Sirena al Sole. Poesie d’amore e passione per Rosy

Sirena al Sole

di Iannozzi Giuseppe

sirene

sirene

al mio unico Amore,
alla mia eterna Musa,
al mio bocciolo di Rosy,
Mariarosa Marchini

Sirena al solebeating heart

Questa tempesta dopo la festa
Tristi rosari, eroi soprammobili
I volti riflessi sulle pozzanghere
E questo amore così folle oramai
sotto il bronzo delle campane piange

E tu, Sirena al sole, il dì hai dimenticato,
il cuor mio fermo dentro al petto
Ancor mi suggerisce il ricordo
l’eco di quel tuo “non so”
E tu baciata dal sole
e io qui da solo a giocare le mie carte,
io sempre qui a pescare dal mazzo,
una a una ad affondarle in fondo al Po

Resta accanto a me, resta adesso
o lasciami nell’occhio della nuova tempesta
Che hai tu di diverso, non so più niente
E’ che per me sei così importante,
uguale a Dio che il cielo riempie

E tu che hai più delle altre, non so
Barche nella sabbia arrovesciate:
col sole all’orizzonte fugge il Niente
tra un volo di stanchi gabbiani
e uno di marinai alla polena legati

Questa infinita tristezza dopo la tempesta
Ma tu, Sirena al sole, quanti baci non so
E chiude Venezia per me le sue porte,
sempre però sulle onde il tuo amore,
il tuo cuore sull’acqua in Piazza San Marco

Nel nome della tua Fedebeating heart

Con preghiere a te in ginocchio rivolte
le mura e i candelabri di Gerusalemme
sarebbero presto crollati riconoscendo
l’alta espressione della mia passione
Vuoto io di Fede, a Dio mi son rivolto
Supplice sulla rosa più rossa sfogo ho dato
al pianto mio caldo il tuo nome invocando
Quasi arreso, sofferto, l’anima e la carne
su un piatto d’oro alla speranza ho offerto
perché non fosse più la mia vita senza te

Dall’amor tentato, sa Dio se ho tentato
di creder nella luce al di là dell’oscurità!

A mani giunte nel vuoto mio son caduto
accogliendo pioggia di vendette antiche
di sconosciuti Dèi; e quando stracco,
di me stesso vittima, senza più conforto
e nel cuore spina alcuna di poesia e rossore
la tentazione di ceder agl’occhi del Serpente,
di lasciar ogni bene morir in spazio lontano

Dall’amor tentato, sa Dio se ho tentato
di creder nella luce al di là dell’oscurità;
e sa Dio se ho fatto il bene mio e tuo
Pria della fine mia, tu, Donna mia,
fra risa e lacrime m’hai salvato e amato
nel nome dell’incorrotta tua Fede

Supplicabeating heart

In palmo di mano
il piedino tuo delicato
ressi io
come foglia
dal vento strappata.
In vertigine
di passione e follia
perso,
di baci l’inondai
il miele suggendo
dal mignolo
al più grande dito.

Di più non osai,
così adesso
in ginocchio
col capo chino
a te rivolgo
l’umile mia supplica:
concedi a quest’uomo
nell’abisso sprofondato
nuova possibilità,
affinché siano
quelle di domani
lacrime di condivisa felicità
e non di macabro dubbio
o sempiterno dolore.

Ho scelto tebeating heart

Così semplice,
ho scelto te
Gl’occhi tuoi chiari
nell’anima mia nera
a fondo han scavato bene
riesumando l’uomo
che giusto ieri ero

Così semplice,
ho scelto
e ho scelto bene
ché il primo bacio
me lo desti tu
prima che fossi io
a chiederti
di mordermi
a sangue le labbra

Ho scelto te
ché tra le tante,
tra le tante scelte
non avevo scelta,
e subito il cuor mio
in palmo di mano
timido te l’ho mostrato
tutto rischiando:
una risata,
uno schiaffo
di femminile crudeltà

Ho scelto te,
così semplice
Non chiederti perché,
non ora che le cicatrici
l’un l’altro ci siam leccati
una Marlboro di rabbia
e una d’insperata felicità
insieme fumando

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, Giornalista, scrittore, critico letterario
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