fatto pregare, l’ho seguita dopo neanche un minuto e me la sono fatta in piedi senza dire una parola e senza che lei dicesse un ma. L’abbiamo fatto come due animali e come due animali ci siamo allontanati entrambi disgustati per quello che avevamo consumato in un momento di complicità. Di Occhi Verdi ho conservato per un giorno intero le mutandine, poi le ho affidate alle onde del mare perché era giusto che così fosse. Ho sperato che un marinaio perso nel mare del mondo le raccogliesse per leggerle come una poesia di fratellanza. Oggi una cosa del genere non mi capiterebbe più. Dopo quella gran femmina, ho avuto solo battone di terza classe e locandiere chiatte per quasi tutti i rimanenti anni Ottanta.

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La cattiva strada – Giuseppe IannozziCicorivolta edizioni – collana i quaderni di Cico – pp.116 – © 2014 – ISBN 978-88-99021-28-3 – prezzo: € 12,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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