Leggere può fare male alla salute

Leggere può fare male alla salute

di Iannozzi Giuseppe

libri

Quest’anno non mi sono interessato al Salone del Libro di Torino, quella che dovrebbe essere una delle più grandi manifestazioni editoriali europee. Il perché è presto detto: ogni anno è la solita solfa, tanti stand e pochi libri che interessano un lettore forte quale sono io. Non vedo la necessità di perdere il mio tempo prezioso fra stand che mi propongono libri che posso trovare facilmente in libreria o nelle librerie online. Spazio per la piccola editoria e quella media non ce n’è, ci sono i grandi editori che, in ogni caso, rifilano al pubblico i titoli più commerciali, quelli che vanno bene per una stagione e subito vengono dimenticati perché di valore letterario uguale allo zero assoluto.
Per quale assurdo motivo avrei dovuto affogarmi nella folla del Salone del Libro? Forse per ammirare le giovani standiste o per sentire le solite sparate di certi personaggi che da anni hanno messo radici nel Salone? Credo davvero non ne valga la pena. Obietterete che qualche piccolo editore, nonostante tutto, era presente con il suo piccolo stand. Questo è vero. Ahinoi però i piccoli editori non se li fila nessuno e non perché non abbiano in catalogo dei buoni titoli, ma per il fatto che l’organizzazione del Salone li nasconde, li ghettizza in uno spazio angusto. Quei piccoli editori che erano al Salone nelle passate edizioni non hanno fatto granché, in quanto mortificati da una visibilità praticamente invisibile. Facciamo finta che io sia un semplice lettore e che decida di spendere un po’ del mio tempo al Salone del Libro: tuttalpiù acquisterò a prezzo pieno uno o due libri di un editore che fa monopolio, vale a dire titoli per la massa, ovvero romanzi buoni per essere letti una volta e poi dimenticati. Di novità, di belle novità, nelle precedenti edizioni del Salone, non ne ho trovate, ho invece visto e toccato con mano una aridità impressionante e una superficialità non meno forte. Detto ciò, se è eppur vero che qualche editore che cerca di resistere ai poteri monopolistici c’è, è altrettanto (e forse più vero) che gli editori medi e piccoli non hanno lo spazio e la visibilità che invece meriterebbero.

Si parla oggi di un grande successo dell’edizione del 2015 del Salone: sarebbe più giusto dire che ha trionfato la vanità di alcuni. Quanti di voi hanno letto “La fiera delle vanità” di William Makepeace Thackeray? Non c’è bisogno che alziate la mano: posso immaginarlo, qualcuno avrà sentito nominare il romanzo di Thackeray, qualcun altro lo avrà abbandonato a metà se non prima. Eppure è un classico della Letteratura. La maggior parte degli italiani, oggi come oggi, amano i thriller (quelli semplici, basati su quattro ben collaudati stereotipi) e romanzetti scritti alla boia d’un Giuda, preferibilmente, di poche pagine, sempre a patto però che siano stati scritti da una sedicente lolita.
Potete prestar orecchio a certi critici che pubblicizzano libri senza alcun vero spirito critico e da essi lasciarvi intortare ben bene. In questo non c’è oramai più niente che si possa anche solo definire scandaloso: purtroppo il mercato del libro, l’editoria, la critica letteraria sono stati ridotti a dei meri prodotti commerciali. Non basta dunque che leggiate la traduzione in italiano dell’ultimo romanzetto di Lev Tolstoj quando non avete avuto mai il coraggio e la voglia di leggere dalla prima all’ultima pagina “Anna Karenina”, “Guerra e pace”, “La confessione”, etc. etc. Potete fare i fighi, o meglio illudervi di essere dei gran fighi, tosti davvero, con la vostra copia dell’inedito di Tolstoj: la verità però è un’altra, voi di Tolstoj non sapete un cazzo di niente.

Prestate dunque somma attenzione a che cosa leggete e soprattutto chiedetevi perché state leggendo o verreste leggere un determinato libro o autore. La lettura può creare dipendenza, una dipendenza nociva, cattiva alla salute dello spirito ancor prima che a quella del vostro seppur modesto bagaglio culturale.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Leggere può fare male alla salute

  1. mariannapuntog ha detto:

    Quando poi, ti scatta la cosa del giornalista, a me garba un sacco! dalla prima riga, all’ultima, non ci si può distrarre, ti ci viene proprio la voglia di finire il pezzo. Cmq!! è vero, tutto, soprattutto per la “sedicente Lolita” ahahahah!
    Quando scrivi da giornalista io ho deciso : Ti seguirò!

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  2. furbylla ha detto:

    leggevo poco fa che è stato indagato il presidente
    Cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Tra le altre cose, sì, anche il presidente è oggi indagato, la cosa è perlomeno significativa che qualcosa non funziona.

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Be’, cara Marianna, di sedicenti Lolite temo che il mercato editoriale ne conti un po’ tante, ma è altrettanto vero che ci sono non pochi sedicenti efebi che scrivono improbabili storie d’amore e sesso che solo fanno venire il latte alle ginocchia per la banalità che mettono nero su bianco. Per uno che legge e legge parecchio, simili libri non sono libri, bensì carta da macero.

    Bene, cara Marianna, allora preparati, perché ci saranno parecchi articoli di stampo giornalistico in questi giorni, soprattutto recensioni.

    beppe

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